CO.DI.S.AM (Comitato difesa salute e ambiente) Sant’Arcangelo Trimonte (BN)

Sant’Arcangelo Trimonte, paese-discarica: un anno ai piedi di Monte Monnezza

Pubblicato da codisam su 19 Giugno 2009

Il 25 giugno 2008 sarà trascorso un anno da quando il primo camion di rifiuti sversò il suo non ambito carico nel lotto 1 della discarica di Contrada Nocecchia a Sant’Arcangelo Trimonte. Allora era un enorme incavo, oggi è una ammasso gigantesco ormai che, visto dal centro del paesino, nasconde finanche la silhouette della Dormiente del Sannio. Saranno infatti 700mila le tonnellate di immondizia che la discarica dovrà contenere prima dello stop. La zona è stata sempre presidiata dai militari. Nessuno può entrarvi, se non i membri del Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania e il sindaco di Sant’Arcangelo, di fatto responsabile del controllo del sito. Nel più piccolo comune sannita, circa 700 abitanti, la gente però permane incredula.

mappa discarica

A pochi giorni dal primo, maledetto “compleanno”, entriamo in casa di uno dei suoi abitanti, alle porte del paese. E’ una palazzina a tre piani. Dal balcone del soggiorno si vedono una massa informe d’immondizia e i camion che rumoreggiano intorno, andando su e giù, alzando polveroni. Uno della famiglia, un 27enne, mi descrive tutti i particolari dei miasmi mattutini respirati nel corso di questi mesi.
Anche a Sant’Arcangelo il 6 e 7 giugno è stato eletto il nuovo sindaco, Romeo Pisani (era vicesindaco della scorsa Amministrazione), dopo più di 5 mesi di commissario prefettizio, giunto a seguito della caduta della maggioranza dell’ex sindaco Aldo Giangregorio. Né, nel disgraziato anno trascorso, sono mancate le frane. L’ultima, la più grave, nell’agosto 2008: una lunga spaccatura che ha interessato il lotto 4.

A ottobre, poi, il dramma: la morte del geometra Pasquale Russo, di soli 19 anni, rimasto schiacciato da un mezzo cingolato durante i lavori per la realizzazione della seconda vasca della discarica. Nell’ultimo mese, invece, due principi di incendio hanno investito di nuovo il lotto 4. Tra i rifiuti si è alzata una coltre di fumo nero. Le fiamme sono state spente con della terra dai tecnici della Daneco che si occupa dei lavori sul sito e dai Vigili del Fuoco. Infine, un’altra piccola frana di rifiuti nel lotto 3, inizialmente previsto come area di bonifica delle altre due discariche sottostanti: una comunale e l’altra “Fibe” regionale. La prima realizzata nella metà degli anni ’90, la seconda nei primi del 2000.

La nuova normativa
La settimana scorsa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale un’ordinanza che concede alle Province più potere sulla gestione del ciclo rifiuti. Dopo un lungo tira e molla con il Commissariato, la Provincia di Benevento, tramite l’assessore all’Ambiente Gianluca Aceto e l’intervento dell’assessore regionale al ramo, Walter Ganapini, ha ottenuto un ruolo per il controllo dell’aria e del percolato che risiede sotto quei teloni di plastica. E’ prevista la nomina di due periti chimici dell’Università degli Studi del Sannio per il monitoraggio dell’inquinamento e la convenzione con un laboratorio ad hoc, oltre a quelli della Daneco e dell’Arpac.

Il Codisam (Comitato Difesa Salute e Ambiente), composto da 21 cittadini di Sant’Arcangelo e inserito in una rete di altri analoghi comitati regionali, si è da sempre battuto per la tutela della salute degli abitanti del posto, denunciando l’inadeguatezza di Contrada Nocecchia per il deposito dei rifiuti. Abbiamo incontrato alcuni di loro al piano terra di una palazzina del paese. Carte alla mano e tanti schemi della discarica disegnati a penna. “Quello che noi annunciavamo è ora sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato il presidente del Codisam, Nicola Colangelo –, dopo due anni le paventate frane sono diventate realtà. Siamo stati i primi, inoltre, nel novembre del 2008 a proporre la nomina di chimici per il controllo dei danni ambientali. Si è perso tanto tempo ma, se non altro, alla fine ci siamo riusciti. Questa nuova ordinanza ci riempie di gioia e ci dà anche molta soddisfazione per il risultato raggiunto”.

Gli animali la stanno pagando
Anche un agricoltore di 43 anni vuole dare la sua testimonianza a un anno dai primi sversamenti. La sua è una famiglia di 5 persone che conduce un’azienda agricola e un’altra di bestiame, nel territorio di Apice e in quello confinante di Sant’Arcangelo, a circa un chilometro dal sito dell’immondizia. Le condizioni igieniche del luogo sono diventate disastrose, secondo il coltivatore. Aveva intenzione di aprire un agriturismo ma ora non gli è più possibile. Nel passato la sua azienda, ai tempi della prima discarica regionale, perse 7 capi di bestiame. Un tragico evento dovuto, secondo l’uomo, al foraggio dato in pasto ai buoi, contaminato dalle sostanze chimiche sprigionate dai rifiuti. Fa anche riferimento ad una strana mutazione genetica di uno dei suoi animali. La famiglia ha chiesto di ricevere maggiori controlli in merito all’idoneità del terreno e delle acque utilizzate. Fino ad adesso non hanno avuto risposte dai tecnici e dalle associazioni di categoria.

“Una vacca marchigiana – ha quindi dichiarato -, nata qualche mese fa, ha una testa molto simile a un mulo, in effetti è la prima volta che capita e non so se possa essere riconducibile alla discarica. Ogni commerciante che acquista le nostre vacche, inoltre, cerca sempre di abbassare il prezzo di mercato fino a dimezzarlo: il danno economico è enorme”.

Le frane annunciate
Nel marzo del 2008 fu nominato come geologo fiduciario del Codisam, Vincenzo Briuolo, successivamente entrato nella commissione tecnica comunale. Il tecnico, insieme al geologo Roberto Pellino, tracciò una relazione dalla quale emergeva che soprattutto la parte che interessava la costruzione dei lotti 2 3 e 4 non era idonea. La zona, infatti, era interessata da movimenti franosi dovuti alla morfologia del terreno. L’80% dei rifiuti viene e verrà sversato proprio in questa area (circa 500mila tonnellate su 700).

Briuolo ora è seduto accanto ai membri del Codisam e non può fare a meno di scrivere su un foglio di carta tutto quello che gli viene in mente: “Nell’agosto 2008 c’è stata una frana nel lotto 4. Il geologo Vincenzo Coccolo, nominato dal Commissariato di Governo, inizialmente supportò le nostre osservazioni in virtù di quel palese collasso. Successivamente, non capimmo perché, non si espresse con i tecnici del Governo, non disse nulla. Anzi, ci dissero che non c’erano problemi. Nel lotto 3, circa un mese fa, si è aperto un varco di circa tre metri di larghezza tra i rifiuti. Quel lotto, secondo il progetto del Commissariato di Governo, era adibito a bonifica delle vecchie discariche di Sant’Arcangelo (una comunale e una regionale NDR). Sono trascorsi 10 anni e ancora l’aspettiamo”.

La stranezza delle palificate
Poi fu la volta delle palificate, tre in tutto. Una a ridosso dei lotti inferiori per metterli in sicurezza e una per tenere saldi gli argini delle vasche. Un’altra ancora è stata realizzata sotto il lotto 1, attualmente, ricolmo di rifiuti. “Sono sempre stato accanto agli abitanti per tutelarne i diritti e la salute – continua Briuolo – , quello che vedo lo racconto, senza forzature. Che bisogno c’era di spendere migliaia di euro per mezzo chilometro di palificate, se hanno assicurato che non ci sono pericoli di frane? Allora, avevamo ragione noi? I pali sono stati realizzati della lunghezza di circa 20 metri. Ma i carotaggi realizzati dai tecnici rilevarono, io ero presente, che il terreno idoneo per la sostenibilità della palificata era a circa 35 metri. Questo mi fa pensare che quei pali dovevano essere lunghi il doppio”.

La discarica non cesserà di vivere allo stop dei rifiuti. C’è la fase post-mortem nella quale l’immondizia produce percolato e biogas, sostanza inquinante che ha bisogno di essere sfruttata come energia oppure bruciata. Non si può quindi disperderla nell’aria, è ovvio. “Fin quando i cittadini non avranno la garanzia di un monitoraggio accurato dell’aria e delle falde acquifere, da parte di chimici fiduciari, potranno ancora pensare che quel sito è inquinante – dichiarano i membri del Comitato – ”.

Il sindaco non crede al Comitato
Il neoeletto sindaco, Romeo Pisani, già al Comune in passato per due mandati, esprime invece scetticismo nei confronti del Codisam perché, a suo parere, è schierato politicamente. La lista del candidato sindaco uscito sconfitto, infatti, era vicina alle istanze del Comitato. Inoltre, manifesta la volontà di rivedere l’impianto della Commissione tecnica comunale.

Pisani, raggiunto telefonicamente dal Quaderno.it, dichiara di voler puntare la sua attività amministrativa sulla salvaguardia della salute dei suoi concittadini e respinge chi lo accusa di essere il responsabile della nascita della discarica: “Io ho sempre insistito sul fatto che la responsabilità maggiore risiede nell’ex Presidente della Provincia, Carmine Nardone, il quale ha assegnato autonomamente il sito di Sant’Arcangelo. Il decreto è stato approvato il 12 maggio del 2007 dal Consiglio dei Ministri. C’è una delibera, inoltre, del Consiglio Comunale che prevede la possibilità di modificare o integrare la Commissione tecnica della discarica.

Non metto in dubbio la professionalità dei tecnici nominati, come ad esempio il geologo Briuolo, ma è nei miei diritti chiamare a raccolta i professionisti del settore per valutare tutte le possibilità.
Anche io trovo ingiusta questa discarica presidiata militarmente. Sono nato e vivo a Sant’Arcangelo: quando mi alzo la mattina la vedo dalla finestra di casa mia. Abbiamo gli strumenti per controllarla, ma relativamente. Gli accorgimenti per risolvere i problemi li approntano sempre i tecnici del Commissariato. Il dissesto idrogeologico esiste da sempre, lo prevede già il nostro Piano regolatore”.

Il sindaco è in attesa di ricevere alcuni milioni di euro di finanziamento per la messa in opera di strade, fognature e infrastrutture, una sorta di premialità per i paesi che ospitano immondizia.
Ma questi premi, ai cittadini di Sant’Arcangelo non li invidierà nessuno…
a cura di Lorenzo Palmieri (fonte www.ilquaderno.it)

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Comunicato Stampa Coordinamento Regionale Rifiuti sugli arresti nell’ambito dell’inchiesta rifiuti

Pubblicato da codisam su 4 Giugno 2009

Raffica di arresti in Campania nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti. A finire in manette quindici persone, tra le quali il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile.
L’indagine è centrata, in particolare, sui collaudi degli impianti di combustibile da rifiuti (Cdr), oggi riconvertiti in impianti per la trito vagliatura. I collaudi, falsati, hanno determinato la produzione di rifiuti da smaltire non conformi.
Numerose le ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti politici, professori universitari, funzionari della Regione Campania. Titolari dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione commissariale i pm Giuseppe Noviello e Paolo Firleo. Gli altri arrestati, tutti ai domiciliari, sono: Oreste Greco, professore universitario; Giuseppe Sica, architetto; Claudio De Biasio; Vincenzo Naso, docente di ingegneria alla Federico II; Vittorio Vacca, ingegnere, direttore del Termovalorizzatore di Acerra; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone, ingegnere; Rita Mastrullo, docente di fisica alla Federico II; Filippo De Rossi, ordinario di fisica; Luigi Travaglione ufficio tecnico Benevento; Mario Cini e Francesco Scalingia. Molti di questi nomi sono noti ai comitati ed alle associazioni campani impegnati da anni sulla questione rifiuti, e non di certo per la loro competenza e trasparenza.
Tutti, da destra e da sinistra, esprimono la loro solidarietà alle persone coinvolte, professionisti e tecnici ” che sapranno dimostrare l’infondatezza delle accuse”, vista la complessità tecnica della questione. Ancora una volta la politica si chiude a difesa di se stessa. Deprimente, in particolare, l’intervento dei politici sanniti che, nel dichiarare la loro solidarietà al Presidente Cimitile, tengono a sottolinearne il coinvolgimento in quanto tecnico e non come presidente della provincia, e sottolineano l’inopportunità di interventi della magistratura a pochi giorni dalle elezioni, pur esprimendo ipocritamente la loro fiducia nelle indagini.
La nostra posizione è, invece, di pieno appoggio alla magistratura ed auspichiamo che essa non sia ostacolata nel suo lavoro e che possa celermente portare alla luce tutte le illegalità verificatesi nella gestione dei rifiuti nella nostra regione. Più che solidarietà, noi esprimiamo preoccupazione per il sistema di corruzione e illegalità che l’intreccio di interessi economici e politici ha creato, determinando la possibilità di una gestione scellerata e illegale del ciclo di smaltimento dei rifiuti, con grave danno economico ma soprattutto ambientale e sanitario. Che possano esistere tecnici che, al riparo delle loro competenze mai messe in discussione contro ogni evidenza, dichiarino il falso, a danno dei cittadini e dei territori che dovrebbero tutelare, per interessi economici o per compiacere politici e imprese da questi favorite, è qualcosa da cominciare finalmente a denunciare e sanzionare. I problemi che viviamo sono proprio frutto di questo sistema corrotto, in cui controllati e controllori risultano essere allo stesso modo coinvolti in scelte sbagliate e fatte solo per coprire inefficienze, sprechi e interessi illeciti. Questo è un altro passo verso il ripristino della verità e della legalità, nonostante tutti gli ostacoli frapposti da chi non vuole che si faccia finalmente chiarezza e si torni alla legalità. Come Coordinamento di vari comitati ed associazioni campane che da anni denunciano tutto ciò, ribadiamo la nostra determinazione a vigilare affinché verità, legalità e giustizia finalmente trionfino anche in questa regione martoriata e violentata da chi finora ha confidato nell’impunità garantita dal sistema. Un sistema che abbiamo contribuito, e, ancora con più determinazione, contribuiremo a far crollare anche con il nostro impegno nel denunciare e nell’informare.

CO.RE.Ri.
Sito: www.rifiuticampania.org
Email: contatti@rifiuticampania.org

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Il Presidente della provincia di Benevento Cimitile e De Rossi arrestati con altri 13 per falso nei collaudi CDR svolti anni fa

Pubblicato da codisam su 4 Giugno 2009

L’accusa, per lui e per altri 14 indagati, è l’aver attestato il falso, anni fa, quando era docente universitario di Ingegneria, sull’idoneità al funzionamento degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuti) e sulla conformità del prodotto di quegli impianti (cdr e frazione organica stabilizzata, fos) rispetto a quanto stabilito nel contratto che ne regolava il funzionamento. Il provvedimento, ha fatto apere in seguito il suo portavoce, è relativo alle attività svolte dal 2001 al 2003 in qualità di tecnico nella commissione di collaudo dell’impianto di Cdr di Casalduni.
Aniello Cimitile
Con lui ai domiciliari anche altre 14 persone tra cui tre che operano nel Sannio: Filippo De Rossi, preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Sannio e qui docente di Fisica Tecnica Ambientale; Luigi Travaglione, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Vitulano; Vincenzo Sibilio dirigente della Regione Campania attualmente del Genio Civile di Benevento.
Assieme a loro Oreste Greco, docente alla Seconda Università di Napoli; Giuseppe Sica, architetto; Claudio De Biasio, ex sucommissario del sottosegretario Guido Bertolaso, più volte impiegato nel Commissariato per i rifiuti e attualmente alla Protezione Civile; Giuseppe Vacca, direttore dei lavori del termovalizzatore di Acerra, in funzione dal 26 marzo scorso, e all’epoca dei fatti direttore dei lavori nei Cdr; Vittorio Colavita commercialista; Afredo Nappo ingegnere; Vitale Cardone, docente di ingegneria; Rita Mastrullo, docente di Fisica alla Federico II; Francesco Scaringia; Mario Gily direttore dei lavori dell’impianto di Cdr e Vincenzo Naso, docente di Ingegneria alla Federico II.

Per gli inquirenti, quindi, avrebbero falsamente attestato l’idoneità degli impianti campani di Cdr quando erano già sequestrati e la conformità del loro prodotto alle specifiche del contratto stipulato tra Regione Campania e Fibe, società del gruppo Impregilo che ha gestito lo smaltimento dei rifiuti nella regione dal 1998 al 2005.

Per l’Agenzia Reuters Italia, inoltre “le attività dei Cdr, dal 2005 fino a circa un anno fa, ha prodotto diversi milioni di ecoballe che restano stoccate in Campania e per le quali ancora non si è trovata una soluzione di smaltimento, poiché, non essendo a norma, non possono essere bruciate nei termovalorizzatori all’avanguardia”. Tra gli impianti di Cdr campani, quello del Sannio è stato costruito a Casalduni.

“La Guardia di Finanza e la Dia di Napoli – scriveva inoltre stamattina l’Ansa – stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti politici, professori universitari e funzionari della Regione Campania, nell’ambito dell’indagine condotta dai pubblici ministeri Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Alessandro Milita sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione commissariale.

L’accusa è di falso. Tra gli arrestati un solo politico, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile. L’inchiesta riguarda le presunte irregolarità nei collaudi di numerosi impianti di Cdr in Campania. I destinatari dei provvedimenti della magistratura sono i collaudatori di questi di impianti, tra i quali alcuni docenti universitari”.

Il Presidente Cimitile avrebbe “accertato che le persone arrestate avevano attestato l’idoneità degli impianti quando questi erano già sotto sequestro e avevano sostenuto la conformità del prodotto del Cdr alle specifiche del contratto che in realtà mancava”. Gli impianti originari poi sono stati riconvertiti per la tritovagliatura, operazione di pretrattamento dei rifiuti consistente nella triturazione e nella vagliatura dell’immondizia.

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Chiusa la discarica di S. Arcangelo per 2 giorni: rifiuti a Casalduni

Pubblicato da codisam su 26 Maggio 2009

per due giorni a partire dal 23 maggio 2009, rimarrà chiusa la discarica regionale per i rifiuti di S. Arcangelo Trimonte. Allo stato, non è chiaro il perché. pare che ci sia stato un cedimento del terreno su cui insiste l’immondizia, ma i responsabili del sito non hanno consentito un controllo alla Commissione Comunale di Srorveglianza. I rifiuti di Benevento, che sono quelli principalmente sversati nel piccolo paesino, saranno dirottati a Casalduni.
Fonte: www.ilquaderno.it

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Inchiesta sulla discarica Tre Ponti: 6 persone rinviate a giudizio

Pubblicato da codisam su 28 Aprile 2009

Ieri mattina il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Benevento Marilisa Rinaldi ha deciso il rinvio a giudizio di sei persone, indagate nell’inchiesta sulla gestione della discarica Tre Ponti di Montesarchio.

Ad affrontare il processo – che avrà inizio il prossimo 23 giugno – saranno l’ex commissario per l’emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci, i dipendenti del commissariato Michele Greco, Claudio De Biasio e Ciro Turiello, il legale rappresentante della Fibe Armando Cattaneo e Angelo Sordelli, in qualità di responsabile della discarica per la Fibe. Proscioglimento, invece, per un settimo indagato, Rocco Votta, dipendente per il Commissariato di Governo, addetto ai controlli presso la discarica. Prosciolti dalle accuse di omissione in atti d’ufficio Catenacci, Greco, De Biasio e Turiello.

Le indagini, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Benevento Antonio Clemente, portarono al sequestro della discarica nel 2006. I reati contestati sono: sversamento nella discarica di rifiuti non conformi a quanto prescritto dalla legge e dai regolamenti ed ordinanze relative alla discarica, violazione delle procedure di ammissione dei rifiuti in discarica, disastro ambientale e inquinamento atmosferico e del suolo con lo sversamento di rifiuti pericolosi e no, determinando la creazione di ingenti quantità di percolato.

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Finalmente si muove qualcosa!

Pubblicato da codisam su 21 Marzo 2009

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Comunicato Stampa

Finalmente si muove qualcosa!

Quando il Comune di S. Arcangelo Trimonte ha preso in gestione la discarica di località Nocecchia, il sindaco Aldo Giangregorio è stato indicato come “una delle persone che stava contribuendo, in maniera determinante, affinché la crisi dei rifiuti campani andasse verso una decisa risoluzione”, permettendo ai politici di cavalcare la prima ondata positiva su un tema scomodo in Campania e, non nascondiamolo, anche a livello nazionale.
Il comune sannita iniziava un difficile iter tecnico-amministrativo con cui si proponeva di controllare al massimo quel particolare impianto industriale. Grazie alla disponibilità del CODISAM, che aveva prodotto tutta una serie di osservazioni, anche tecniche, nel maggio 2008, i cittadini potevano avere notizie e documenti semplicemente collegandosi ad un sito che di lì a breve sarebbe stato bollato come “militare di interesse strategico nazionale”. Grazie alla presenza di un rappresentante del CODISAM, nettamente a favore dei cittadini, all’interno della Commissione Tecnica comunale, la popolazione ha sempre saputo, anche contro la volontà politica di una parte comunale, quello che accadeva in discarica. Purtroppo con il decreto Berlusconi le analisi chieste dai cittadini, tramite la Commissione tecnica, non sono state del tutto ottemperate. Dopo una serie di denunce pubbliche, non ultima quella effettuata a Casalbore il 23.2.09, rappresentata direttamente al pref. Reppucci, venerdì 13 marzo è entrata in gioco l’ARPAC nella figura del dott. Boffa. In base al verbale stilato in discarica, alla presenza della commissione tecnica comunale e da questa sottoscritto, partiranno tutta una serie di analisi, atte a monitorare la discarica e l’ambiente circostante a tutela soprattutto della salute dei cittadini. Il monitoraggio sarà effettuato in continuo, così come richiesto dai cittadini, ed i risultati saranno portati a conoscenza della Commissione, la quale potrà così informare i cittadini.
Per arrivare a questo risultato, che finalmente pone le prime basi per la tutela della salute pubblica, ci sono voluti 8 mesi di continue diatribe e discussioni, talvolta anche estremamente accese, tra i tecnici del commissariato e il CODISAM!
Per il momento di concreto c’è solo il documento; su alcune tipologie di misure ci sarà un incontro con la commissione e la Daneco, direttamente negli uffici ARPAC, per avanzare eventuali richieste, legittime, dei cittadini…..Perchè il sito è, sì, militare ma la salute dei cittadini è un diritto costituzionale. Monitorare attentamente tutto e diffondere i risultati, positivi o negativi che siano, è un dovere di uno Stato democratico.
Il CODISAM nella sua integrità ed operatività difenderà il territorio Sannita, così come ha sempre fatto, avvalendosi della collaborazione del coordinamento regionale, delle popolazioni interessate e dell’Assessore Aceto. Non abbasseremo la guardia, continueremo a difendere l’ambiente, la salute dei concittadini e la vivibilità sul territorio.

S.Arcangelo 18.03.2009
Il CODISAM

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Rifiuti, truffa all’impianto di Colleferro(RM)tredici persone agli arresti domiciliari

Pubblicato da codisam su 9 Marzo 2009

I carabinieri del Noe hanno sequestrato due termovalorizzatori, 25 gli indagati
Traffico illecito di materiali, anche pericolosi, che venivano smaltiti in violazione delle norme
Rifiuti, truffa all’impianto di Colleferro
tredici persone agli arresti domiciliari
ROMA – Due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L’operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.

In manette sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l’impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell’Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando “tutte le norme previste”. Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arrivava “di nascosto” dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.

Significativo è l’episodio che riguarda la combustione di pneumatici all’interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell’impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali “Munezza”, “Pezzatura grossa” o “scadente”. Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell’ambiente circostante, densamente popolato.

Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.

Fonte: Repubblica

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Terzo Convegno Nazionale “Ambiente e territorio. 23 e 24 febbraio 2009 Comune di Campagna (SA)

Pubblicato da codisam su 27 Febbraio 2009

Terzo Convegno Nazionale “Ambiente e territorio. 23 e 24 febbraio 2009 Comune di Campagna (SA)
Economia ed ecologia del paesaggio”
15 febbraio 2009 – Coordinamento Regionale Rifiuti
Terzo Convegno Nazionale
“Ambiente e territorio.
Economia ed ecologia del paesaggio”
23 e 24 febbraio 2009
Comune di Campagna (SA)

23 febbraio 2009
ore 15.00

Saluti

Gaetano De Simone
Presidente dell’Associazione O.N.L.U.S.
PRO.G.RE.DI.RE. di Territorio “Carmine Iuorio”

Prof. Biagio Luongo
Sindaco di Campagna (Sa)

Massimo Cariello
Assessore alle politiche del lavoro dell’Amministrazione provinciale di Salerno

Sen. Gianni Iuliano
Assessore al bilancio e vice presidente dell’Amministrazione provinciale di Salerno

Interventi

Giuseppe Comella
Primario di oncologia medica e capo del Dipartimento di terapia medica dell’Istituto nazionale dei tumori di Napoli
“Lo STATO della SALUTE della CAMPANIA”

Elena Coccia
Esecutivo Giuristi Democratici
“Sospensioni delle garanzie costituzionali in Campania”

Giuseppe Messina
Agronomo

“Atlante dei prodotti agro alimentari della provincia di Caserta”

Giancarlo Pepe
Chimico industriale
“Utilizzo del compost da frazione organica dei rifiuti solidi urbani: attualità e prospettive”

Testimonianze dai territori colpiti dall’emergenza ambientale

24 febbraio 2009
ore 9.30

I sessione

Saluti

Dott. Gaetano Arenare
Assessore ai beni culturali, formazione professionale e attività produttive dell’Amministrazione provinciale di Salerno

Angelo Paladino
Assessore all’Ambiente dell’Amministrazione provinciale di Salerno

Interventi

Gaetano De Simone
Presidente dell’Associazione O.N.L.U.S. PRO.G.RE.DI.RE. di Territorio “Carmine Iuorio”
“Per un’economia etica ed ecosostenibile del territorio”

Pasquale Persico
Responsabile del dipartimento di scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Salerno
“BENESSERE, BIODIVERSITÀ e SVILUPPO”

Fabrizio Bertini
Rete Italiana Rifiuti Zero
“RIFIUTI ZERO un CONCRETO PROGETTO ECOLOGICO E SOCIALE”
dalla TRAPPOLA dello SVILUPPO SOSTENIBILE NEOLIBERALE alle (pratiche bio-economiche dei territori resistenti)

Michelangiolo Bolognini
Medico igienista – Medicina Democratica
“L’INSUFFICIENZA delle NORMATIVE per la TUTELA della SALUTE:
una “MODERNA” SCISSIONE tra SAPERE e POTERE”

Anna Stramigioli
Rete Liguria Rifiuti Zero
“COME RIAPPROPRIARCI DELLE SCELTE tra EQUIVOCI e SCOMUNICHE nella COMUNICAZIONE della RACCOLTA DIFFERENZIATA”

Gianluigi Salvador
WWF Veneto (referente regionale energia e rifiuti) e Movimento per la Decrescita Felice
“l’ORGANIZZAZIONE a RETE degli A.T.O. REGIONALI o PROVINCIALI
un MODELLO OTTIMALE per una RACCOLTA di QUALITA’ nel TERRITORIO
OPPORTUNITÀ E METODI PER SCELTE INNOVATIVE”

Carla Poli
Centro Riciclo Vedelago
“da PROBLEMA a RISORSA
la RACCOLTA DIFFERENZIATA per il RICICLO
COME RICICLARE il RESIDUO per SUPERARE il CONCETTO di SMALTIMENTO”

Testimonianze dai territori colpiti dall’emergenza ambientale

Pausa pranzo

Ore 13.00
II sessione

Ore 15.00

Giovanni Ghirga
Medico – Portavoce per il Lazio del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute CNCMAS
“la VALUTAZIONE ECONOMICA dei DANNI alla SALUTE ed all’AMBIENTE CAUSATA dall’INCENERIMENTO dei RIFIUTI” (Commissione Europea)

Franco Ortolani
Geologo – Direttore del dipartimento di pianificazione e scinza del territorio Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“tutela e valorizzazione delle risorse ambientali”

Sergio De Stasio
Agrotecnico

Alessandro Piccolo
Ordinario di Chimica Agraria e ambientale – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Massimo Fagnano
Ordinario di agronomia – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

relazioneranno sul tema

La bonifica ecocompatibile dei suoli

Testimonianze dai territori colpiti dall’emergenza ambientale

Nicola Capone
Segretario Generale delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

CONCLUSIONI

Adesioni
Coordinamento regionale rifiuti della Campania (Co.Re.Ri.), WWF Campania, Italia Nostra Campania, Rete Salute e Ambiente, Rete nazionale Rifiuti Zero.

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5° “DIALOGO INTERNAZIONALE” ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE – NAPOLI 18-21 FEBBRAIO 2009

Pubblicato da codisam su 27 Febbraio 2009

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Presenti alla Manifestazione Internazionale Zero Waste International Dialog 2009 del 20.02.2009 contro le Megadiscariche di Berlusconi e Bertolaso i coraggiosi attivisti del Comitato di Sant’Arcangelo Trimonte

Pubblicato da codisam su 26 Febbraio 2009

Nell’ambito della coraggiosa battaglia delle popolazioni campane per difesa della salute e l’ambiente
In occasione dello Zero Waste International Dialog 2009
Manifestazione Internazionale

OLTRE 3.000 MANIFESTANO A NAPOLI CONTRO LE MEGADISCARICHE DI BERTOLASO E BERLUSCONI

Presenti al corteo del 20.02.2009 contro le Megadiscariche di Berlusconi e Bertolaso i coraggiosi attivisti del Comitato di Sant’Arcangelo Trimonte che hanno portato la propria solidarietà alla popolazione di Chiaiano e la propria esperienza agli altri Comitati e cittadini in lotta contro le discariche e la devastazione dell’ambiente.

Dopo la frettolosa recente apertura delle mega-discariche di Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e, per ultima, Chiaiano è sempre più evidente quanto scellerate siano le scelte di indirizzo dei vari Decreti Rifiuti in termini di spaventoso sperpero di danaro pubblico, nocività e aggressione selvaggia ed indiscriminata alle residue risorse agricolo-pastorizie della regione.
I Comitati e i cittadini sono scesi in piazza per testimoniare la ferma contrarietà alla follia in atto e promuovere con forza un cambiamento decisivo nella gestione del ciclo rifiuti in Campania, affinchè vengano da subito adottate soluzioni orientate al recupero della materia: Riduzione Alla Fonte; Raccolta Differenziata; Recupero dell’impiantistica già presente in regione (ovvero riconversione degli impianti di CDR in impianti di Trattamento Meccanico e riattivazione immediata degli impianti di compostaggio esistenti ma resi inutilizzabili).

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