Discarica di S. Arcangelo, domani 12 maggio incontro con i vertici regionali

Produttori agricoli, allevatori ed imprenditori di S. Arcangelo Trimonte, dove si sta realizzando una discarica regionale di oltre 700mila tonnellate, incontreranno lunedì i vertici regionali e provinciali a Benevento, presso la Rocca dei Rettori, “al fine di individuare gli interventi a sostegno del comparto”. All’incontro, in programma per le ore 10,30, interverranno la presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, l’assessore regionale Andrea Cozzolino, Sebastiano Sorrentino (presidente della commissione agricoltura della Regione Campania) ed il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile.

Il testo integrale dell’ordinanza con la quale il Tar del Lazio ha respinto l’istanza di sospensiva

TAR LAZIO SEZ. I Ordinanza n. 2318 del 7 maggio 2008
REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
PER IL LAZIO – ROMA

SEZIONE PRIMA

Registro Ordinanze:2318/2008
Registro Generale: 3439/2008

nelle persone dei Signori:

PASQUALE DE LISE Presidente
ROBERTO POLITI Cons.
MARIO ALBERTO DI NEZZA Primo Ref. relatore

ha pronunciato la seguente ORDINANZA nella Camera di Consiglio del 07 Maggio 2008

Visto il ricorso 3439/2008 proposto da: COMUNE DI S ARCANGELO TRIMONTE

rappresentato e difeso da:
ITRO AVV. GIOVANNI
con domicilio eletto in ROMA
VIA RICCARDO GRAZIOLI LANTE, 76
presso JASONNA AVV. STEFANIA

contro

COMMISSARIO DELEGATO EMERGENZA RIFIUTI REGIONE CAMPANIA
rappresentato e difeso da:
AVVOCATURA DELLO STATO con domicilio eletto in ROMA VIA DEI PORTOGHESI, 12 presso la sua sede

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
rappresentato e difeso da:
AVVOCATURA DELLO STATO con domicilio eletto in ROMA VIA DEI PORTOGHESI, 12 presso la sua sede

e con l’intervento ad adiuvandum di COMUNE DI PADULI
rappresentato e difeso da:
DEL BASSO DE CARO AVV. UMBERTO con domicilio eletto in ROMA VIA F.S. NITTI, 11 presso PESCITELLI AVV VINCENZO C/ STUDIO GIRARDI

per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione,
delle Ordinanze del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti nella regione Campania n. 90 del 19.02.08 notificata a mezzo Carabinieri di Paduli il 22.02.08, dell’ordinanza n. 121 del 18.03.08, trasmessa al Comune a mezzo fax il 19.03.08 e la n. 153 del 1.04.08 tramessa a mezzo fax al Comune il 4.4.08 e di tutti gli atti e provvedimenti presupposti e consequenziali.

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;
Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente; Visto l’atto di costituzione in giudizio di:

COMMISSARIO DELEGATO EMERGENZA RIFIUTI REGIONE CAMPANIA
COMUNE DI PADULI

Udito il relatore Primo Ref. MARIO ALBERTO DI NEZZA e uditi altresì per le parti gli avvocati presenti come da verbale di udienza.
Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e l’art. 36 del R.D. 17 agosto 1907, n. 642;

Considerato che l’impugnazione, tenuto conto delle deduzioni della difesa erariale, non sembra presentare apprezzabili profili di fumus boni juris, in quanto:
a) di fronte a leggi-provvedimento (come quella che individua il comune di localizzazione di una discarica) non sono precluse le facoltà di tutela giurisdizionale degli interessati (Cons. Stato, sez. IV, 10 agosto 2004, n. 5499);
b) la questione di incostituzionalità dell’art. 33 d.l. n. 248/07 appare irrilevante, posto che lo stato emergenziale è stato prorogato con d.P.C.M. 28 dicembre 2007, non impugnato;
c) non sembra sussistere il lamentato difetto di istruttoria alla luce degli esiti delle indagini espletate (Arpac e Asl), che non permettono di ravvisare la dedotta compromissione dei valori indicati dall’istante (nemmeno in relazione alla caratterizzazione geotecnica, potendosi condividere l’assunto della resistente circa l’insussistenza, ai sensi del d.lgs. n. 36/2003, del divieto assoluto di utilizzazione delle aree “a rischio sisimico di prima categoria”);
d) il contesto emergenziale non sembra consentire il rilievo delle prospettate violazioni procedimentali;
e) l’amministrazione ha segnalato l’avvenuta attivazione delle procedure V.I.A. (v. mem. 5.5.2008 amm.);

P.Q.M.

RESPINGE la suindicata domanda incidentale di sospensione.

La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

ROMA , li 07 Maggio 2008

De Gennaro Ministro? Siamo rovinati!

L’ex capo della polizia De Gennaro potrebbe cambiare incarico, ma senza voltare le spalle all’immondizia campana. Anzi. Diventerebbe ministro, con delega alla crisi rifiuti che avviluppa la Campania e minaccia altre regioni.

Mentre Napoli e la sua provincia continuano a riempirsi di cumuli maleodoranti (siamo a quota 1400 tonnellate sulle strade) e resta altissima la tensione, l’ultima indiscrezione romana indica De Gennaro candidato ad un posto di rilievo a Palazzo Chigi.

Due le ipotesi per l’attuale commissario: sottosegretario incaricato dell'”Obiettivo rifiuti zero” su scala nazionale; oppure titolare del ministero del Mezzogiorno, con specifica delega all’emergenza. Una nomina che incrocerebbe più sfide, compresa quella di confermare un mandato così centrale per l’immagine del nuovo governo nelle mani di una personalità ritenuta autorevole e bipartisan, nominata dal precedente premier. De Gennaro gestirebbe, stavolta con pienezza di poteri politici, la crisi che rischia di travolgere la Campania alla vigilia dell’estate, ma anche di correggere situazioni di stallo che insidiano da tempo Sicilia ed altre aree del sud. Un’ipotesi su cui trapela il secco no comment dal secondo piano di Palazzo Salerno, dove il commissario si è insediato l’8 gennaio. Ma su cui si esprime favorevolmente la parlamentare del Pdl, lei stessa in odore di ministero, Mara Carfagna, supporter di De Gennaro dalla prima ora. «Non intendo entrare nel merito dell’indiscrezione – spiega la Carfagna a Repubblica – ma non ho difficoltà a dire che secondo me sarebbe una scelta azzeccatissima, e ne sarei felice come cittadina campana».

Per la Carfagna, «De Gennaro è un uomo di grandi capacità, un prefetto la cui storia parla chiaro, da gennaio ad oggi ha svolto un lavoro durissimo». Ma se questa fatica «non ha dato tutti i risultati sperati – ammette la parlamentare salernitana – è perché egli non poteva disporre dei necessari poteri politici che consentono di essere conseguenti nelle scelte adottate per l’interesse della collettività. Anzi, gli è mancato totalmente l’appoggio delle comunità locali, dei vari amministratori e persino quello del governo centrale, al di là di una investura ufficiale alla quale non si riusciva neanche ad assicurare adeguati finanziamenti. La Campania ha bisogno di tornare a ossigenarsi: De Gennaro investito di pieni poteri sarebbe, amesso che la voce sia fondata, un nuovo inizio». Eppure, deputato Carfagna, la cronaca più recente racconta che tanti esponenti del Pdl, dai parlamentari ai consiglieri comunali, si sono opposti alle scelte del commissario, ultimo caso Chiaiano. «Lo so, e questo richiama tutti ad un assoluto senso di responsabilità. Quello che si è verificato finora è contro ogni senso dello Stato. Ora bisogna agire, ovvio che debba farlo una personalità di spessore».

Aspettando le prossime mosse del premier in pectore e dell’attuale supercommissario, restano due certezze. La minaccia di una nuova crisi, innanzitutto. Con il pacchetto dei treni speciali per la Germania ancora bloccato, con la chiusura del Cdr di Casalduni e il sito di Ferrandelle giunto all’apertura di una quarta piattaforma, Napoli ed altri comuni vedono ridotte le possibilità di sversare l’immondizia di ogni giorno. Secondo: Berlusconi sarà a Napoli tra poche settimane. Al Grande hotel Vesuvio lo staff del Cavaliere avrebbe prenotato un bel numero di camere e suites – per il primo Consiglio dei Ministri a Napoli – dal 22 maggio. Al Vesuvio De Gennaro “abita” già. E qualcuno nota che da ieri, sul sito del Commissariato, è sparita la finestra con il « – 18 giorni» per la fine del suo mandato.

(Fonte: Repubblica)

Sant’Arcangelo Trimonte e 1° Maggio: il disastro ambientale continua

Continua il disastro ambientale. C’è attesa a Sant’Arcangelo Trimonte per la manifestazione convocata per domani mattina  1° Maggio per protestare contro la discarica regionale decisa dal Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania  Il presidio è stato organizzato dal Codisam, il coordinamento di  salute ambientale. Sono stati predisposti due punti di raduno per i partecipanti. Per chi proviene da Benevento, Apice, Paduli, il concentramento è previsto in Contrada Messano; mentre per chi arriva da Buonalbergo e zone limitrofe, il raduno è fissato al bivio di Sant’Arcangelo Trimonte sulla strada statale 90 bis. La partenza del corteo è prevista per le 8,30. Si raggiungerà, poi, Contrada Nocecchia dove stanno procedendo i lavori per la costruzione delle vasche che dovranno ospitare la nuova discarica dei rifiuti.

28 aprile: violazione di un’ordinanza dei Comuni di Sant’Arcangelo Trimonte e Paduli

Oggi alle ore 13:00 una cisterna di gasolio utilizzata per il rifornimento dei mezzi che lavorano alla discarica, ha violato un’ordinanza di circolazione di mezzi pesanti superiori a 7t emessa dai Sindaci di Sant’Arcangelo e Paduli alla contrada Nocecchie sito di discarica .

La cisterna è stata bloccata in attesa di un provvedimento “dall’alto” che revochi l’ordinanza dei sindaci.

Come se non bastasse scortata dalla Polizia!

Ci domandiamo: la Polizia difende il Colpo di Stato?

Domani 29 aprile ci sarà un’incontro tra il Commissario De Gennaro, il presidente del Codisam e i sindaci di Sant’Arcangelo e Paduli per discutere sulla discarica.

Video 25 aprile corteo d’auto verso la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte

La popolazione il 25 aprile manifesta con un corteo d’auto ed occupazione pacifica della discarica a Sant’Arcangelo Trimonte

TRATTAMENTI PER RIFIUTI SPECIALI : Cosa è il Plasma?

rifiuti

La gestione dei rifiuti è regolata dal decreto 5 febbraio 1997, n. 22, che attua le direttive europee 91/156/CEE, 91/689/CEE e 94/62/CE. I rifiuti sono divisi in “urbani” e “speciali”. I rifiuti urbani sono trattati con tecnologie convenzionali . I rifiuti speciali non trattabili in modo convenzionale e spesso con elevato costo di smaltimento, possono essere trattati con Tecnologia a Plasma.

Tecnologia a plasma termico : mediante torcia al plasma rifiuti speciali liquidi e gassosi vengono distrutti in elementi atomici con generazione di inerti vetrificati e gas semplici non tossici.

Tecnologia a plasma freddo : il plasma interagendo con gli strati molecolari superficiali del rifiuto solido produce molecole, non tossiche, organiche volati ed inerti.

Tecnologia al Plasma Termico per la distruzione di rifiuti tossico-nocivi

inceneritoreIl problema dello smaltimento di sostanze organiche tossico-nocive è uno dei temi più attuali che riguardano l’ambiente. Le metodologie convenzionali (incenerimento e stoccaggio in discarica) anche se affidabili, spesso presentano un certo impatto sull’ambiente. L’incenerimento, oltre a formare una certa quantità di sostanze tossiche come le diossine e i furani, richiede un ulteriore stoccaggio delle ceneri prodotte. D’altra parte il diretto stoccaggio delle sostanze tossiche in discarica può provocare un possibile inquinamento delle falde freatiche per dissoluzione di sostanze come i metalli pesanti e composti tossici solubili in acqua. Ne deriva la necessità di sperimentare nuove possibili tecnologie.

Una tecnologia innovativa è basata sull’utilizzo di sorgente termica ad alta temperatura prodotta non da processi di combustione, ma da archi elettrici ad alta corrente generati in un gas a pressione atmosferica.

Plasma termico

In tal modo gli atomi del gas vengono parzialmente ionizzati generando un plasma. La temperatura degli elettroni e ioni del plasma è dell’ordine di 1-2 eV che corrispondono ad una temperatura media della massa del gas di processo compresa fra 10.000 e 20.000 °C. Il plasma termico è generato da un sistema chiamato “Torcia al Plasma”. Applicando queste tecnologie allo smaltimento dei composti organici tossici è possibile risolvere il problema del loro trattamento in quanto le elevate temperature associate all’urto con particelle elettricamente cariche provoca due distinte fasi di reazione:

  • La completa dissociazione del rifiuto organico all’interno del plasma,
  • una successiva ricombinazione verso molecole con struttura semplice quali idrocarburi, monossido di carbonio, idrogeno, acqua, etc…

Utilizzo della Tecnologia al Plasma freddo nella rimozione di inquinanti organici nei fanghi e nei terreni contaminati dell’industria chimica e petrolchimica.

fanghi inquinantiLe tradizionali tecnologie utilizzate per queste tipologie di rifiuti (estrazione con solventi, inertizzazione, discarica, incenerimento) sono, se non economicamente dispendiose, d’impatto traumatico sul territorio.
La tecnologia al plasma, generato con radiofrequenza in gas ossidante, a bassa pressione e temperatura prossima a quella ambiente, si è dimostrata essere una valida alternativa.
Il plasma agisce nei processi di decomposizione delle molecole organiche complesse sia come elemento di estrazione, sia come agente responsabile della frammentazione delle molecole tossiche man mano che esse affiorano sulla superficie del materiale sottoposto all’azione del plasma, sia come ambiente di sintesi di molecole a basso peso molecolare derivanti dalle reazioni di ricombinazione in ambiente ossidante.
Il processo consiste nel sottoporre il terreno contaminato ad una prima fase di estrazione mediante pompaggio in vuoto di tutte le componenti volatili e del residuo di acqua presente.
Questa fase viene realizzata in una prima camera evacuata mediante una pompa rotativa con interposto un sistema di condensazione per i vapori.
Nel caso di terreni contaminati già sottoposti a trattamento termico di essiccamento a temperature dell’ordine di 200 °C la fase di estrazione in vuoto non risulta necessaria.
E’ stato dimostrato che tipologie di terreni contaminati, trattati con termoessicazione in aria a temperature dell’ordine di 200 °C, presentano un contenuto di inquinanti organici ancora elevato tale da impedire lo stoccaggio in discarica.
terreno contaminatoLa seconda fase di trattamento viene effettuata in una seconda camera in cui è mantenuta una pressione residua dell’ordine di qualche mbar in cui viene iniettato ossigeno e generato un plasma mediante energia a radiofrequenza con accoppiamento della potenza di tipo capacitivo o induttivo.
Nel plasma si generano flussi di particelle, la cui energia dipende dall’intensità del campo elettrico applicato, che bombardano la sostanza essiccata ma tuttora contenente una concentrazione elevata di composti organici persistenti. Il bombardamento della superficie del campione con particelle elettricamente cariche e ad alta energia provoca la rottura dei legami chimici delle molecole organiche e la formazione di radicali liberi che, entrando a loro volta nella zona di plasma, vengono ulteriormente frammentati e ionizzati, tendendo successivamente alla ricombinazione con gli ioni ossigeno per formare molecole semplici analoghe ai prodotti ottenibili in una completa combustione a elevata temperatura.
La potenza a radiofrequenza necessaria risulta minore di 1 W/cm2 per uno spessore di sostanza sottoposta a trattamento dell’ordine di 1 cm con tempo di trattamento dell’ordine di qualche minuto.
I risultati sperimentali preliminari dimostrano che il contenuto di inquinanti residui nel campione è, per alcune tipologie, ridotto a concentrazioni non più misurabili mentre per altre è comunque ridotto a concentrazioni minori dei limiti imposti dalle varie normative per il conferimento a discarica.
Dopo la fine del trattamento in plasma, il campione viene traslato in una successiva camera, in precedenza evacuata fino ad una pressione pari a quella presente nella camera di trattamento al plasma.
Dopo la chiusura di una apposita valvola di intercettazione posta tra le due camere il campione viene riportato in aria e scaricato dall’impianto.
Una piccola percentuale di composti organici complessi, sebbene estratta dal fango, potrebbe, tuttavia, sfuggire all’azione del plasma.
Si prevede quindi una terza fase di trattamento in cui i gas di scarico vengono iniettati direttamente in un plasma termico generato da una torcia ad arco non trasferito alimentata a corrente continua.
Il getto di plasma generato dalla torcia consiste in un flusso di gas ad una pressione generalmente dell’ordine di 1,5 bar, parzialmente ionizzato, in cui le temperature medie del gas dopo il processo di termalizzazione sono dell’ordine di 10.000 ÷ 15.000 °C.
I residui organici complessi sfuggiti al trattamento di plasma freddo, eventualmente ancora presenti vengono così sottoposti alle altissime temperature presenti nella torcia concludendo in tal modo la loro frammentazione.
Dopo tale passaggio non si prevede alcuna residua presenza, negli effluenti gassosi, di molecole organiche complesse.