Tracce radioattive tra i rifiuti destinati Savignano Irpino

Sequestrati 40 quintali di materiale pericoloso: veniva da Foggia
a bordo di due tir per essere smaltito illecitamente in Campania

ROMA – Tracce radioattive sono state trovate in un carico di rifiuti che doveva essere portato nella discarica di Savignano Irpino. Il carico, ha reso noto un portavoce del sottosegretario Guido Bertolaso, è stato immediatamente isolato e portato in un altro sito per essere smaltito in appositi impianti. Si tratta di rifiuti di provenienza ospedaliera.

Il sottosegretario ha anche avviato una procedura per risalire ai responsabili del deposito illegale, presentando una denuncia all’autorità giudiziaria. Le tracce radioattive, sottolineano a Savignano Irpino, sono state rilevate “grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano presso la discarica, forze dell’ordine, vigili del fuoco ed esercito”.

Nel carico infatti sono stati trovati alcuni rifiuti di origine ospedaliera su cui sono state rilevate le tracce di una “lieve anomalia radioattiva”. “E’ bene evidente – proseguono dalla struttura di Bertolaso – che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani”.

In Campania sono stati inoltre sequestrati oggi dai carabinieri quaranta quintali di rifiuti pericolosi, destinati ai siti della Regione perché fossero smaltiti illecitamente. Il carico era trasportato da due tir provenienti dalla provincia di Foggia e diretti in Alta Irpinia.

Per sfuggire ai controlli i due conducenti, entrambi pregiudicati e residenti a Cerignola (Foggia), stavano transitando sulla dismessa statale dell’Ofantina, quando sono stati fermati a un posto di blocco. I due autisti non hanno voluto fornire spiegazioni sul carico: sono stati individuati materiale ferroso, batterie esaurite, profilati di eternit, scarti di rame.

Negli ultimi mesi, il comando provinciale dei carabinieri ha sequestrato circa 70 mila metri cubi di rifiuti pericolosi e ha denunciato 50 persone, molte delle quali con numerosi precedenti penali, originarie delle province di Caserta, Salerno e Napoli.

Fonte: Repubblica.it

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