16 giugno ore 18 a Sant’Arcangelo Trimonte presentazione libro “Trivelle d’Italia”

manifesto Codisam trivelle d'italia

Dal 14 al 16 giugno Pietro Dommarco, giornalista ed autore del libro-inchiesta “Trivelle d’Italia – Perché il nostro paese è un paradiso per petrolieri”, sarà a Benevento. Una tre giorni, articolata in varie tappe, che permetterà all’autore di far conoscere il suo libro in alcuni paesi della Provincia di Benevento, in particolare in quelli interessati dai progetti di ricerca petrolifera. L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento No Triv Sannio, che continua così la campagna di informazione e sensibilizzazione
sui temi delle ricerche e delle trivellazioni petrolifere e sui danni che esse provocano.
Nel dettaglio ecco le tappe del tour di presentazione del libro “Trivelle d’Italia”
– 14 giugno a Pietrelcina, ore 18.00 presso l’aula consiliare, organizzato dal comitato NO-TRIV Tammmaro;
– 15 giugno a Benevento, ore 18 Benevento, presso Circolo Virtuoso Bukò (via Stanislao Bologna, 30), organizzato dal coordinamento NO-TRIV Sannio;
– 16 giugno ad Apice, ore 10.00 presso il centro sociale, organizzazione a cura dalla PRO LOCO;
a Sant’Arcangelo Trimonte, ore 18.00 presso il salone parrocchiale organizzato dal comitato CODISAM.
Il libro di Dommarco, un testo di circa cento pagine, edito da Altreconomia, con prefazione curata dal geologo Mario Tozzi, presenta un’attenta analisi della situazione italiana che vede le multinazionali del petrolio libere di perforare la terra e i fondali marini con bassi costi e con l’avallo di leggi tolleranti.
“Le mani dei petrolieri in Italia sono sporche di greggio, ma libere. Libere di perforare la terra e i fondali marini italiani, con royalties minime e con l’avallo di leggi tolleranti”, spiega Pietro Dommarco, autore del libro “Trivelle d’Italia”. Nel nostro Paese, infatti, le percentuali di compensazione ambientale sono tra le più basse al mondo: per questo, oggi in Italia sono centinaia le concessioni e 1.010 i pozzi produttivi in terraferma e in mare.
“Trivelle d’Italia” racconta infatti di come il nostro paese sia diventato una gruviera, “buchi” che hanno portato pochi vantaggi ai territori, poca occupazione e infiniti danni per l’ambiente. Un’analisi che scende in profondità e percorre numeri e storie dei piccoli Texas italiani, dalla Basilicata alla Pianura padana, dal mare della Sicilia a Porto Marghera, tra amministrazioni compiacenti e rifiuti tossici. Un testo importate ed essenziale alla luce dei progetti di ricerca che riguardano gran parte del territorio sannita e che rischiano ancora una volta di danneggiare l’ambiente e l’habitat delle aree interne della Campania.

Discarica S.Arcangelo Trimonte, due avvisi di garanzia. Accuse pesanti, terreno disastrato

discarica s arcangelo trimonteInquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque, mancato avvio di interventi di messa in sicurezza per la salvaguardia dell’area, mancata copertura con teli impermeabilizzati dei rifiuti e degli accumuli di percolato, mancata prevenzione su movimenti franosi e su relativo inquinamento. Accuse pesanti quelle mosse dal Tribunale di Benevento che ieri ha provveduto alla chiusura delle indagini preliminari dell’inchiesta condotta dal pm Clemente per l’inquinamento della discarica di S.Arcangelo Trimone in località Nocecchie. Due gli avvisi di garanzia, indirizzati a Marco Leone e Bernardino Filipponi, rispettivamente responsabile tecnico dell’impianto regionale di S.Arcangelo Trimonte e amministratore unico della “Daneco Impianti”, azienda che si occupa appunto della gestione dell’invaso aperto tra mille contestazioni e perplessità nel giugno 2008 per ovviare all’ennesima emergenza rifiuti che aveva colpito Napoli e la Campania. La notizia è stata riportata stamane sulle colonne de “Il Sannio Quotidiano” che parla di un’inchiesta “ad ampio nella quale risultano indagate altre persone per la questione ambientale e per le vicende legate ad aspetti amministrativi correlati alla nascita ed alla gestione dell’impianto”.

IL SEQUESTRO DELLA FORESTALE NEL MARZO DEL 2011
Il 18 marzo del 2011, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del Corpo Forestale dello Stato di Benevento diedero esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo della discarica commissariale di Sant’Arcangelo Trimonte, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari, presso il Tribunale di Benevento. Un’azione scaturita a seguito di una lunga ed intensa attività di indagine svolta dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato che portò alla luce l’inquinamento causato dall’illecito smaltimento del percolato prodotto all’interno della discarica, nonchè il pericolo di frana e di disastro ambientale, poiché non sono stati eseguiti i lavori richiesti dalle prescrizioni contenute nelle relative autorizzazioni. Come recitò all’epoca il comunicato della Forestale, “al fine di evitare che gli illeciti riscontrati possano portare ad un maggiore grave danno per l’ambiente e rischio per la salute pubblica, tenuto conto anche del probabile inquinamento del fiume Calore, cui il percolato giunge attraverso il vallone ‘Pozzano’, si è provveduto ad apporre i sigilli alla discarica commissariale a cui giungono i rifiuti della provincia di Benevento ed occasionalmente anche dalla provincia di Napoli”. Qualche mese dopo, nel luglio del 2011, “Il Quaderno.it” realizzò un servizio dedicato proprio alla situazione della discarica di S.Arcangelo Trimonte. Una questione lunga e datata, con vari passaggi e colpi di scena: le foto scattate all’epoca consegnavano alla cittadinanza locale e non solo, un impianto colabrodo con forti ripercussioni per tutta la comunità.

SAMTE: ‘INIZIATIVE ANCHE DA PARTE NOSTRA’. CODISAM: ‘FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA’
“Siamo alla chiusura di indagini preliminari – ha commentato il presidente della Samte, Giovanni Zarro, la società della Provincia di Benevento chiamata a governare il ciclo dei rifiuti nel Sannio- ad ogni modo le azioni della Magistratura, se verificate, sono molto giuste ed opportune”. Poi la notizia: “Anche noi, come società Provinciale, abbiamo da qualche tempo assunto delle iniziative al riguardo subito dopo il 28 aprile quando la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di dissequestro della discarica”. Secondo Zarro i problemi della discarica di S.Arcangelo sono molteplici: “Prima di tutto c’è da considerare l’individuazione del sito. Una scelta che fu quanto mai inopportuna ed infelice. Poi è contestabile il tipo di struttura realizzata, infine c’è il problema gestionale della stessa”. C’è poi chi si è battuto da sempre contro la realizzazione della discarica di S.Arcangelo Trimonte. Parliamo del Codisam, il comitato locale in prima linea: “Ho tanta fiducia nell’operato della Magistratura – ha detto al nostro portale il presidente Nicola Colangelo – e spero che sia fatta giustizia. Le responsabilià sono tante”. Colangelo, ancora una volta, rivendica la posizione del Codisam: “La nostra non è mai stata una battaglia di parte – ha aggiunto – è sotto gli occhi di tutti che una discarica di queste proporzioni non potevamo farla in quel sito. E’ un disastro vero e proprio ed il fatto che i sigilli del sequestro, dal 2011 ad oggi, non sono mai stati rimossi, la dicono lunga. In piena emergenza rifiuti siamo stati presi per pazzi, ora tutti convergono con noi ma è già troppo tardi. E’ stata tirata su una creatura dove proprio non si poteva, ora siamo preoccupati degli eventi franosi e dell’inquinamento dei pozzi agricoli che si trovano nelle campagne all’esterno dell’impianto. Con la Provincia abbiamo fatto tempo fa un primo monitoraggio delle falde acquifere per constatare se le sostanze tossiche o le componenti di benzene hanno raggiunto i pozzi. Poi c’è da considerare il problema relativo alla frana di alcuni lotti. Sono stati spesi fior di milioni in cemento armato per alzare ben quattro palificate. Oggi mi tocca ribadire, ancora una volta, le stesse cose”. (Fonte ilquaderno.it)

APPELLO PER FERMARE LA RICERCA E L’EVENTUALE SFRUTTAMENTO DI IDROCARBURI NELLA PROVINCIA DI BENEVENTO

Egregi Signori,

Vi trasmettiamo di seguito l’appello redatto dal prof. Cicchella,ricercatore e docente di Geochimica all’Università del Sannio e Associate Editor della rivista scientifica internazionale “Journal of Geochemical Exploration”, e adottato dal Coordinamento NoTriv Sannio, per fermare la ricerca e l’eventuale sfruttamento di idrocarburi nella regione Sannita, e segnatamente nei territori da Voi amministrati.

Ci pare addirittura superfluo sottolineare i rischi che i progetti di trivellazione comportano per le nostre comunità. D’altronde, vediamo tutti come le nostre zone debbano ormai da tempo fronteggiare un attacco ai territori, mirato a trasformare le regioni interne della Campania in mere aree di servizio per la fascia metropolitana costiera. Pensiamo che il Sannio meriti invece ben altro destino, e che la sola via praticabile per assicurare al nostro territorio ed alle nostre comunità un modello economico sostenibile ed armonioso sia quello del rispetto, della tutela e della valorizzazione ambientale, con lo sviluppo dell’agrozootecnia di eccellenza, del turismo, del settore culturale.

Perciò vi chiediamo di aderire al nostro appello, di sottoscriverlo (comunicandolo al nostro indirizzo elettronico: notrivsannio@gmail.com ) e di aiutarci a diffonderlo nella misura più capillare possibile presso le popolazioni che rappresentate.

Cordiali Saluti,

(per il Coordinamento NoTriv Sannio)

Nicola Colangelo

tel: 339 64 94 034

0824 92 07 83

APPELLO PER FERMARE LA RICERCA E L’EVENTUALE SFRUTTAMENTO DI IDROCARBURI NELLA PROVINCIA DI BENEVENTO

Noi cittadini, amministratori, membri di associazioni e di organizzazioni professionali della Provincia di Benevento, coscienti delle minacce che gravano sull’ecosistema locale e sulle economie che da esso dipendono, firmiamo questo appello a testimonianza del Nostro impegno contro le indagini petrolifere e per chiedere al Ministro dell’Ambiente di proteggere in modo efficace il nostro territorio.

Considerato

  • che il territorio sannita presenta, come testimoniato da diversi studi scientifici,  aree ancora incontaminate, rispetto al resto del nostro Paese

  • l’assenza di misure efficaci che permettano di proteggere dalla contaminazione aria, suoli, acque superficiali e sotterranee e di tutelare quindi dalle minacce delle perforazioni risorse che sono strategiche per le comunità locali;

  • che le comunità locali hanno necessità di un modello economico ecosostenibile e che i settori sui quali si vuole puntare sono: agricoltura di qualità, zootecnia, turismo, energia rinnovabile;

  • che la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi rappresenta un grave rischio per l’ecosistema e per le economie che da esso dipendono, come ampiamente dimostrato in diversi studi scientifici in varie parti del Mondo dove estrazione, utilizzo e trasporto di petrolio hanno gravemente compromesso attività agricole, turismo, biodiversità e non ultimo la salute della popolazione residente;

  • il rapporto costi/benefici che fa pendere la bilancia solo ed esclusivamente dalla parte dei costi per le comunità locali e che gli unici benefici sono solo di natura economica e ad esclusivo vantaggio delle compagnie petrolifere (la stessa Regione Campania non incasserà nulla come già accaduto e ancora accade in altre Regioni italiane).

Chiediamo

che il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio si impegni ad agire in maniera rapida, coraggiosa, intelligente ed incisiva per il blocco immediato di ogni processo di autorizzazione per progetti di ricerca e perforazione.

Vogliamo,

nei nostri territori, che le attività economiche debbano servire l’interesse generale, il bene comune o bene pubblico come è normale che sia in un Paese moderno e democratico e che non si sostenga un modello economico obsoleto e retrogrado.

NO TRIV SANNIO: 1 febbraio ore 18, 30 incontro presso Salone Parrocchiale di Sant’Arcangelo Trimonte

Si Avvisano i cittadini tutti che giorno 1. feb. c.a. alle ore 18,30 presso il Salone Parrocchiale di Sant’Arcangelo Trimonte Sarà proiettato un video testimonianza
Rita D’Ottavio (Basilicata)

E NO PETROLIO IN ALTAIRPINIA

Convegno del 22.12.2012 a Gesualdo (Avellino)

no trivelle sannio-codisam

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“Tumori in Campania, non è colpa dei rifiuti” intervento shock del ministro Balduzzi. Gli attivisti antidiscarica urlano vergogna!

Il ministro della salute, Renato Balduzzi, interviene a una conferenza stampa ad Aversa, in provincia di Caserta, per presentare un nuovo studio sulla mortalità per tumore in Campania. Dati drammaticamente in aumento rispetto la media nazionale, ma l’analisi non collega l’incidenza delle neoplasie alla presenza di sversamenti di rifiuti tossici. Sarebbero l’obesità e il cattivo stile di vita dei campani, in particolare in provincia di Napoli e Caserta, a causare l’incremento delle patologie. Protestano i Medici per l’Ambiente, secondo cui i dati sono falsati: “Si basano sullo studio Sebiorec, che analizza soltanto 86 campioni di latte materno… non rappresentativi del totale dei campani” urla il dott. Antonio Marfella dei Medici per l’Ambiente. Obesità e cattva sanità, ovvero centinaia di strutture sanitri, secondo quando rivelato dal Ministro, non fornirebbero un’adeguata cura ai propri pazienti. “Non può essere dimostrato il nesso causale tra la presenza di sversamenti di rifiuti e l’incremento delle patologie tumorali” afferma il ministro sullo dtudio. Le risultantze fanno infuriare gli ambientalisti, radunati sotto al Comune di Aversa per protestare, che inseguono il ministro urlandogli “Vergogna”.

Vedi il video “Tumori in Campania, non è colpa dei rifiuti” e gli attivisti inseguono il ministro Balduzzi

Campagna di sensibilizzazione promossa dal Codisam riduzione rifiuti organici: dibattito 17 dicembre a Paduli

Continua la campagna di sensibilizzazione promossa dal Codisam (comitato salute ambiente ) di Sant’Arcangelo Trimonte, questa volta in collaborazione con l’amministrazione comunale di Paduli, l’altra comunità che sulla propria pelle ha subito le conseguenze dell’emergenza rifiuti in Campania, con una iniziativa volta a rendere edotta la popolazione sulla pratica del compostaggio domestico.

A distanza di un mese dalla settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, il Codisam ha organizzato un incontro sul compostaggio domestico, al quale interverranno esperti del settore e rappresentanti provinciali; il dibattito si svolgerà a Paduli, lunedì 17 dicembre, presso il centro sociale di via Ariella, alle ore 18.

L’obiettivo è quello di diffondere tra i cittadini la pratica del compostaggio, che permette di ridurre la produzione della frazione organica dei rifiuti, ma anche di risparmiare sulla bolletta della Tarsu. La delibera di Giunta della Regione Campania n.384/2012 ha previsto infatti che “la quota di rifiuti derivante da attività di auto compostaggio venga ricompresa nel conteggio dei rifiuti raccolti in modo differenziato da ciascun comune, nella quantità di 0,250 kg/giorno per ogni cittadino, a patto che questi sottoscriva una convenzione con il comune che aderisca a tale pratica “.

Ad oggi la Regione Campania ha assegnato alla Provincia di Benevento 413.300 euro per incentivare i Comuni all’elaborazione di strumenti per la riduzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata.

I responsabili del Codisam, con questi incontri vogliono lanciare in primis, un appello alle amministrazioni comunali sannite ad essere lungimiranti e propositive nel presentare progetti validi ed elaborati che mirino alla riduzione dei rifiuti.

Le due normative della giunta della Regione Campania n.758 del 29/12/2011 ( risorse per la riduzione della produzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata ) e la n.384 del 31/07/2012 (metodo per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani) al centro del dibattito di lunedì rappresentano di sicuro una novità e una grande opportunità che le amministrazioni locali non possono ignorare, allo stesso modo i comitati, le associazioni e le altre istituzioni sannite hanno il dovere di promuovere iniziative originali su ogni territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini ad una nuova “cultura” nel modo di gestire e produrre rifiuti, solo in questo modo possiamo sperare di risolvere un giorno il problema dell’emergenza in Campania.

Ognuna di queste entità deve sentirsi responsabile di ciò che è successo in Regione Campania negli ultimi 18 anni, per questo il Codisam ritiene che non sia più possibile delegare, spetta a tutti fare la propria parte in modo specifico.

C’è una sola domanda che resta insoluta e senza una risposta adeguata, il Codisam si chiede “come mai nessuno fino ad ora ha sentito il bisogno e l’urgenza di divulgare i chiari propositi enunciati nelle due ordinanze, che sono indubbiamente di fondamentale importanza”.

Al dibattito interverranno Michele Feleppa, sindaco di Paduli, Nicola Colangelo, presidente del Codisam. Alfonso Melillo, esperto gestione rifiuti, Francesco Bevilacqua, esperto compostaggio domestico e attivista wwf del Sannio, e Giancarlo Pepe, coordinatore del tavolo tecnico rifiuti speciali della Provincia di Benevento.

Nel corso dell’incontro saranno illustrate anche le pratiche del compost e dei sistemi di compostiere da utilizzare in base alle proprie esigenze.

Il Codisam e l’amministrazione comunale di Paduli invitano tutti i cittadini a prendere parte all’incontro.

Sant’Arcangelo Trimonte 14 dicembre 2012

Il CO.DI.S.AM.

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