La morte di un giovane ragazzo può essere solo onorata

La morte di un giovane ragazzo può essere solo onorata.

 

 

La fiaccolata in memoria di Pasquale promossa dal CODISAM ha segnato un momento di aggregazione significativo e commovente. Centinaia di persone riunite in preghiera, con lo sguardo che andava sempre lì, a quella vasca, dove il giovane geometra ha trascorso gli ultimi attimi della sua vita. Un profondo sentimento di solidarietà univa quella folla, che con un gesto semplice e simbolico, dimostrava la propria vicinanza alla famiglia Russo.

 

Un gesto di pietà e umanità spontaneo, nato dalla coscienza che di fronte alla morte e alle sofferenze siamo tutti uguali e vulnerabili.

 

Malgrado le ipocrisie di qualcuno , non si è parlato di politica né è stato dato spazio alle critiche o a risentimenti. Non era certo la situazione adatta, né il luogo idoneo. C’è un momento per tutto nella vita: un momento per pregare e un momento per contestare. Almeno questa è stata sempre la filosofia del CODISAM. Ma, a quanto si apprende dai mezzi di informazione, nemmeno la morte di un giovane diciannovenne, è riuscita a incutere un po’ di pudore nella mente di qualche amministratore, di cui non se ne fa nome perché non degno neanche di essere citato; che, appresa la notizia della fiaccolata, ha prontamente gridato alla strumentalizzazione, incurante della tragedia avvenuta e della volontà della popolazione di unirsi in preghiera per sostenere i familiari di Pasquale. Considerare come uno strumento la morte di un ragazzo di 19 anni e il dolore di una famiglia, è di una villania e cinismo senza pari.

 

La loro affermazione non aveva nessuna base concreta, ma era dettata da una unica paura, del resto dichiarata pubblicamente anche nei giorni scorsi: la nascita di una protesta. Hanno cercato sempre di controllare le menti e l’agire dei loro sudditi, chiudendo la gente in casa e incutendo negli animi timori. Questi novelli feudatari guardano sempre con occhio circospetto ogni iniziativa che preveda l’unione e la comunione delle persone, pronti sempre a gridare al complotto e alla “strumentalizzazione”. Nemmeno le disgrazie riescono a mutare la loro mentalità e la loro politica del dividi et impera.

 

Su di una posizione diametralmente opposta, si è sempre posto il CODISAM, sin dalla sua fondazione, 15 mesi fa, quando esponeva tra i suoi principi promotori la “comunione, condivisione e corresponsabilità”.

Il Comitato è stato accusato di molte cose, sempre dalle stesse persone, sempre dagli stessi feudatari, ma essere tacciati di usare per fini personali una disgrazia simile è di una bassezza unica. Non solo perché il CODISAM ha sempre dichiarato pubblicamente di agire non per soddisfare ambizioni o tornaconti personali, ma per promuovere un sistema più giusto e democratico, per dare una speranza alle future generazioni e creare momenti di comunione civile, sempre più sentiti e necessari oggi a Sant’Arcangelo. Senza considerare poi, che l’iniziativa della fiaccolata in memoria del giovane geometra, ha trovato la spinta promotrice nelle mamme del nostro paese, perché solo una madre può comprendere il dolore per la perdita di un figlio. Un mazzo di fiori è stato deposto da loro sulla recinzione della discarica, non potendo, per la militarizzazione della zona, entrare e deporre i fiori nella vasca in cui Pasquale ha trovato la morte.

 

Molte persone sono intervenute alla fiaccolata per unirsi al dolore collettivo. I giovani che non si sono lasciati influenzare da false illazioni e provocazioni, si sono uniti in un momento di preghiera profondo e solidale. 

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno a chi ha permesso di onorare la memoria di Pasquale Russo: Carabinieri di Paduli, Laraba di Apice,  Questura di Benevento e a tutti gli agenti  presenti sul territorio.

 

I Comitati Regionali  e Provinciali dei rifiuti, Tramite il CODISAM, parte integrante degli stessi, esprimono tutta la loro  solidarietà per questo triste evento che ha colpito la Famiglia Russo.

 

Il CODISAM, incurante delle illazioni e falsità, non fermerà il suo cammino, perché nessuno può farci perdere la”speranza di lottare, la speranza di stare insieme, la speranza di un futuro migliore.”

 

 

                                                                            Addetto Stampa CO.DI.S.AM.

                                                                                                  Erika Farese

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