Il Corriere della Sera scopre la verità sulla “discarica modello” di S. Arcangelo Trimonte nel beneventano ( a cura di Franco Ortolani)

Il Corriere della Sera scopre la verità sulla “discarica modello” di S. Arcangelo Trimonte nel beneventano

A proposio della discarica di Sant’arcangelo Trimontre (BN) creatura di
Bertolaso.

Il Corriere della Sera del 2 aprile 2012 ha attirato l’attenzione su una delle discariche, che era spacciata come discarica modello da Bertolaso e dal suo staff, realizzata in maniera molto originale (progetto esecutivo della AD ACTA PROJECTS e SGI Studio Geotecnico Italiano) e con il solo scopo di spendere più denaro pubblico possibile in una zona franosa. Si tratta della discarica di  Sant’Arcangelo Trimonte imposta con il famigerato e criminogeno DL 90/08 per chiudere definitivamente lo scandalo rifiuti in Campania che invece è tutt’ora vigente nonostante il fiume di denaro pubblico speso bipartisanamente nel periodo d’oro che va dal 2008 al 2009. Il sito di S. Arcangelo Trimonte è stata un’invenzione concordata, pochi giorni prima dell’emanazione del citato DL, con l’allora presidente della provincia di Benevento. Il guaio era che il sito è in gran parte franoso per cui la realizzazione dell’impianto avrebbe comportato spese enormi per i vari tentativi di consolidamento e un incremento del pericolo di inquinamento di buona parte dei corsi d’acqua del bacino  idrografico del Volturno beneventano. Con violenza è stata imposta la soluzione che, in condizioni democratiche normali, avrebbe fatto sbattere in galera i promotori se non ci fosse stata la blindatura multi istituzionale e la negazione della prassi democratica che caratterizzò quei due anni. E nessuno dei mass media che contano diceva qualcosa! Nell’articolo pubblicato sulla prestigiosa testata si descrivono le varie irregolarità attuate per la realizzazione di un nuovo giacimento geologico di rifiuti inquinanti che continuerà a rappresentare una Spada di Damocle sull’ambiente e sulla salute  dei cittadini. E non si dica: “e i cittadini dov’erano?” A nulla sono valse le  ripetute e documentate denunce fatte da vari tecnici indipendenti, dall’associazione dei cittadini CODISAM e dallo scrivente. Dopo circa 3 anni il “delitto ambientale” è stato compiuto! I soldi pubblici sono stati spesi, le imprese hanno guadagnato lautamente, i collaudi saranno stati eseguiti (chissà come), i progettisti (sempre gli stessi) e i direttori dei lavori avranno guadagnato fior di soldi per… incrementare il pericolo ambientale. I soldi spesi impropriamente e parassitariamente sono stati sottratti ad altri interventi che sarebbero stati di importanza strategica per una adeguata infrastrutturazione del ciclo dei rifiuti. Ora agli italiani non resta che stupirsi.
Ma come mai gli italiani non lo hanno saputo prima, nei giorni in cui veniva motivatamente denunciata la manovra criminogena? Semplicissimo! La stragrande maggioranza dei mass media che contano non faceva trapelare le notizie scomode alla operazione deviata per non danneggiare le lobby che in gran parte sono anche proprietarie dei vari mass media! Ne consegue che agli italiani venivano diffuse le veline magnanimamente distribuite dallo staff, civile e militare, di Bertolaso che magnificavano l’intervento come una discarica modello.
Come nel Medio Evo. Le notizie che i Signorotti volevano fare conoscere le facevano diffondere dai loro banditori.
Subito dopo l’emanazione del DL 90/80 evidenziai, nel silenzio generale da parte di tutti gli atenei e degli ordini professionali, che il sito della discarica di S. Arcangelo Trimonte era ubicato in gran parte in area a rischio idrogeologico per frane secondo la competente Autorità di Bacino. Per agevolare i lavori di preparazione con reali garanzia di tutela ambientale, il DL 90/08 avrebbe dovuto modificare di poche decine di metri l’ubicazione delle vasche ricadenti lungo il pendio instabile proponendo la loro realizzazione sull’adiacente altopiano argilloso geomorfologicamente stabile. E’ stato inutile evidenziare che i poteri “straordinari” devono essere usati in maniera straordinariamente positiva da persone che sappiano governare le situazioni emergenziali con professionalità, prontezza, trasparenza, con i contributi della scienza, della tecnica e sempre ispirati al buon senso. Solo con l’autorità e l’improvvisazione non si esce indenni da situazioni di emergenza. Si corre sempre più il rischio che per togliere i rifiuti dalle strade si distruggano anche le risorse ambientali con gravi e irreversibili minacce all’assetto socio-economico basato sulle risorse naturali (acqua e suolo).
Ripetutamente è stato detto chiaramente che il DL 90/2008 (e la legge che ne è derivata) non portava a risolvere lo scandalo rifiuti pacificamente nel rispetto dell’ambiente, delle risorse naturali e della salute di tutti i cittadini e che avrebbe condotto inevitabilmente allo scontro sociale e alla inosservanza delle risorse ambientali di importanza strategica per l’assetto socio-economico della Campania. L’operazione deviata emergenza-scandalo rifiuti palesemente programmata e attuata con la protezione dei rappresentanti delle pubbliche istituzioni per fare in modo che la lobbycrazia continuasse a fare danni e a fare affari!
Purtroppo, così è stato!
Bene! Finalmente qualcosa si è incrinato…momentaneamente? Si tratta di una lotta tra “Signorotti”! E uno squarcio di verità scomoda viene fatta esplodere.
Ai cittadini interessa che non si possano più creare momenti di negazione dei diritti democratici. Che il denaro pubblico venga investito in maniera trasparente per risolvere nel migliore dei modi i vari problemi, per tutelare e valorizzare le risorse ambientali e naturali di importanza strategica, per garantire il diritto alla salute ai cittadini di oggi e di domani! Già che ci siamo, la prestigiosa testata giornalistica vuole continuare a scoprire gli altarini di cui è disseminata l’operazione deviata emergenza-scandalo rifiuti?
Tanto per cominciare venga ad Acerra, a Chiaiano, a Terzigno e poi… Ma, come ha fatto a S. Arcangelo Trimonte, non parli solo con i mercenari delle lobby per ricostruire la triste e cara verità. E probabilmente si comincerà ad avere speranza in un futuro…più pulito!
Franco Ortolani Ordinario di Geologia, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio
Università di Napoli Federico II 5 aprile 2012

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