SUDDITI O CITTADINI?

          SUDDITI O CITTADINI   

                      

Un aggettivo per caratterizzare la politica nel paese di Sant’Arcangelo Trimonte? Immobilità. Dai tempi degli antichi feudatari, che tiranneggiavano su Montemalo, nulla sembra essere cambiato nella gestione della cosa pubblica.

 

A Sant’ Arcangelo i sudditi sono rimasti tali, il loro status non si è mai evoluto in quello di cittadini. I loro diritti sono stati sempre presentati come privilegi, concessioni clientelari dall’alto. La loro partecipazione alla vita della comunità è stata sempre ostacolata e limitata al massimo.

Il suddito montemalese non deve sapere, non deve capire, né osare contraddire l’autorità, ma deve giacere nella sua posizione subordinata, malgrado, ricordiamolo, la nostra Costituzione, consegna formalmente la sovranità al popolo.

Qui viene annientato uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia: quello della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica. Ad Atene si sosteneva che  “Un uomo che non si interessa allo Stato non è innocuo, ma inutile”.

 

La strategia del “Divide et Impera” ha, nei secoli e tutt’oggi, trovato un terreno fertile a Sant’Arcangelo. I vari amministratori, o feudatari che dir si voglia, hanno sempre  gestito  un territorio e una popolazione, dividendo e frammentando il potere di eventuali opposizioni e impedendo lo sviluppo di una collettività, in cui potessero esserci comunione e condivisione. Si divide e si rendono impossibili aggregazioni collettive, che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Tutti devono restare chiusi nelle loro case, estraniarsi dalla partecipazione civile e  guardare la vita che scorre solo da dietro le tende.

Altra arma per sottomettere il popolo è il concedere aiuti e favori. In realtà il più delle volte si tratta di diritti garantiti ai cittadini dalla legge, non privilegi concessi dalla magnanimità dell’amministrazione. Ad esempio l’asfalto di una strada o l’illuminazione pubblica. Ricordiamo che paghiamo le tasse anche per ricevere questi servizi. Ci spettano di diritto. Ma nella logica del potere accentrato e per ribadire lo staus di inferiorità del suddito, vengono fatte apparire come gentili concessioni. Così come i feudatari imponevano il loro potere assoluto sui sudditi, che si prostravano  per ottenere favori, allo stesso modo, oggi, a Sant’arcangelo, i cittadini, nonostante i loro diritti siano  garantiti dalla legge, devono ancora ricorrere alle suppliche per avere qualcosa che in realtà è già loro.

In questa logica politica anche il diritto del cittadino ad essere informato sull’agire e sulle decisioni prese dall’amministrazione, viene meno. Basti pensare alle varie discariche: comparse dal giorno alla notte, senza che la popolazione sapesse nulla o fosse stata informata. La sua opinione o la sua volontà non contano. Chi ha il potere, a Sant’ Arcangelo, decide autonomamente della vita e della morte dei sudditi.

Prova ne sia che ancora, malgrado la conoscenza del pericolo per la salute degli sversatoi, ancora non sono state attuate le misure idonee per tutelare la salute dei cittadini, come centraline di controllo di elementi cancerogeni presenti nell’aria, e non è stato favorito il coinvolgimento di strutture come l’ASL o l’ARPAC. Tutto sembra essere diretto verso una gestione autarchica della cosa pubblica e una molto approssimativa tutela della salute.

Ma per l’Unione europea e per il legislatore italiano non siamo più ai tempi del Malo. La legge italiana obbliga le pubbliche amministrazioni a garantire il diritto alla trasparenza, all’accesso ai documenti e all’informazioni da parte dei cittadini. Non dimentichiamo l’importante CARTA DI AALBORG, che sancisce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le città si impegnano a rispettare le raccomandazioni dell’Agenda 21 e di svilupparle a livello locale in collaborazione con tutti i settori delle rispettive collettività: cittadini, attività economiche, gruppi di interesse. In modo tale che tutti i cittadini e gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizione di partecipare al processo decisionale locale.

Ma sempre più spesso, nel nostro paese, questi diritti sono ostacolati o negati.

 

Questa è la realtà politica che insiste a Sant’Arcangelo Trimonte. E il business discarica non è altro che il frutto di questo potere accentrato che ha esautorato i cittadini della loro sovranità sul territorio, rilegandoli alla passiva posizione di sudditi, costretti ad accettare in silenzio le decisioni di chi amministra. Soggiogati dai vincoli dei favoritismi e delle suppliche anche quando tali decisioni recano danno alla loro vita e a quella dei loro figli, azzerano i frutti dei sacrifici affrontati da intere generazioni, barattando la serenità della loro vita e la dignità con futili cose.

 

Contro questo modo distorto di fare politica e di concepire la cosa pubblica, Il CODISAM. sono 15 mesi che si sta facendo promotore di idee diverse e nuovi modi di concepire la partecipazione popolare, attraverso la comunione, condivisione e corresponsabilità. Perché il CODISAM vuole che la popolazione torni ad appropriarsi del suo diritto ad essere cittadini, non più solo sudditi.


Vogliamo ancora una volta ribadire agli amministratori ed ai cittadini meno attenti che la salute non si baratta con niente, e noi nonostante siamo considerati sudditi e no cittadini saremo sempre vigili ed attenti malgrado tutta la zavorra che ci circonda. Ormai i cittadini  hanno deciso di riappropriarsi del proprio diritto di cittadinanza con tutti i diritti e doveri nel rispetto delle regole, ma non tolleriamo più chi amministra la cosa pubblica come fosse privata, dimenticando che si sono loro stesso proposti per lavorare,non gratuitamente, per la collettività con cui debbono collaborare ed a cui debbono costantemente, rispettosamente e con trasparenza rendicontare.

 

Il CODISAM e l’associazione TERRE E LIBERTA’ continueranno a creare stimoli affinché i cittadini tutti alzino la testa dal cuscino per fare in modo che la posizione di SUDDITI diventi quella di protagonista di se stesso nella collettività Sant’Arcangiolese con l’intendo di fare gruppo con la cultura dell’insieme affinchè si creino le condizioni per la moralizzazione della politica intesa come POLIS, e per evitare che non ci sia più nessuna , che ci possa far perdere la speranza di lottare, la speranza di stare insieme, la speranza di un futuro migliore; il tutto anche per sopperire ai concetti di cristianità che permangono nel popolo di Sant’ Arcangelo Trimonte .

 

 

      E’ la dignità che distingue il suddito dal cittadino.

 

 CO.DI.S.AM                                

Comitato difesa salute e ambiente                                                             

Sant’Arcangelo Trimonte

e-mail codisam@libero.it                                

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