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Il giorno 16 novembre, presso l’aula Magna dell’Università Suor Orsola Benincasa, si terrà un’incontro sul tema Biopolitica di un rifiuto. L’iniziativa è promossa dalla Facoltà di Scienze della Formazione e l’URiT (Unità di Ricerca sulle Topografie sociali), in occasione della pubblicazione del libro omonimo (a cura di Antonello Petrillo, Ed. Ombre corte), che intende promuovere una riflessione sulle lotte contro le discariche in Campania e sui movimenti e le resistenze popolari possibili al tempo della biopolitica e dell’emergenza come tecnologia di governo. L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione su un tema di stringente attualità: l’affare rifiuti, attraverso una comparazione tra la realtà campana e quella africana. Il dibattito muoverà da uno scenario di partenza che è quello di un’economia planetaria che ha globalizzato anche la questione rifiuti, ponendo in risalto le problematiche connesse al relativo smaltimento e al reperimento di zone da usare come sversatoio, siano esse vaste aree degli stati africani, i fondali marini limitrofi alla costa calabrese e la provincia di Napoli, che ha dovuto “offrire” nuove spazi di discariche funzionali al disegno urbanistico delineato negli ultimi decenni. L’incontro inizierà alle ore 9.30 e, dopo i saluti del Rettore dell’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa – Francesco De Sanctis -, sarà proiettato il documentario Una montagna di balle – Regia di Nicola Angrisano, insuˆtv-, che inquadra la questione rifiuti in Campania. Seguiranno gli interventi di Lucio d’Alessandro (Preside Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studî Suor Orsola Benincasa), Gerardo Ragone (Sociologo dell’Università degli Studî di Napoli Federico II), Marino Niola (Antropologo dell’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa), Franco Ortolani (Geologo dell’Università degli Studî di Napoli Federico II), Sergio Marotta (Sociologo del diritto dell’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa), chiamati a relazionare sulle tematiche del suddetto documentario e del volume Biopoliticaa di un rifiuto. La prima sessione della giornata si concluderà con un dibattito – moderato da Procolo Mirabella, Giornalista TGR Campania RAI – che vedrà coinvolti i rappresentanti dei comitati anti-discarica.
Dopo la pausa – Il cibo e la terra. Break degustazione di prodotti del territorio a cura dei comitati contro e discariche – riprenderà l’incontro con la seconda sessione della giornata, alle ore 14.00. Sarà proiettato il documentario Trash is cash. La monnezza è ricchezza – Regia di Alessandra Argenti, Video Cultural Foundation, a cui faranno seguito gli interventi di Donato Ceglie (Magistrato), Enzo Nucci (Giornalista – Direttore RAI Africa), Romolo Sticchi (GiornalistaTG3 RAI), Alex Zanotelli (Missionario Comboniano). I relatori si confronteranno sulla questione rifiuti/ globalizzazione, attraverso una comparazione tra la realtà campana e quella africana. Il successivo dibattito, che coinvolgerà tutti i presenti, sarà moderato da Francesca Pilla, Giornalista del Manifesto.
La giornata si concluderà con il Concerto, previsto alle ore 17.00, del Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco (già ‘E Zezi): anteprima di brani dall’ultimo cd Catene, tra cui la tammorriata Razza e Monnezza.
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16novembreok
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Nel pomeriggio del 10 novembre 2009, a Sant’Arcangelo Trimonte, nel corso dei servizi di controllo finalizzati a reprimere i reati di natura ambientale, i Carabinieri della Stazione di Paduli hanno denunciato in stato di libertà l’autista di un autocompattatore di una società di Marano di Napoli che trasportava i rifiuti per conto dell’ASIA di Napoli, perchè ritenuto responsabile della dispersione di percolato lungo l’asse stradale. Il veicolo è stato sequestrato.
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Denunciati 8 attivisti del presidio di Chiaiano per occupazione del ARPAC. Chi sono i veri criminali ?

Stanno giungendo presso le abitazioni di 8 attivisti del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, gli avvisi di chiusura delle indagini per l’occupazione degli uffici del ARPAC del 12 settembre scorso. L’accusa e’ di interruzione di pubblico servizio. Questo provvedimento, che colpisce tra l’altro due pensionati, oltre a 4 attivisti del Laboratorio Insurgencia, arriva nel giorno della bufera che ha colpito l’Arpac e la famiglia Mastella. L’ex direttore del Arpac Capobianco, nonche’ il commissario alle bonifiche Massimo Menegozzo, e tanti altri appartenenti alla struttura che avrebbe funzione di tutelare l’ambiente della Campania, monopolizzato da anni dal Udeur, sono accusati di svariati reati legati a truffe ed a ssunzione di raccomandati.
Ci chiediamo chi siano i criminali ? Chi ha chiesto la difesa del proprio territorio oppure i coloro i quali, secondo la procura della repubblica di Napoli, si adoperavano per aggiustare appalti e assunzioni ?
Ricordiamo che questo e’ il quinto procedimento giudiziario che riguarda le lotte contro la discarica di Chiaiano. I numeri di questi procedimenti ci raccontano di 21 persone rinviate a giudizio, tre arrestati di cui due processati per direttissima, ed un che ha scontato 6 mesi di carcere fino ad arrivare alla sentenza definitiva, oltre a decine e decine sottoposte ad indagini per gli scontri del 23 e 24 maggio 2008, e per quelli del 26 settembre 2008.
Una pressione giudiziaria incredibile che colpisce principalmente cittadini, casalinghe e pensionati, colpevoli solo di difendere la propria terra, mentre i veri corrotti, quelli che stanno nelle istituzioni e nei carrozzoni politici come l’Arpac oggi fanno le vittime, come la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo.
Martedi’ 27 ottobre comincera’ un nuovo processo su Chiaiano, riguardante i fatti del 30 settembre 2008 quando venne arrestato l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, che insieme ad altri stava rallentando un camion diretto alla discarica.
Per Martedi’ 27 settembre il presidio permanente ha lanciato un presidio sotto il Tribunale in Piazzale Cenni dalle ore 9:00 per portare la solidarieta’ agli imputati.
Intanto domani pomeriggio alle ore 15:00 gli attivisti di Chiaiano saranno sotto la sede dell’Arpac per denunciare la corruzione presente in quella struttura che non tutela minimamente il territorio campano.
Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.
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In una nota inviata dalla Daneco S.p.A al Comune di Sant’Arcangelo Trimonte, portata alla conoscenza dei cittadini nei giorni scorsi, si apprende che sono in corso “ulteriori lavori di bonifica del lotto 2 Nord che prevedono la rimozione dei rifiuti dalla vasca e il successivo costipamento sulla porzione dello stesso lotto appena bonificata e sul lotto 2 Centro”.
A seguire la società costruttrice dell’impianto di discarica rende noto che, causa lo stato di avanzamento di fermentazione dei rifiuti, tale attività, resasi necessaria per la rottura di alcuni teli di contenimento posti alla base della vasca, denunciata precedentemente dal Co.di.s.am., durerà un mese e comporterà “possibili esalazioni maleodoranti nell’area circostante”.
Il Co.di.s.am. recepisce con apprensione questa comunicazione, poiché essendo stati monitorati a caso i rifiuti conferiti in discarica ed alla luce delle analisi diffuse, nei mesi scorsi, dall’ARPAC, teme possibili ripercussioni negative sulla salute dei cittadini, non essendo mai stata effettuata, fino a questo momento, una caratterizzazione approfondita dei rifiuti. Propone quindi alla Daneco e alla Autorità competenti di vigilare sulla salute pubblica, di monitorare con attenzione le operazioni di movimento dei rifiuti, cogliere l’occasione per effettuare analisi ed indagini approfondite sulla tipologia della materia sversata.
“Sarebbe opportuno trasformare questa operazione da un ulteriore disagio per la popolazione, che ancora una volta sarà esposta ai miasmi, che ancora una volta non è a conoscenza della recente composizione chimica delle particelle aeree di queste esalazioni, in un’occasione, forse finalmente quella buona, per tutelare in modo deciso la salute dei cittadini.
Per l’ennesima volta, il Co.di.s.am. auspica di trovare lo spirito di collaborazione necessario tra le Istituzioni locali ed i cittadini, per andare avanti e sostenere il sentimento di condivisione delle problematiche che da troppi mesi sta portando in dono lo sversatoio di contrada Nocecchie”.
Fonte: www.ilquaderno.it
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Portiamo a conoscenza che abbiamo attivato La discarica di Sant’Arcangelo TV su Live Stream e la stessa si può seguire su Facebook dove è possibile vedere i video e documenti sulla discarica al sito:
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Dal Quaderno Settimanale – La discarica tormenta, a distanza di un anno. Il Codisam (Comitato difesa salute e ambiente, nella foto alcuni dei suoi membri) del paese ha denunciato poche settimane fa la presenza di sostanze nocive nel sottosuolo del sito di Contrada Nocecchia: un anomalo superamento dei valori di anilina e p-toluidina emerso da alcune analisi dell’Arpac (ente regionale di monitoraggio ambientale). Ma è il direttore, Vincenzo Mataluni, a respingere le accuse: “I dati risalgono a dicembre, un nuovo ciclo di maggio e luglio non conferma la presenza degli elementi tossici”. Un cineasta di San Giorgio del Sannio, intanto ha appena finito di realizzare un cortometraggio per richiamare l’attenzione sull’emergenza ambientale del sito.

Mataluni possiede la formazione professionale necessaria. Si occupa da tempo di discariche. Prima Tre Ponti a Montesarchio, poi Serra Pastore a San Bartolomeo. Oggi, Sant’Arcangelo: “Ritengo che non ci siano ditte così serie come la Daneco per la gestione di una discarica – ha dichiarato al Quaderno -. Estrema è l’attenzione con la quale seguono i lavori. Appena suggeriamo dei rilievi, infatti, la ditta è immediatamente operativa e fa anche più di quello che chiediamo. Lo dico con cognizione di causa, perché non c’è paragone con la gestione della Fibe (di una precedente discarica regionale del paese). Ci volevano le forche per analizzare le problematiche… Ora è tutt’altra cosa”.
L’Arpac ha eseguito una prima indagine appena costruita l’attuale discarica: il cosiddetto esame del bianco. I rilievi effettuati, successivamente, vengono paragonati ai dati iniziali per verificare eventuali anomalie. Gli ulteriori sondaggi vengono realizzati secondo il Piano Sorveglianza e Controllo (PSC) previsto dal decreto legislativo 36 sulle discariche. Il gestore deve compiere analisi periodiche e l’Arpac prende un’aliquota del campione per metterlo in relazione. Le ultime sono state compiute a maggio e poi luglio 2009.
“I risultati non confermano più il dato allarmante di cui parla il Comitato – ha assicurato Mataluni –“. Dalle analisi dello scorso dicembre, erano emersi dei valori sballati di alcune sostanze altamente tossiche in un particolare punto della discarica.
Il presidente del Codisam, Nicola Colangelo, tuttavia, ancora preoccupato, con durezza, ha affermato: “Il sito necessitava e necessita tuttora di una decisiva bonifica per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, non di un mega sversatoio, il cui nefasto impatto ambientale sta producendo già i suoi frutti. Come dimostrano le prime analisi effettuate dall’Arpac”.
Ma come sono strutturate le indagini? Si installano dei cosiddetti pozzi spia che arrivano in profondità, fino al livello base dell’invaso. I rilevatori sono stati collocati in vari punti del sito. In caso di falla nel telo di contenimento, il piezometro rileva la fuoriuscita di percolato. “A dicembre abbiamo redatto una relazione – ha spiegato ancora il direttore dell’Arpac – nella quale si evidenziava la presenza di aniline (sostanze tossiche che fanno parte del gruppo delle ammine) solo in uno pozzi rilevatori, quello posto in cima al Lotto 1 (la parte più alta della discarica). Se fosse uscito del liquido contaminato, avrebbe sicuramente intaccato anche gli altri serbatoi posizionati a valle dell’invaso”.
La legge, comunque, non prevede controlli sulle ammine, è stato lo stesso Mataluni a prescrivere gli esami per maggiore precauzione. A primavera sono poi state effettuate nuovamente le stesse analisi, basate su un centinaio di parametri. Anche la Daneco le ha realizzate e ha provveduto a introdurre il procedimento delle ammine nonostante non sia previsto dal Piano. Lo faranno anche in occasione di future verifiche. “Il gestore ha confermato lo stesso dato: nessuna anomalia è stata registrata in base agli studi di maggio. Se fossero emersi ancora gli stessi sbalzi di parametri, allora, avremmo attivato una procedura di allerta – ha chiosato il numero uno dell’Arpac -”.
Nessun problema quindi, per Mataluni, perché il fenomeno inquinante avrebbe dovuto interessare tutti i pozzi spia a causa della pendenza del terreno. Ma il Codisam non ci sta. Sono tante le domande poste dal portavoce Colangelo: “Perché effettuare questo tipo di analisi in una discarica destinata ad accogliere, almeno sulla carta, solo rifiuti urbani? Cosa si sta cercando? Cosa c’è in quelle vasche? Come è possibile che sostanze chimiche di questa tipologia siano presenti in valori di molto superiori alla norma nella zona della nuova discarica, controllata e sorvegliata dallo Stato?”.
Gli oppositori, inoltre, ripercorrono la storia delle discariche realizzate nel piccolo paese della provincia di Benevento, a partire da marzo 2008. “Un docente dell’Università del Molise consegnò la sua relazione sulle analisi chimiche effettuate nella zona circostante le vecchie discariche – hanno dichiarato i membri del Comitato -, quella comunale e quella regionale gestita dalla Fibe. L’esito della perizia chimica rivelò il forte inquinamento della zona e la presenza di sostanze tossiche. Questi dati arrivarono anche sul tavolo del Commissariato Straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania e furono oggetto di particolare ironia. Con il nostro supporto, il Comune di S. Arcangelo presentò ricorso al Tar, evidenziando come la contaminazione fosse un motivo più che sufficiente per non prendere in considerazione Contrada Nocecchia come sito di discarica. Ma il ricorso non è stato mai preso in considerazione. Anche la Provincia di Benevento fu coinvolta: assunse impegno formale con il Comitato per monitorare l’ambiente”.
Poi lo sfogo di Colangelo sui disagi palesi che tale sito porta alla popolazione: “Ai miasmi prodotti dalla composizione dei rifiuti, si aggiunge quella, del tutto gratuita, prodotta dalla frazione organica utilizzata per ricoprirli. Non si tratta infatti di una frazione organica stabilizzata (Fos) che favorirebbe l’abbattimento della puzza, ma di Fons, una frazione organica non stabilizzata, nella cui composizione può esserci di tutto e che, proprio perché non stabilizzata, emana un fetore nuseabondo, forse, maggiore di quello dei rifiuti stessi”.
Il paesino sannita, oltre che di tanti articoli e servizi giornalistici, è anche protagonista di un cortometraggio di 5 minuti, “Greetings from Sant’Arcangelo”, del videomaker sangiorgese, Umberto Rinaldi, selezionato per il Milano Film Festival 2009. E’ la storia di un’agenzia di viaggio che propone a una donna una rilassante escursione su una montagna ricoperta da un particolare strato luccicante, situata in provincia di Benevento: la discarica. Una marcata linea ironica tende a sensibilizzare lo spettatore sulle tematiche ambientali. Il film entrerà a far parte di un progetto del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) che mira a indagare e denunciare i “luoghi da salvare” del Bel Paese
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La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte fa parlare ancora di sé. Questa volta, però, è la protagonista di “Greetings from Sant’Arcangelo” , un cortometraggio di 5 minuti realizzato da Umberto Rinaldi, 34enne videomaker di San Giorgio del Sannio. L’opera è stata selezionata dal Milano Film Festival (dall’11 al 20 settembre), a seguito di un concorso di idee lanciato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) sui luoghi da salvare e caratterizzati da impatti ambientali particolarmente significativi.
Una sottile linea ironica lega il progetto di Rinaldi. E’ la storia di un’agenzia di viaggi che propone a un cliente di andare a visitare una singolare montagna luccicante in provincia di Benevento. La voce “promozionale” del tour operator, alternata con immagini dei luoghi e testimonianze degli abitanti, accompagnano lo spettatore in questo insolito luogo di villeggiatura. Il video, girato in alta definizione, farà parte di un dvd del FAI e, insieme ad altri dieci selezionati, entrerà in un circuito di distribuzione del Festival. La data di proiezione è fissata per il 14 settembre al Parco Sempione di Milano.

Due attrici hanno interpretato il soggetto di Rinaldi: Elena Maffei, già protagonista di alcuni video e Francesca Martino, alla prima esperienza. Anche Nicola Colangelo, presidente del Codisam (Comitato difesa salute e ambiente) del paese, ha partecipato al clip. Il regista, durante un colloquio con il Quaderno.it, ha anche raccontato le difficoltà nel reperire attori il mese di agosto e i tanti impedimenti durante le riprese.
“Il presidio dell’esercito, ovviamente, limita molto i movimenti di camera – ha dichiarato il regista Rinaldi -, per evitare di riprendere le zone controllate dovevamo ricorrere a mille espedienti. Il Comitato è stato l’anima di questo corto, senza l’aiuto degli abitanti non avrei mai potuto realizzarlo. La partecipazione della popolazione è stata molto attiva. In realtà dovevano prestarsi a una serie di interviste volutamente ironiche: chiedevo di parlare bene della discarica ed esaltarla. In un primo momento non hanno reagito benissimo, è difficile scherzare su un problema serio, poi è andato tutto liscio. Peccato solo per il limite massimo di 5 minuti, con una decina in più avrei inserito anche altri episodi”.
“Il corto vuole essere una cartolina da Sant’Arcangelo, dei saluti da inviare fuori per far capire la situazione in cui ci si trova. Ho cercato di raccontare soprattutto i fatti piuttosto che impressioni, percezioni e critiche della gente. E’ difficile comprendere a pieno il fenomeno per chi non vive con la discarica, bisogna evitare di far trasparire le accuse e le divisioni interne, altrimenti il messaggio non sarebbe recepito”.
L’impiegata dell’agenzia elenca tutte le caratteristiche che solitamente si dicono per decantare un luogo turistico. In questo caso, assumono un significato narrativo completamente diverso. Il direttore della fotografia è il 32enne Giovanni Bocchino, la colonna sonora è tratta dall’album “Kimica” di Alessandro Tedesco – Alkèmik Quintet.
Rinaldi e Bocchino hanno partecipato anche al progetto “Istant Movie” sulle tradizioni della Ciociaria con un corto sul malocchio, usanza molto diffusa nella zona. Tanti anziani sono stati i protagonisti di quest’opera premiata dai giurati. Il regista sannita lavora nell’area comunicazione di una società di San Giorgio del Sannio ed è anche il direttore artistico per un festival di cortometraggi a Venticano.
Fonte: www.ilquaderno.it
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Erika Farese, per il Comitato difesa salute e ambiente (Codisam) di S. Arcangelo Trimonte, in una nota comunica che “dalle analisi effettuate dall’Arpac (ente regionale di monitoraggio ambientale, NDR) si apprende che il sito della discarica, o meglio delle discariche, site sul territorio di Sant’Arcangelo Trimonte, è inquinato… Per l’Arpac oggi emerge un anomalo superamento dei valori di aniilina e p-toluidina”.
La nota del Comitato che si è opposto all’insediamento lo scorso anno della mega discarica regionale dei rifiuti campani ricorda innanzitutto la storia delle discariche realizzate nel piccolo paese prossimo a Benevento: “Era il marzo 2008, quando il prof. Russo dell’Università del Molise consegnò la sua relazione sulle analisi chimiche effettuate nella zona circostante le vecchie discariche, quella comunale e quella regionale gestita dalla Fibe. L’esito della perizia chimica rivelò il forte inquinamento della zona e la presenza di sostanze tossiche. Questi dati arrivarono anche sul tavolo del Commissariato, dove furono oggetto di particolare ironia…
Grazie alle analisi del prof. Russo e con il supporto del Codisam., il Comune di Sant’Arcangelo presentò ricorso al Tar, evidenziando come l’inquinamento fosse un motivo più che sufficiente per non prendere in considerazione contrada Nocecchia come sito di discarica. Ma il ricorso non è stato mai preso in considerazione. Anche la provincia di Benevento fu coinvolta: assunse impegno formale con il Comitato a monitorare l’ambiente.
Un sito, quello di Nocecchia, che necessitava e necessita tutt’ora di una forte bonifica per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, non di un mega sversatoio, il cui nefasto impatto ambientale sta producendo già i suoi frutti. Come dimostrano le prime analisi effettuate dall’Arpac.
‘Anomalo superamento’ dei valori di anilina e p-toluidina, commenta il Dipartimento provinciale dell’Agenzia regionale di protezione ambientale. In realtà di anomalie ce ne sono molte.
Come la scelta delle sostanze di cui effettuare le analisi, in particolare l’anilina e la p-toluidina, che si ritrovano nei rifiuti di scarto industriale”.
Da qui una serie di inquietanti domande che Codisam pone: “Perché effettuare questo tipo di analisi in una discarica destinata ad accogliere, almeno sulla carta, solo rifiuti urbani? Cosa si sta cercando? Cosa c’è in quelle vasche? Come è possibile che sostanze chimiche di questa tipologia siano presenti in valori di molto superiori alla norma nella zona della nuova discarica, controllata e sorvegliata dallo Stato?
Il piezometro P4, scelto dall’Arpac per effettuare il monitoraggio delle acque, è collocato nella parte più alta dell’invaso, a monte dei rifiuti. Considerando il pendio su cui è posto lo sversatoio, come mai nelle acque sostanze cancerogene, metalli pesanti, floruri e solfati, sono stati riscontrati a monte e non a valle?
Intanto non sono stati ancora realizzati i piezometri necessari a verificare che il percolato resti nelle vasche e non fuoriesca in qualche modo nel terreno circostante. Richiesta più volte avanzata dal Codisam. e mai presa in considerazione. Eppure basterebbe la volontà di gestire al meglio e correttamente l’impianto, o semplicemente vigilare affinché questo accada”.
E qui la nota pone la questione del disgustoso fetore che gli abitanti e i residenti di S. Arcangelo stanno patendo: “Prendiamo ad esempio uno dei disagi più avvertiti nei mesi caldi dalle popolazioni limitrofe alla discarica: la puzza. Ai miasmi prodotti dalla composizione dei rifiuti, si aggiunge quella, del tutto gratuita e ovviabile, prodotta dalla frazione organica utilizzata per ricoprirli. Non si tratta infatti di una frazione organica stabilizzata (FOS) che favorirebbe l’abbattimento della puzza, ma di FONS, una frazione organica non stabilizzata, nella cui composizione può esserci di tutto e che, proprio perché non stabilizzata, emana un odore nauseabondo, forse più dei rifiuti stessi.
Malgrado l’esistenza di denunce e di analisi attestanti il grado di inquinamento della zona, solo a distanza di quasi un anno e mezzo, con un nuovo sversatoio ormai ben pieno, con la salute dei cittadini non si sa fino a che punto compromessa, il Dipartimento provinciale dell’Arpac accerta che il sito è inquinato.
I nostri ringraziamenti vanno comunque all’Arpac per essersi impegnata a realizzare controlli più frequenti e aver effettuato analisi scrupolose, dichiarando, purtroppo, ufficialmente presenti sostanze inquinanti a contrada Nocecchia e, involontariamente, scagionando il Codisam. dalle accuse di essere visionario e di voler allarmare inutilmente la popolazione, denunciando il grave rischio che incombe sulla salute dei cittadini.
Proprio questa situazione di criticità in cui vessa le popolazioni di Sant’Arcangelo e delle zone limitrofe deve essere un monito per le istituzioni locali e i cittadini ad unire le forze ed attivarsi per far fronte comune contro tali problematiche, che rischiano di compromettere seriamente la salubrità dell’ambiente, ed evitare ulteriori incomprensioni, come accaduto negli ultimi due anni
Una discarica per la sua stessa essenza sarà sempre e soltanto fonte di inquinamento, mai di ricchezza, come si ostinano a volerci far credere. Se si considera, ovviamente la salute, come la ricchezza più grande”.
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Anche a Benevento è stato costituito il Comitato No alla Centrale Turbogas per impedire la costruzione della centrale turbogas Luminosa srl. Al Comitato aderiscono La Lipu, il WWF, la Rdb Ambiente, Rifondazione Comunista, il Csa Depistaggio, il Comitato No alla Centrale Turbogas di Pietrelcina, Il Codisam di Sant’Arcangelo a Trimonte, l’Associazione Lerka Minerka e i cittadini di Paduli.
Il Comitato chiederà agli amministratori della Regione Campania di non acconsentire allo scempio ambientale che tale centrale causerà nel nostro territorio. Chiederà agli amministratori regionali di seguire l’esempio della Regione Marche che ha depositato, nella riunione della conferenza di servizi, Intesa Negativa avverso il progetto presentato nel 2003 dall’Agem srl di Roma, di costruire una centrale di 370 MW a San Severino Marche.Il Ministero dello Sviluppo Economico in data 20 Aprile recepisce l’Intesa Negativa espressa dalla Regione Marche e dichiara concluso negativamente il procedimento avviato.
La nostra città non ha bisogno di questa centrale che produrrà effetti devastanti sulla salute dei cittadini oltre ad infliggere seri danni all’economia locale del territorio. Il primo obiettivo del comitato è quello di effettuare un opera capillare di sensibilizzazione sullo scempio ambientale voluto dal governo Berlusconi ed invitare i cittadini alla mobilitazione prima che sia troppo tardi.
COMITATO NO ALLA CENTRALE TURBOGAS – BENEVENTO
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