Discariche sul Vesuvio: pericolo per la salute – facciamo informazione

Il Vesuvio è un vulcano verde. Lava e detriti hanno nutrito i suoi versanti e fatto nascere coltivazioni pregiatissime.

Non esiste al mondo un posto meno adatto per la costruzione di una discarica: zona protetta dall’Unesco, il Parco Nazionale del Vesuvio è considerato patrimonio dell’umanità per le sue caratteristiche uniche.

La presenza decennale delle discariche gestite dalla camorra nelle cave di imprenditori conniventi che hanno sventrato il Vesuvio di roccia lavica per riempirlo di rifiuti pericolosi è diventata affare di Stato. Il Governo Berlusconi, con il DECRETO-LEGGE del 23 maggio 2008, n. 90 (convertito in Legge 14 luglio 2008, n. 123), ha derogato a tutte le norme di tutela ambientale e della salute umana, permettendo che in una riserva naturale dall’ecosistema delicato venissero scaricati rifiuti solidi urbani indifferenziati, tra cui gran parte dei materiali che fino ad allora erano stati considerati “rifiuti speciali” e la cui neutralizzazione era un processo lungo e delicato.

A due anni di distanza ne paghiamo le conseguenze: la discarica S.A.R.I. 2 appesta l’aria di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase di miasmi fetidi, che causano enormi disagi per la popolazione.

Ma la cosa più inquietante è quello che sta capitando alle colture del Vesuvio. La presenza di stormi di migliaia di gabbiani sta devastando l’ecosistema faunistico della zona.

Il percolato della discarica potrebbe non essere trattato correttamente, tanto è vero che viene asperso dai tubi per la fuga dei gas su tutta la superficie della discarica.

Gli alberi da frutta dei campi limitrofi alla S.A.R.I. stanno restituendo frutta deforme perché probabilmente contaminata.

Dobbiamo fare informazione, contro il silenzio dei media che non parlano delle proteste della popolazione e dei rischi per la salute e l’ambiente.
Non possiamo più sperare che la protesta fermi l’azione di un Governo sempre più decisionista in senso militare. L’esercito presidia le discariche e la polizia reprime a manganellate le contestazioni.

Dobbiamo documentare e far sapere alla popolazione cosa accade.
1) Dobbiamo scoprire cosa contiene la frutta deforme che nasce dal Vesuvio;
2) Dobbiamo scoprire se questa frutta finisce sulle nostre tavole;
3) Dobbiamo conoscere i danni che la discarica sta portando all’habitat del Parco Nazionale del Vesuvio;
4) Dobbiamo scoprire se il percolato fuoriesce dall’invaso della discarica e contamina le falde acquifere, finendo direttamente nei rubinetti dei cittadini di tutta Napoli;
5) Dobbiamo documentare i pericoli per la salute umana;
6) Dobbiamo documentare come la Camorra ha sversato, ed ancora continua a sversare, illegalmente rifiuti tossici in zone che andrebbero bonificate e che sono del tutto inadatte ad ospitare nuove discariche

Tre notizie sulle discariche del Vesuvio:

– Francesco Servino, studente e documentarista, denunciato per aver effettuato riprese della discarica. La repressione militare non ci vuole far vedere cosa accade all’interno della S.A.R.I… perché? http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/28/reportage-sulla-discarica-vesuviana-vietato-per-legge/32841/

– Ecco come si è evoluta la discarica S.A.R.I. – dal blog di Francesco Micillo: http://francescomicillo.wordpress.com/2010/07/13/osservatorio-discarica-di-terzigno-parte-i/

– Frutta deforme: un servizio di Alessio Viscardi sugli effetti della discarica sulle coltivazioni della zona: http://www.lamiastrada.tv/default.html?MID=17

Fonte:http://www.facebook.com/group.php?gid=134055856633583&ref=mf

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