APPELLO PER UN’ASSEMBLEA GENERALE ALLE COMUNITÀ CAMPANE CHE RESISTONO AL PIANO RIFIUTI : SABATO 15 NOVEMBRE ore 10 sala “GEMITO” di fronte al Museo Nazionale (Napoli)

APPELLO PER UN’ASSEMBLEA GENERALE ALLE COMUNITÀ CAMPANE CHE RESISTONO AL PIANO RIFIUTI  
SABATO 15 NOVEMBRE    ore 10  sala “GEMITO”  di fronte al Museo Nazionale  (Napoli)
 
 
Alle comunità campane che resistono al piano rifiuti Alle reti in difesa della salute, dell’ambiente e del territorio A tutti coloro che si mobilitano contro discariche ed inceneritori    In questi anni la nostra regione é stata vittima di un sistema scellerato di potere che usando ad arte l’emergenza rifiuti ha avvelenato la salute pubblica e l’ambiente, per favorire l’accumulazione di ingenti profitti privati. Un meccanismo perverso governato da politici nazionali e locali corrotti, in combutta con le organizzazioni criminali e le grandi lobbies industriali. Uno scenario noto a tutti che ha distrutto l’immagine della Campania e le nostre terre,  devastando territori prima di allora legati alla produzione agricola di qualità, al turismo, allo sviluppo sostenibile.

L’Irpinia, il Sannio, il Cilento, la Piana del Sele, Terra di Lavoro, il Giuglianese, ma anche quartieri interi a Nord e ad Est della città di Napoli, sono diventati prima pattumiere per rifiuti tossici/nocivi provenienti dal ciclo industriale del nord  e poi siti per la costruzione di discariche ed inceneritori, luoghi di morte e distruzione. L’opposizione che le comunità della Campania hanno manifestato   in questi anni , ha rappresentato la parte migliore e sana di questa regione i cui amministratori sono i responsabili del disastro ambientale in atto. Prodi, a Governo già caduto, ha provveduto con decreto a riclassificare le ecoballe di tal quale illecitamente accumulate dalla FIBE in modo da riammetterle all’incenerimento ed al finanziamento pubblico attraverso i CIP 6, violando ulteriormente le stesse prescrizioni europee.  Il governo Berlusconi dal canto suo, con la piena collaborazione del PD, partito cosiddetto democratico, ha esteso i CIP 6 a  tutti gli inceneritori campani ed  applicato una ricetta da shock economy con il decreto del maggio 2008 trasformato poi in legge. Aumento delle discariche, aumento degli inceneritori, la legalizzazione sostanziale dello sversamento dei rifiuti speciali in discariche di rifiuti solidi urbani. Il tutto garantito da un supercommissariato fornito di poteri speciali per derogare alle norme ordinarie in tema di salute, ambiente e sicurezza sul lavoro, l’uso di leggi d’emergenza per mettere il bavaglio alla magistratura, il raddoppio delle pene per chi si oppone alla devastazione del territorio e la militarizzazione dei siti parificati ad aree militari di interesse strategico.

 

Le nostre comunità, i nostri presidi, i nostri comitati hanno avviato da tempo un processo di formazione ed informazione sulle alternative ecocompatibili e pulite in tema di gestione dei rifiuti. Abbiamo deciso di caratterizzare la nostra battaglia a difesa della salute e dell’ambiente come lotta per “rifiuti zero”, ovvero contro  la logica delle discariche e degli inceneritori che avvelenano la terra e la salute dei cittadini. Proponiamo la raccolta differenziata “porta a porta” , il compostaggio, gli impianti di trattamento a freddo, il riciclo e la riduzione a monte dei rifiuti come avviene in tanti paesi d’Europa e del mondo che hanno adottato un piano di gestione dei rifiuti virtuoso, capace di salvaguardare la salute e creare nuova occupazione.La nostra lotta é innanzitutto una lotta per difendere la salute, i nostri territori, le loro prospettive di sviluppo; una lotta contro gli interessi di speculatori e politici che lucrano sulle discariche e sulla costruzione/gestione di inceneritori. La controparte, il governo, il commissariato straordinario, la Regione Campania, il comune di Napoli e degli altri capoluoghi, hanno sempre provato a mettere le nostre comunità le une contro le altre, bollando le resistenze locali come egoistiche o criminalizzandole.  Le piccole comunità delle province contro Napoli, le lotte antidiscarica contro quelle No INC, alimentando una guerra tra avvelenati  e permettere alla lobby inceneritorista di distruggere definitivamente i nostri territori.Ma le lotte di tutte le comunità contro il piano rifiuti sono patrimonio di ogni comunità resistente. Liddove vogliono costruire una discarica o un inceneritore deve agire la solidarietà tra tutti quelli che lottano contro il piano rifiuti. Pensiamo che oggi più che mai sia necessario unire le resistenze, le ribellioni di tutta la Campania contro questo criminale piano rifiuti e per la bonifica del territorio. É necessario dare vita al mutuo soccorso tra le comunità in lotta per  rafforzare le lotte sui rispettivi  territori, lanciare una campagna comune per un nuovo piano senza discariche ed inceneritori, fondato sulla raccolta differenziata “porta a porta” finalizzata al riciclo ed al recupero di materia, sulla riduzione a monte e sul trattamento a freddo dei rifiuti. Per questo vogliamo costruire un meeting di tutte le comunità, i comitati, i presidi permanenti in lotta in cui confrontarsi e decidere su come proseguire insieme la battaglia in difesa delle nostre vite, al di là e al di fuori di inutili forum istituzionali e falsi meccanismi di partecipazione. Una sorta di Stati Generali delle Comunità Resistenti della Campania per lanciare unitariamente una grande mobilitazione. Un appello questo che rivolgiamo a tutti coloro che considerano la  salute, l’ambiente e la democrazia beni invendibili, che rifiutano qualsiasi compromesso e  la squallida politica delle compensazioni. Un appello a costruire l’unità delle lotte a difesa dei beni comuni, contro la devastazione ambientale e per un piano verso “rifiuti zero” sotto il controllo popolare. Solo così siamo convinti che sia possibile vincere per noi e per le generazioni future.  Presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la discarica Coordinamento dei comitati dell’Altopiano del Formicoso, Presidio Permanente di Taverna del Re (Giugliano), Comitato Salute/Ambiente Napoli Est, Coordinamento Comitati contro l’incenerimento (Ponticelli) , Rete Campana Salute e Ambiente 
 Per aderire all’appello : 
 statigenerali@chiaianodiscarica.it  -retecampanasaluteambiente@noglobal.org    www.rifiutizerocampania.org – www.chiaianodiscarica.it

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One thought on “APPELLO PER UN’ASSEMBLEA GENERALE ALLE COMUNITÀ CAMPANE CHE RESISTONO AL PIANO RIFIUTI : SABATO 15 NOVEMBRE ore 10 sala “GEMITO” di fronte al Museo Nazionale (Napoli)

  1. Comitati Civici di Guardia Sanframondi e San Salvatore Telesino contro la costruzione di un Termovalorizzatore/Inceneritore a San Salvatore Telesino
    Forum Provinciale Rifiuti a BN: Aceto straccia la convenzione di Aarhus
    10 Novembre 2008
    La sera del 4 novembre a Benevento è stata organizzata l’assemblea del Forum Provinciale Rifiuti.
    Il Forum è stato inizialmente voluto dall’assessore Ganapini che ha chiamato a Napoli, come Coordinatore, Guido Viale. Lo scopo del Forum è di promuovere la partecipazione della “società civile” ( chi sarà mai?), delle istanze di base, come associazioni, comitati e ordini professionali,e delle rappresentanze istituzionali al processo di riappropriazione della gestione dei rifiuti da parte degli organismi a cui esso compete, ma il Forum è e intende essere un organismo indipendente. Il Forum è una struttura di carattere consultivo. Allorquando gli organismi che partecipano al Forum non raggiungono, come prevedibile, posizioni comuni, allora il Forum funziona come sede di chiarificazione e di confronto delle reciproche posizioni che potranno venir presentate all’opinione pubblica depurate da equivoci ed incomprensioni. Tutto ciò secondo i principi della Convenzione di Aarhus. Questa la descrizione del Forum da parte di Viale. http://forumcampania.net/?page_id=200
    A Benevento il Forum si è rivelato solo come una emanazione delle istituzioni e di un coordinatore autoritario e arrogante.
    La sera del 4 novembre a Benevento ci sono stati molti equivoci sia sulla convocazione sia sulle Linee Guida. Le linee programmatiche che Ganapini ha presentato in Regione e che sta presentando nelle Province campane sostanzialmente non si distaccano né dalla Legge 123 (Berlusconi) né dal vecchio Piano Pansa ( Prodi). Se non accettavamo il vecchio Piano perché dovremmo accettare questo?
    Per Legge dovremo accettarle, intanto siamo liberi di esprimere opinioni e inviare osservazioni: chi più di un Assessore all’ambiente dovrebbe scatenarsi contro delle linee programmatiche che prevedono INCENERITORI, DISCARICHE, CEMENTIFICI abilitati a bruciare ECOBALLE, ed approntate su dati assolutamente sbagliati per le diverse province? Ricordate l’Architetto Visalli? Pare sia opera sua.
    A Benevento abbiamo fatto notare all’Assessore Aceto che avremmo voluto sentire la sua opinione su queste Linee Guida. Una volta, tanto tempo fa, lui si sarebbe schierato dalla parte dei comitati, cioè contro questa programmazione; adesso preferisce nascondersi dietro i Decreti che gli impediscono di fare il Suo lavoro. Ma, per ora sono solo ipotesi: chi gli vieta di dire la Sua opinione? Se non può fare il suo lavoro allora ha sbagliato poltrona.
    Perché l’Assessore all’Ambiente Aceto non dice nulla sul Piano Ganapini? Certo ad Andretta, Sa, Ganapini era accompagnato dal Consigliere Regionale Gabriele (PRC) che non solo si è dichiarato favorevole alle Linee Guida ma continua anche a stare dalla parte di Bassolino, e non dice nulla nemmeno contro Berlusconi. Allora forse è il partito che ha deciso per lui.
    Anche se è uno che va alle manifestazioni anti-discarica e anti-Gelmini.
    Viale cerca di fare bene il suo lavoro: ottenere di fatto la partecipazione dei Comitati Civici e della società civile tutta a queste farse. Non vogliono certo che riaccada ciò che successe a Brescia : Infrazione Europea per mancata partecipazione dei cittadini alla decisione di ampliamento dell’Inceneritore.
    E noi dovremmo stare al gioco di questa sinistra che, colpevole di aver trascinato l’Italia in un nuovo Governo Berlusconi, ora si nasconde dietro alle infinite emergenze territoriali??? Quando, insieme a noi, diranno anche loro che questo governo fa schifo?
    L’assessore Aceto sembrava essere l’unico ad aver lavorato per un Forum a cui non ha mai partecipato e Guido Viale era molto arrabbiato per l’insubordinazione di certi comitati. Eppure alcuni comitati presenti il 4 novembre a Benevento hanno contatti con Viale da maggio, e sin da maggio gli hanno chiesto riunioni del Forum regionale a livello provinciale per discutere dei problemi specifici dei vari territori. Viale è venuto, invece, a Benevento come se non esistesse niente, a stimolare la partecipazione e la discussione delle Linee. Vorremmo ricordare a lui, ed all’Assessore, che forse si è dimenticato di riferirglielo, che i comitati provinciali avevano consegnato un Piano rifiuti alternativo alla Provincia di Benevento prima delle elezioni. E, come Viale si sarà scordato di riferirgli degli incontri con i Comitati beneventani in sede di Forum regionale, così l’Assessore si sarà dimenticato di informarlo che da maggio gli stessi comitati aspettano che la Provincia li convocasse per discutere del loro Piano.
    La partecipazione dei cittadini è un diritto che a Benevento finora è stato negato da chi ora si appropria di un’iniziativa di certo non sua e che niente ci lascia supporre voglia continuare.
    Per noi tutti il tema della provincializzazione dei rifiuti era la cosa più importante da discutere proprio per le vecchie-nuove Linee guida di questo Piano rifiuti presentato in Regione da Ganapini, L’assessore Aceto e Viale volevano che si parlasse solo delle Linee Guida ma, di fatto, non ne hanno parlato. Solo in qualche intervento è stato detto che esse sono
    “ accettabili” e che comunque non si distaccano dal vecchio piano rifiuti di Pansa. Un intervento in questo senso è stato fatto dal sindaco di Amorosi e Aceto ha assentito per tutto il tempo.
    A Benevento il Forum a cui abbiamo assistito noi è stato semplice diffusione e comunicazione di informazioni su decisioni calate dall’alto e quasi tutte già prese. Come succede ormai da mesi con gli enfatici comunicati stampa della Provincia che non sono altro che comunicazioni. Seguiti, tra l’altro, come nel caso del Forum, da altrettanto enfatici e ridicoli comunicati di sezione di partito: ” La Federazione provinciale di Benevento ringrazia l’Assessore Aceto per aver permesso alle associazioni, ai comitati, alle rappresentanze sindacali e alle amministrazioni di partecipare e confrontarsi sulla questione rifiuti e sulle tematiche legate all’ambiente ed allo sviluppo sostenibile del Sannio.”
    Incredibile che il comunicato di un partito sia “ incollato” a dei comunicati ufficiali della Provincia. Ridicolo davvero.
    Eravamo probabilmente in due luoghi diversi, noi dei comitati beneventani, numerosi componenti del Coordinamento regionale venuti da Napoli e quelli di Rifondazione. Abbiamo gridato fino alle 21 nel Museo del Sannio. Invece, loro serafici, ringraziano il Loro Assessore per averci concesso un po’ di democrazia! Splendido.
    Per quanto riguarda la nostra Provincia la verità è che qui come in Regione l’Emergenza rifiuti fa davvero comodo perché tutti si possono nascondere dietro di essa.
    Con la scusa dell’emergenza e del Commissariamento e della legge 123 l’Assessore Aceto e il Presidente Cimitile hanno rifiutato la responsabilità della gestione della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, scaricandola sul sindaco con la promessa del ristoro ( si parla di 75 milioni di euro): poco importa che vi arriveranno anche i rifiuti tossici e quelli speciali e che vi si muoia perché troppo intasata di mezzi e camion pieni di rifiuti. Poco importa che nulla è stato fatto per trovare i tanti piccoli ostacoli che ritardano, ostacolano, permettono insomma di determinare problemi a chi usa indiscriminatamente una discarica che continua a franare. L’Assessore è “ vigile”!
    Con la stessa scusa, l’Assessore e il Presidente non vogliono riprendersi il CDR di Casalduni .
    E’ gravissimo, per noi, che non venga in alcun modo preso in considerazione nelle linee programmatiche di Ganapini il fatto, importantissimo, che i sette impianti (ex CDR) possano essere recuperati quali impianti di selezione e recupero di materiale. Già in effetti lo sono: impianti di TMB, che, in media, svolgono un lavoro di recupero, fino ad una percentuale di materiale che va dal 70 all’80% dell’ indifferenziato in entrata.
    Ma l’Assessore e il Presidente non fiatano contro Ganapini, né contro Berlusconi o contro Bassolino, ma rifiutano la gestione del CDR di Casalduni. Sicuramente sarebbe una grossa responsabilità, ma potrebbe risolvere dei problemi e, insieme al sito di compostaggio di Molinara, avviare la provincializzazione dei rifiuti. Tra l’altro, su Molinara, su cui nella stessa sera sono state dette cose discordanti, ci piacerebbe saper dove sta la verità: è un impianto perfettamente funzionante, come dice Cocca, BN3, o è assolutamente inutilizzabile, come dicono Ganapini e gli altri? Aceto non si è pronunciato, ma alla Provincia si sono preoccupati di raccogliere notizie sicure? Su tutti i problemi presenti sul nostro territorio Viale e l’Assessore non hanno risposto, a riprova di quanto entrambi interessati al confronto e alla partecipazione.
    A Benevento e in Campania ci sembrava che stesse emergendo una imprenditoria locale interessata alla possibilità di gestire una industria virtuosa del riciclo capace di valorizzare tutta la filiera.
    Una filiera conveniente dal punto di vista economico per il rilancio dell’ industria locale. Al contrario, l’incenerimento è un affare solo per l’imprenditoria del nord e di quella straniera e, se si destineranno quote dei CDR ai cementifici locali, ci sarà un vantaggio economico solo per i pochi soliti noti.
    Anche quando il Presidente Cimitile fa le dovute pressioni alla regione per riaprire le cave di estrazione di Moccia e colleghi l’Assessore all’Ambiente non fiata: lui non si occupa di CAVE.
    Si parla di Piattaforma Logistica e Aceto resta muto, si parla di Depuratore obsoleto da costruire a Benevento ( altri comitati stanno combattendo contro amministratori muti e sordi) o di antenne che spuntano come funghi e lui resta sempre in silenzio e non risponde alle richieste di intervento : non risponde affatto. Ma un Assessore all’Ambiente di cosa si occupa?
    Cosi si protegge l’ambiente? Probabilmente la sua è una strategia che noi non comprendiamo. Saremmo felici di sbagliarci. Un giorno scoprirà le carte e capiremo di aver sbagliato noi. Al solito, i no non ottengono nulla ma se invece di 5 INCENERITORI ne accettiamo 3 è meglio. Questo modo di far politica lo conosciamo già.
    Per quanto riguarda la società civile ci è stato molto chiaro il concetto che essere consultati non significa partecipare direttamente.
    L’Assessore ha strappato la convenzione di Aarhus, lo aveva già fatto quando, lottando contro l’inceneritore di San Salvatore Telesino, preferiva incontrare i sindaci della Valle nelle case di amici perché nelle assemblee pubbliche dei comitati cattivi gli stessi sindaci non facevano una gran figura e si giocava al massacro.
    Adesso, anche lui per una poltrona, tace su argomenti che dovrebbero vederlo in prima fila con i comitati, le associazioni ambientaliste, i movimenti.
    A Benevento quindi il potere ha tante facce, Partito democratico, Rifondazione, PDL, UDC, ma sono tutti d’accordo.
    Ci fanno quasi rimpiangere Nardone.
    Il messaggio di solidarietà che Rifondazione Comunista tanto ama inviare nei momenti di crisi è solo carta straccia. Lo hanno dimostrato ampiamente il 4 novembre a Benevento, nel Museo del Sannio.
    I giornali e le televisioni locali, poi, sono dei complici assurdi in questo momento.
    Nulla di tutto questo è trapelato, i nostri comunicati sono ignorati contemporaneamente dal Sannio, Il Quaderno, Il Mattino, Epicentro BN, 82100, etc. : destra, sinistra, centro compatti per sostenere Cimitile e Aceto oltre che tutti gli altri. Non vi fa pensare ?

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