CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


Rifiuti: dispersione di percolato, sequestrato camion a Sant’Arcangelo. Autista denunciato
11 Novembre 2009, 7:19 am
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Nel pomeriggio del 10 novembre 2009, a Sant’Arcangelo Trimonte, nel corso dei servizi di controllo finalizzati a reprimere i reati di natura ambientale, i Carabinieri della Stazione di Paduli hanno denunciato in stato di libertà l’autista di un autocompattatore di una società di Marano di Napoli che trasportava i rifiuti per conto dell’ASIA di Napoli, perchè ritenuto responsabile della dispersione di percolato lungo l’asse stradale. Il veicolo è stato sequestrato.



Denunciati 8 attivisti del presidio di Chiaiano per occupazione del ARPAC. Chi sono i veri criminali ?
22 Ottobre 2009, 6:36 am
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Denunciati 8 attivisti del presidio di Chiaiano per occupazione del ARPAC. Chi sono i veri criminali ?

chiaiano

Stanno giungendo presso le abitazioni di 8 attivisti del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, gli avvisi di chiusura delle indagini per l’occupazione degli uffici del ARPAC del 12 settembre scorso. L’accusa e’ di interruzione di pubblico servizio. Questo provvedimento, che colpisce tra l’altro due pensionati, oltre a 4 attivisti del Laboratorio Insurgencia, arriva nel giorno della bufera che ha colpito l’Arpac e la famiglia Mastella. L’ex direttore del Arpac Capobianco, nonche’ il commissario alle bonifiche Massimo Menegozzo, e tanti altri appartenenti alla struttura che avrebbe funzione di tutelare l’ambiente della Campania, monopolizzato da anni dal Udeur, sono accusati di svariati reati legati a truffe ed a ssunzione di raccomandati.
Ci chiediamo chi siano i criminali ? Chi ha chiesto la difesa del proprio territorio oppure i coloro i quali, secondo la procura della repubblica di Napoli, si adoperavano per aggiustare appalti e assunzioni ?
Ricordiamo che questo e’ il quinto procedimento giudiziario che riguarda le lotte contro la discarica di Chiaiano. I numeri di questi procedimenti ci raccontano di 21 persone rinviate a giudizio, tre arrestati di cui due processati per direttissima, ed un che ha scontato 6 mesi di carcere fino ad arrivare alla sentenza definitiva, oltre a decine e decine sottoposte ad indagini per gli scontri del 23 e 24 maggio 2008, e per quelli del 26 settembre 2008.
Una pressione giudiziaria incredibile che colpisce principalmente cittadini, casalinghe e pensionati, colpevoli solo di difendere la propria terra, mentre i veri corrotti, quelli che stanno nelle istituzioni e nei carrozzoni politici come l’Arpac oggi fanno le vittime, come la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo.
Martedi’ 27 ottobre comincera’ un nuovo processo su Chiaiano, riguardante i fatti del 30 settembre 2008 quando venne arrestato l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, che insieme ad altri stava rallentando un camion diretto alla discarica.
Per Martedi’ 27 settembre il presidio permanente ha lanciato un presidio sotto il Tribunale in Piazzale Cenni dalle ore 9:00 per portare la solidarieta’ agli imputati.
Intanto domani pomeriggio alle ore 15:00 gli attivisti di Chiaiano saranno sotto la sede dell’Arpac per denunciare la corruzione presente in quella struttura che non tutela minimamente il territorio campano.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.



Discarica Sant’Arcangelo, nuovo grido d’allarme del comitato Codisam
17 Ottobre 2009, 1:08 pm
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In una nota inviata dalla Daneco S.p.A al Comune di Sant’Arcangelo Trimonte, portata alla conoscenza dei cittadini nei giorni scorsi, si apprende che sono in corso “ulteriori lavori di bonifica del lotto 2 Nord che prevedono la rimozione dei rifiuti dalla vasca e il successivo costipamento sulla porzione dello stesso lotto appena bonificata e sul lotto 2 Centro”.

A seguire la società costruttrice dell’impianto di discarica rende noto che, causa lo stato di avanzamento di fermentazione dei rifiuti, tale attività, resasi necessaria per la rottura di alcuni teli di contenimento posti alla base della vasca, denunciata precedentemente dal Co.di.s.am., durerà un mese e comporterà “possibili esalazioni maleodoranti nell’area circostante”.

mappa-discarica

mappa-discarica

Il Co.di.s.am. recepisce con apprensione questa comunicazione, poiché essendo stati monitorati a caso i rifiuti conferiti in discarica ed alla luce delle analisi diffuse, nei mesi scorsi, dall’ARPAC, teme possibili ripercussioni negative sulla salute dei cittadini, non essendo mai stata effettuata, fino a questo momento, una caratterizzazione approfondita dei rifiuti. Propone quindi alla Daneco e alla Autorità competenti di vigilare sulla salute pubblica, di monitorare con attenzione le operazioni di movimento dei rifiuti, cogliere l’occasione per effettuare analisi ed indagini approfondite sulla tipologia della materia sversata.

“Sarebbe opportuno trasformare questa operazione da un ulteriore disagio per la popolazione, che ancora una volta sarà esposta ai miasmi, che ancora una volta non è a conoscenza della recente composizione chimica delle particelle aeree di queste esalazioni, in un’occasione, forse finalmente quella buona, per tutelare in modo deciso la salute dei cittadini.

Per l’ennesima volta, il Co.di.s.am. auspica di trovare lo spirito di collaborazione necessario tra le Istituzioni locali ed i cittadini, per andare avanti e sostenere il sentimento di condivisione delle problematiche che da troppi mesi sta portando in dono lo sversatoio di contrada Nocecchie”.

Fonte: www.ilquaderno.it



Padre Alex Zanotelli parla dei rifiuti tossici scaricati prima in Somalia durante il periodo del dittatore Barre ,poi in mare e in Campania,e del pericolo degli inceneritori.
15 Ottobre 2009, 10:20 am
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La discarica di Sant’Arcangelo TV su Live Stream e Facebook
16 Settembre 2009, 2:51 pm
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Portiamo a conoscenza che abbiamo attivato La discarica di Sant’Arcangelo TV su Live Stream e la stessa si può seguire su Facebook dove è possibile vedere i video e documenti sulla discarica al sito:

livestream

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Sant’Arcangelo Trimonte gravido di rifiuti, paure e puzzo. I timori del Codisam
16 Settembre 2009, 10:56 am
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Dal Quaderno Settimanale – La discarica tormenta, a distanza di un anno. Il Codisam (Comitato difesa salute e ambiente, nella foto alcuni dei suoi membri) del paese ha denunciato poche settimane fa la presenza di sostanze nocive nel sottosuolo del sito di Contrada Nocecchia: un anomalo superamento dei valori di anilina e p-toluidina emerso da alcune analisi dell’Arpac (ente regionale di monitoraggio ambientale). Ma è il direttore, Vincenzo Mataluni, a respingere le accuse: “I dati risalgono a dicembre, un nuovo ciclo di maggio e luglio non conferma la presenza degli elementi tossici”. Un cineasta di San Giorgio del Sannio, intanto ha appena finito di realizzare un cortometraggio per richiamare l’attenzione sull’emergenza ambientale del sito.
codisam

Mataluni possiede la formazione professionale necessaria. Si occupa da tempo di discariche. Prima Tre Ponti a Montesarchio, poi Serra Pastore a San Bartolomeo. Oggi, Sant’Arcangelo: “Ritengo che non ci siano ditte così serie come la Daneco per la gestione di una discarica – ha dichiarato al Quaderno -. Estrema è l’attenzione con la quale seguono i lavori. Appena suggeriamo dei rilievi, infatti, la ditta è immediatamente operativa e fa anche più di quello che chiediamo. Lo dico con cognizione di causa, perché non c’è paragone con la gestione della Fibe (di una precedente discarica regionale del paese). Ci volevano le forche per analizzare le problematiche… Ora è tutt’altra cosa”.

L’Arpac ha eseguito una prima indagine appena costruita l’attuale discarica: il cosiddetto esame del bianco. I rilievi effettuati, successivamente, vengono paragonati ai dati iniziali per verificare eventuali anomalie. Gli ulteriori sondaggi vengono realizzati secondo il Piano Sorveglianza e Controllo (PSC) previsto dal decreto legislativo 36 sulle discariche. Il gestore deve compiere analisi periodiche e l’Arpac prende un’aliquota del campione per metterlo in relazione. Le ultime sono state compiute a maggio e poi luglio 2009.

“I risultati non confermano più il dato allarmante di cui parla il Comitato – ha assicurato Mataluni –“. Dalle analisi dello scorso dicembre, erano emersi dei valori sballati di alcune sostanze altamente tossiche in un particolare punto della discarica.

Il presidente del Codisam, Nicola Colangelo, tuttavia, ancora preoccupato, con durezza, ha affermato: “Il sito necessitava e necessita tuttora di una decisiva bonifica per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, non di un mega sversatoio, il cui nefasto impatto ambientale sta producendo già i suoi frutti. Come dimostrano le prime analisi effettuate dall’Arpac”.

Ma come sono strutturate le indagini? Si installano dei cosiddetti pozzi spia che arrivano in profondità, fino al livello base dell’invaso. I rilevatori sono stati collocati in vari punti del sito. In caso di falla nel telo di contenimento, il piezometro rileva la fuoriuscita di percolato. “A dicembre abbiamo redatto una relazione – ha spiegato ancora il direttore dell’Arpac – nella quale si evidenziava la presenza di aniline (sostanze tossiche che fanno parte del gruppo delle ammine) solo in uno pozzi rilevatori, quello posto in cima al Lotto 1 (la parte più alta della discarica). Se fosse uscito del liquido contaminato, avrebbe sicuramente intaccato anche gli altri serbatoi posizionati a valle dell’invaso”.

La legge, comunque, non prevede controlli sulle ammine, è stato lo stesso Mataluni a prescrivere gli esami per maggiore precauzione. A primavera sono poi state effettuate nuovamente le stesse analisi, basate su un centinaio di parametri. Anche la Daneco le ha realizzate e ha provveduto a introdurre il procedimento delle ammine nonostante non sia previsto dal Piano. Lo faranno anche in occasione di future verifiche. “Il gestore ha confermato lo stesso dato: nessuna anomalia è stata registrata in base agli studi di maggio. Se fossero emersi ancora gli stessi sbalzi di parametri, allora, avremmo attivato una procedura di allerta – ha chiosato il numero uno dell’Arpac -”.

Nessun problema quindi, per Mataluni, perché il fenomeno inquinante avrebbe dovuto interessare tutti i pozzi spia a causa della pendenza del terreno. Ma il Codisam non ci sta. Sono tante le domande poste dal portavoce Colangelo: “Perché effettuare questo tipo di analisi in una discarica destinata ad accogliere, almeno sulla carta, solo rifiuti urbani? Cosa si sta cercando? Cosa c’è in quelle vasche? Come è possibile che sostanze chimiche di questa tipologia siano presenti in valori di molto superiori alla norma nella zona della nuova discarica, controllata e sorvegliata dallo Stato?”.

Gli oppositori, inoltre, ripercorrono la storia delle discariche realizzate nel piccolo paese della provincia di Benevento, a partire da marzo 2008. “Un docente dell’Università del Molise consegnò la sua relazione sulle analisi chimiche effettuate nella zona circostante le vecchie discariche – hanno dichiarato i membri del Comitato -, quella comunale e quella regionale gestita dalla Fibe. L’esito della perizia chimica rivelò il forte inquinamento della zona e la presenza di sostanze tossiche. Questi dati arrivarono anche sul tavolo del Commissariato Straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania e furono oggetto di particolare ironia. Con il nostro supporto, il Comune di S. Arcangelo presentò ricorso al Tar, evidenziando come la contaminazione fosse un motivo più che sufficiente per non prendere in considerazione Contrada Nocecchia come sito di discarica. Ma il ricorso non è stato mai preso in considerazione. Anche la Provincia di Benevento fu coinvolta: assunse impegno formale con il Comitato per monitorare l’ambiente”.

Poi lo sfogo di Colangelo sui disagi palesi che tale sito porta alla popolazione: “Ai miasmi prodotti dalla composizione dei rifiuti, si aggiunge quella, del tutto gratuita, prodotta dalla frazione organica utilizzata per ricoprirli. Non si tratta infatti di una frazione organica stabilizzata (Fos) che favorirebbe l’abbattimento della puzza, ma di Fons, una frazione organica non stabilizzata, nella cui composizione può esserci di tutto e che, proprio perché non stabilizzata, emana un fetore nuseabondo, forse, maggiore di quello dei rifiuti stessi”.

Il paesino sannita, oltre che di tanti articoli e servizi giornalistici, è anche protagonista di un cortometraggio di 5 minuti, “Greetings from Sant’Arcangelo”, del videomaker sangiorgese, Umberto Rinaldi, selezionato per il Milano Film Festival 2009. E’ la storia di un’agenzia di viaggio che propone a una donna una rilassante escursione su una montagna ricoperta da un particolare strato luccicante, situata in provincia di Benevento: la discarica. Una marcata linea ironica tende a sensibilizzare lo spettatore sulle tematiche ambientali. Il film entrerà a far parte di un progetto del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) che mira a indagare e denunciare i “luoghi da salvare” del Bel Paese



Sant’Arcangelo: la discarica diventa un cortometraggio del regista Umberto Rinaldi
5 Settembre 2009, 10:42 am
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La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte fa parlare ancora di sé. Questa volta, però, è la protagonista di “Greetings from Sant’Arcangelo” , un cortometraggio di 5 minuti realizzato da Umberto Rinaldi, 34enne videomaker di San Giorgio del Sannio. L’opera è stata selezionata dal Milano Film Festival (dall’11 al 20 settembre), a seguito di un concorso di idee lanciato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) sui luoghi da salvare e caratterizzati da impatti ambientali particolarmente significativi.

Una sottile linea ironica lega il progetto di Rinaldi. E’ la storia di un’agenzia di viaggi che propone a un cliente di andare a visitare una singolare montagna luccicante in provincia di Benevento. La voce “promozionale” del tour operator, alternata con immagini dei luoghi e testimonianze degli abitanti, accompagnano lo spettatore in questo insolito luogo di villeggiatura. Il video, girato in alta definizione, farà parte di un dvd del FAI e, insieme ad altri dieci selezionati, entrerà in un circuito di distribuzione del Festival. La data di proiezione è fissata per il 14 settembre al Parco Sempione di Milano.

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Due attrici hanno interpretato il soggetto di Rinaldi: Elena Maffei, già protagonista di alcuni video e Francesca Martino, alla prima esperienza. Anche Nicola Colangelo, presidente del Codisam (Comitato difesa salute e ambiente) del paese, ha partecipato al clip. Il regista, durante un colloquio con il Quaderno.it, ha anche raccontato le difficoltà nel reperire attori il mese di agosto e i tanti impedimenti durante le riprese.

“Il presidio dell’esercito, ovviamente, limita molto i movimenti di camera – ha dichiarato il regista Rinaldi -, per evitare di riprendere le zone controllate dovevamo ricorrere a mille espedienti. Il Comitato è stato l’anima di questo corto, senza l’aiuto degli abitanti non avrei mai potuto realizzarlo. La partecipazione della popolazione è stata molto attiva. In realtà dovevano prestarsi a una serie di interviste volutamente ironiche: chiedevo di parlare bene della discarica ed esaltarla. In un primo momento non hanno reagito benissimo, è difficile scherzare su un problema serio, poi è andato tutto liscio. Peccato solo per il limite massimo di 5 minuti, con una decina in più avrei inserito anche altri episodi”.

“Il corto vuole essere una cartolina da Sant’Arcangelo, dei saluti da inviare fuori per far capire la situazione in cui ci si trova. Ho cercato di raccontare soprattutto i fatti piuttosto che impressioni, percezioni e critiche della gente. E’ difficile comprendere a pieno il fenomeno per chi non vive con la discarica, bisogna evitare di far trasparire le accuse e le divisioni interne, altrimenti il messaggio non sarebbe recepito”.

L’impiegata dell’agenzia elenca tutte le caratteristiche che solitamente si dicono per decantare un luogo turistico. In questo caso, assumono un significato narrativo completamente diverso. Il direttore della fotografia è il 32enne Giovanni Bocchino, la colonna sonora è tratta dall’album “Kimica” di Alessandro Tedesco – Alkèmik Quintet.

Rinaldi e Bocchino hanno partecipato anche al progetto “Istant Movie” sulle tradizioni della Ciociaria con un corto sul malocchio, usanza molto diffusa nella zona. Tanti anziani sono stati i protagonisti di quest’opera premiata dai giurati. Il regista sannita lavora nell’area comunicazione di una società di San Giorgio del Sannio ed è anche il direttore artistico per un festival di cortometraggi a Venticano.

Fonte: www.ilquaderno.it



L’Arpac svela: la discarica regionale di S. Arcangelo sta inquinando la zona. Il Codisam già lo aveva denunciato
24 Agosto 2009, 7:09 am
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Erika Farese, per il Comitato difesa salute e ambiente (Codisam) di S. Arcangelo Trimonte, in una nota comunica che “dalle analisi effettuate dall’Arpac (ente regionale di monitoraggio ambientale, NDR) si apprende che il sito della discarica, o meglio delle discariche, site sul territorio di Sant’Arcangelo Trimonte, è inquinato… Per l’Arpac oggi emerge un anomalo superamento dei valori di aniilina e p-toluidina”.

La nota del Comitato che si è opposto all’insediamento lo scorso anno della mega discarica regionale dei rifiuti campani ricorda innanzitutto la storia delle discariche realizzate nel piccolo paese prossimo a Benevento: “Era il marzo 2008, quando il prof. Russo dell’Università del Molise consegnò la sua relazione sulle analisi chimiche effettuate nella zona circostante le vecchie discariche, quella comunale e quella regionale gestita dalla Fibe. L’esito della perizia chimica rivelò il forte inquinamento della zona e la presenza di sostanze tossiche. Questi dati arrivarono anche sul tavolo del Commissariato, dove furono oggetto di particolare ironia…

Grazie alle analisi del prof. Russo e con il supporto del Codisam., il Comune di Sant’Arcangelo presentò ricorso al Tar, evidenziando come l’inquinamento fosse un motivo più che sufficiente per non prendere in considerazione contrada Nocecchia come sito di discarica. Ma il ricorso non è stato mai preso in considerazione. Anche la provincia di Benevento fu coinvolta: assunse impegno formale con il Comitato a monitorare l’ambiente.

Un sito, quello di Nocecchia, che necessitava e necessita tutt’ora di una forte bonifica per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, non di un mega sversatoio, il cui nefasto impatto ambientale sta producendo già i suoi frutti. Come dimostrano le prime analisi effettuate dall’Arpac.

‘Anomalo superamento’ dei valori di anilina e p-toluidina, commenta il Dipartimento provinciale dell’Agenzia regionale di protezione ambientale. In realtà di anomalie ce ne sono molte.
Come la scelta delle sostanze di cui effettuare le analisi, in particolare l’anilina e la p-toluidina, che si ritrovano nei rifiuti di scarto industriale”.

Da qui una serie di inquietanti domande che Codisam pone: “Perché effettuare questo tipo di analisi in una discarica destinata ad accogliere, almeno sulla carta, solo rifiuti urbani? Cosa si sta cercando? Cosa c’è in quelle vasche? Come è possibile che sostanze chimiche di questa tipologia siano presenti in valori di molto superiori alla norma nella zona della nuova discarica, controllata e sorvegliata dallo Stato?

Il piezometro P4, scelto dall’Arpac per effettuare il monitoraggio delle acque, è collocato nella parte più alta dell’invaso, a monte dei rifiuti. Considerando il pendio su cui è posto lo sversatoio, come mai nelle acque sostanze cancerogene, metalli pesanti, floruri e solfati, sono stati riscontrati a monte e non a valle?

Intanto non sono stati ancora realizzati i piezometri necessari a verificare che il percolato resti nelle vasche e non fuoriesca in qualche modo nel terreno circostante. Richiesta più volte avanzata dal Codisam. e mai presa in considerazione. Eppure basterebbe la volontà di gestire al meglio e correttamente l’impianto, o semplicemente vigilare affinché questo accada”.

E qui la nota pone la questione del disgustoso fetore che gli abitanti e i residenti di S. Arcangelo stanno patendo: “Prendiamo ad esempio uno dei disagi più avvertiti nei mesi caldi dalle popolazioni limitrofe alla discarica: la puzza. Ai miasmi prodotti dalla composizione dei rifiuti, si aggiunge quella, del tutto gratuita e ovviabile, prodotta dalla frazione organica utilizzata per ricoprirli. Non si tratta infatti di una frazione organica stabilizzata (FOS) che favorirebbe l’abbattimento della puzza, ma di FONS, una frazione organica non stabilizzata, nella cui composizione può esserci di tutto e che, proprio perché non stabilizzata, emana un odore nauseabondo, forse più dei rifiuti stessi.

Malgrado l’esistenza di denunce e di analisi attestanti il grado di inquinamento della zona, solo a distanza di quasi un anno e mezzo, con un nuovo sversatoio ormai ben pieno, con la salute dei cittadini non si sa fino a che punto compromessa, il Dipartimento provinciale dell’Arpac accerta che il sito è inquinato.

I nostri ringraziamenti vanno comunque all’Arpac per essersi impegnata a realizzare controlli più frequenti e aver effettuato analisi scrupolose, dichiarando, purtroppo, ufficialmente presenti sostanze inquinanti a contrada Nocecchia e, involontariamente, scagionando il Codisam. dalle accuse di essere visionario e di voler allarmare inutilmente la popolazione, denunciando il grave rischio che incombe sulla salute dei cittadini.

Proprio questa situazione di criticità in cui vessa le popolazioni di Sant’Arcangelo e delle zone limitrofe deve essere un monito per le istituzioni locali e i cittadini ad unire le forze ed attivarsi per far fronte comune contro tali problematiche, che rischiano di compromettere seriamente la salubrità dell’ambiente, ed evitare ulteriori incomprensioni, come accaduto negli ultimi due anni

Una discarica per la sua stessa essenza sarà sempre e soltanto fonte di inquinamento, mai di ricchezza, come si ostinano a volerci far credere. Se si considera, ovviamente la salute, come la ricchezza più grande”.



Costituito il Comitato No alla Centrale Turbogas
13 Luglio 2009, 1:26 pm
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Anche a Benevento è stato costituito il Comitato No alla Centrale Turbogas per impedire la costruzione della centrale turbogas Luminosa srl. Al Comitato aderiscono La Lipu, il WWF, la Rdb Ambiente, Rifondazione Comunista, il Csa Depistaggio, il Comitato No alla Centrale Turbogas di Pietrelcina, Il Codisam di Sant’Arcangelo a Trimonte, l’Associazione Lerka Minerka e i cittadini di Paduli.
Il Comitato chiederà agli amministratori della Regione Campania di non acconsentire allo scempio ambientale che tale centrale causerà nel nostro territorio. Chiederà agli amministratori regionali di seguire l’esempio della Regione Marche che ha depositato, nella riunione della conferenza di servizi, Intesa Negativa avverso il progetto presentato nel 2003 dall’Agem srl di Roma, di costruire una centrale di 370 MW a San Severino Marche.Il Ministero dello Sviluppo Economico in data 20 Aprile recepisce l’Intesa Negativa espressa dalla Regione Marche e dichiara concluso negativamente il procedimento avviato.
La nostra città non ha bisogno di questa centrale che produrrà effetti devastanti sulla salute dei cittadini oltre ad infliggere seri danni all’economia locale del territorio. Il primo obiettivo del comitato è quello di effettuare un opera capillare di sensibilizzazione sullo scempio ambientale voluto dal governo Berlusconi ed invitare i cittadini alla mobilitazione prima che sia troppo tardi.

COMITATO NO ALLA CENTRALE TURBOGAS – BENEVENTO



Sant’Arcangelo Trimonte, paese-discarica: un anno ai piedi di Monte Monnezza
19 Giugno 2009, 10:15 am
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Il 25 giugno 2008 sarà trascorso un anno da quando il primo camion di rifiuti sversò il suo non ambito carico nel lotto 1 della discarica di Contrada Nocecchia a Sant’Arcangelo Trimonte. Allora era un enorme incavo, oggi è una ammasso gigantesco ormai che, visto dal centro del paesino, nasconde finanche la silhouette della Dormiente del Sannio. Saranno infatti 700mila le tonnellate di immondizia che la discarica dovrà contenere prima dello stop. La zona è stata sempre presidiata dai militari. Nessuno può entrarvi, se non i membri del Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania e il sindaco di Sant’Arcangelo, di fatto responsabile del controllo del sito. Nel più piccolo comune sannita, circa 700 abitanti, la gente però permane incredula.

mappa discarica

A pochi giorni dal primo, maledetto “compleanno”, entriamo in casa di uno dei suoi abitanti, alle porte del paese. E’ una palazzina a tre piani. Dal balcone del soggiorno si vedono una massa informe d’immondizia e i camion che rumoreggiano intorno, andando su e giù, alzando polveroni. Uno della famiglia, un 27enne, mi descrive tutti i particolari dei miasmi mattutini respirati nel corso di questi mesi.
Anche a Sant’Arcangelo il 6 e 7 giugno è stato eletto il nuovo sindaco, Romeo Pisani (era vicesindaco della scorsa Amministrazione), dopo più di 5 mesi di commissario prefettizio, giunto a seguito della caduta della maggioranza dell’ex sindaco Aldo Giangregorio. Né, nel disgraziato anno trascorso, sono mancate le frane. L’ultima, la più grave, nell’agosto 2008: una lunga spaccatura che ha interessato il lotto 4.

A ottobre, poi, il dramma: la morte del geometra Pasquale Russo, di soli 19 anni, rimasto schiacciato da un mezzo cingolato durante i lavori per la realizzazione della seconda vasca della discarica. Nell’ultimo mese, invece, due principi di incendio hanno investito di nuovo il lotto 4. Tra i rifiuti si è alzata una coltre di fumo nero. Le fiamme sono state spente con della terra dai tecnici della Daneco che si occupa dei lavori sul sito e dai Vigili del Fuoco. Infine, un’altra piccola frana di rifiuti nel lotto 3, inizialmente previsto come area di bonifica delle altre due discariche sottostanti: una comunale e l’altra “Fibe” regionale. La prima realizzata nella metà degli anni ’90, la seconda nei primi del 2000.

La nuova normativa
La settimana scorsa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale un’ordinanza che concede alle Province più potere sulla gestione del ciclo rifiuti. Dopo un lungo tira e molla con il Commissariato, la Provincia di Benevento, tramite l’assessore all’Ambiente Gianluca Aceto e l’intervento dell’assessore regionale al ramo, Walter Ganapini, ha ottenuto un ruolo per il controllo dell’aria e del percolato che risiede sotto quei teloni di plastica. E’ prevista la nomina di due periti chimici dell’Università degli Studi del Sannio per il monitoraggio dell’inquinamento e la convenzione con un laboratorio ad hoc, oltre a quelli della Daneco e dell’Arpac.

Il Codisam (Comitato Difesa Salute e Ambiente), composto da 21 cittadini di Sant’Arcangelo e inserito in una rete di altri analoghi comitati regionali, si è da sempre battuto per la tutela della salute degli abitanti del posto, denunciando l’inadeguatezza di Contrada Nocecchia per il deposito dei rifiuti. Abbiamo incontrato alcuni di loro al piano terra di una palazzina del paese. Carte alla mano e tanti schemi della discarica disegnati a penna. “Quello che noi annunciavamo è ora sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato il presidente del Codisam, Nicola Colangelo –, dopo due anni le paventate frane sono diventate realtà. Siamo stati i primi, inoltre, nel novembre del 2008 a proporre la nomina di chimici per il controllo dei danni ambientali. Si è perso tanto tempo ma, se non altro, alla fine ci siamo riusciti. Questa nuova ordinanza ci riempie di gioia e ci dà anche molta soddisfazione per il risultato raggiunto”.

Gli animali la stanno pagando
Anche un agricoltore di 43 anni vuole dare la sua testimonianza a un anno dai primi sversamenti. La sua è una famiglia di 5 persone che conduce un’azienda agricola e un’altra di bestiame, nel territorio di Apice e in quello confinante di Sant’Arcangelo, a circa un chilometro dal sito dell’immondizia. Le condizioni igieniche del luogo sono diventate disastrose, secondo il coltivatore. Aveva intenzione di aprire un agriturismo ma ora non gli è più possibile. Nel passato la sua azienda, ai tempi della prima discarica regionale, perse 7 capi di bestiame. Un tragico evento dovuto, secondo l’uomo, al foraggio dato in pasto ai buoi, contaminato dalle sostanze chimiche sprigionate dai rifiuti. Fa anche riferimento ad una strana mutazione genetica di uno dei suoi animali. La famiglia ha chiesto di ricevere maggiori controlli in merito all’idoneità del terreno e delle acque utilizzate. Fino ad adesso non hanno avuto risposte dai tecnici e dalle associazioni di categoria.

“Una vacca marchigiana – ha quindi dichiarato -, nata qualche mese fa, ha una testa molto simile a un mulo, in effetti è la prima volta che capita e non so se possa essere riconducibile alla discarica. Ogni commerciante che acquista le nostre vacche, inoltre, cerca sempre di abbassare il prezzo di mercato fino a dimezzarlo: il danno economico è enorme”.

Le frane annunciate
Nel marzo del 2008 fu nominato come geologo fiduciario del Codisam, Vincenzo Briuolo, successivamente entrato nella commissione tecnica comunale. Il tecnico, insieme al geologo Roberto Pellino, tracciò una relazione dalla quale emergeva che soprattutto la parte che interessava la costruzione dei lotti 2 3 e 4 non era idonea. La zona, infatti, era interessata da movimenti franosi dovuti alla morfologia del terreno. L’80% dei rifiuti viene e verrà sversato proprio in questa area (circa 500mila tonnellate su 700).

Briuolo ora è seduto accanto ai membri del Codisam e non può fare a meno di scrivere su un foglio di carta tutto quello che gli viene in mente: “Nell’agosto 2008 c’è stata una frana nel lotto 4. Il geologo Vincenzo Coccolo, nominato dal Commissariato di Governo, inizialmente supportò le nostre osservazioni in virtù di quel palese collasso. Successivamente, non capimmo perché, non si espresse con i tecnici del Governo, non disse nulla. Anzi, ci dissero che non c’erano problemi. Nel lotto 3, circa un mese fa, si è aperto un varco di circa tre metri di larghezza tra i rifiuti. Quel lotto, secondo il progetto del Commissariato di Governo, era adibito a bonifica delle vecchie discariche di Sant’Arcangelo (una comunale e una regionale NDR). Sono trascorsi 10 anni e ancora l’aspettiamo”.

La stranezza delle palificate
Poi fu la volta delle palificate, tre in tutto. Una a ridosso dei lotti inferiori per metterli in sicurezza e una per tenere saldi gli argini delle vasche. Un’altra ancora è stata realizzata sotto il lotto 1, attualmente, ricolmo di rifiuti. “Sono sempre stato accanto agli abitanti per tutelarne i diritti e la salute – continua Briuolo – , quello che vedo lo racconto, senza forzature. Che bisogno c’era di spendere migliaia di euro per mezzo chilometro di palificate, se hanno assicurato che non ci sono pericoli di frane? Allora, avevamo ragione noi? I pali sono stati realizzati della lunghezza di circa 20 metri. Ma i carotaggi realizzati dai tecnici rilevarono, io ero presente, che il terreno idoneo per la sostenibilità della palificata era a circa 35 metri. Questo mi fa pensare che quei pali dovevano essere lunghi il doppio”.

La discarica non cesserà di vivere allo stop dei rifiuti. C’è la fase post-mortem nella quale l’immondizia produce percolato e biogas, sostanza inquinante che ha bisogno di essere sfruttata come energia oppure bruciata. Non si può quindi disperderla nell’aria, è ovvio. “Fin quando i cittadini non avranno la garanzia di un monitoraggio accurato dell’aria e delle falde acquifere, da parte di chimici fiduciari, potranno ancora pensare che quel sito è inquinante – dichiarano i membri del Comitato – ”.

Il sindaco non crede al Comitato
Il neoeletto sindaco, Romeo Pisani, già al Comune in passato per due mandati, esprime invece scetticismo nei confronti del Codisam perché, a suo parere, è schierato politicamente. La lista del candidato sindaco uscito sconfitto, infatti, era vicina alle istanze del Comitato. Inoltre, manifesta la volontà di rivedere l’impianto della Commissione tecnica comunale.

Pisani, raggiunto telefonicamente dal Quaderno.it, dichiara di voler puntare la sua attività amministrativa sulla salvaguardia della salute dei suoi concittadini e respinge chi lo accusa di essere il responsabile della nascita della discarica: “Io ho sempre insistito sul fatto che la responsabilità maggiore risiede nell’ex Presidente della Provincia, Carmine Nardone, il quale ha assegnato autonomamente il sito di Sant’Arcangelo. Il decreto è stato approvato il 12 maggio del 2007 dal Consiglio dei Ministri. C’è una delibera, inoltre, del Consiglio Comunale che prevede la possibilità di modificare o integrare la Commissione tecnica della discarica.

Non metto in dubbio la professionalità dei tecnici nominati, come ad esempio il geologo Briuolo, ma è nei miei diritti chiamare a raccolta i professionisti del settore per valutare tutte le possibilità.
Anche io trovo ingiusta questa discarica presidiata militarmente. Sono nato e vivo a Sant’Arcangelo: quando mi alzo la mattina la vedo dalla finestra di casa mia. Abbiamo gli strumenti per controllarla, ma relativamente. Gli accorgimenti per risolvere i problemi li approntano sempre i tecnici del Commissariato. Il dissesto idrogeologico esiste da sempre, lo prevede già il nostro Piano regolatore”.

Il sindaco è in attesa di ricevere alcuni milioni di euro di finanziamento per la messa in opera di strade, fognature e infrastrutture, una sorta di premialità per i paesi che ospitano immondizia.
Ma questi premi, ai cittadini di Sant’Arcangelo non li invidierà nessuno…
a cura di Lorenzo Palmieri (fonte www.ilquaderno.it)