Rifiuti, arresti domiciliari per il direttore del Cdr di Casalduni

Nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri del Noe


I responsabili degli sei impianti cdr attivi in Campania, dove la spazzatura avrebbe dovuto essere trasformata in ecoballé da bruciare poi nei termovalorizzatori, sono tra i destinatari delle misure restrittive eseguite oggi dai carabinieri del Noe. Il settimo cdr, quello di Tufino (Napoli), è da tempo sotto sequestro giudiziario per altre vicende. Le accuse per gli arrestati vanno dall’ associazione per delinquere al traffico illecito di rifiuti, fino alla truffa ai danni dello Stato. Agli arresti domiciliari sono finiti i responsabili dei cdr di Caivano (Napoli),Andrea Orazio Monaco;Giugliano (Napoli), Elpidio Angelino; Casalduni (Benevento), Silvio Astronomo; Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Pasquale Moschella; Pianodardine (Avellino),Alessandro Di Giacomo;Battipaglia (Salerno), Domenico Ruggiero. Provvedimento analogo è stato notificato a Massimo Cortese,responsabile gestione dei cdr campani.Ai domiciliari anche Vito Fimiani, a lungo responsabile del cdr di Giugliano.I provvedimenti sono stati notificati, tra gli altri, a Sergio Asprone, responsabile gestione impianti Fibe; Giuseppe Iavazzo, dell’Ufficio flussi del commissariato straordinario rifiuti; Giuseppina Marra,funzionario della Provincia di Caserta; Ernesto Picarone, responsabile ambiente e ingegneria di Fibe e Fisia Italimpianti;Giovanni De Laurentiis responsabile operatore Fisia Italimpianti; Angelo Pelliccia dirigente Fibe e Fibe Campania; Filippo Rallo responsabile per i cdr Campania della Fisia; Dino Di Battista,responsabile discariche e siti stoccaggio Fibe.

Come noto l’operazione dei Carabinieri, che hanno eseguito stamani 25 ordinanze agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sull’attività del commissariato dei rifiuti in Campania, è stata denominata ‘rompiballe’.
A quanto si è appreso, la denominazione trae spunto da un’intercettazione telefonica e fa riferimento all’improprio trattamento delle cosiddette “ecoballe” di immondizia che, a quanto pare, per un determinato periodo di tempo, sarebbero state frantumate e il cui contenuto sarebbe poi stato sversato in discariche.
Titolari dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari sono i pm della procura di Napoli Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, coordinati dal procuratore aggiunto, Aldo De Chiara. Si tratta degli stessi magistrati che condussero l’inchiesta sull’attività del commissariato per i rifiuti che ha portato al rinvio a giudizio ed al processo, appena cominciato, tra gli altri, per il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino e per i vertici della società Impregilo.
Tra i destinatari delle ordinanze di arresto della Procura di Napoli per l’inchiesta sulla gestione dell’emergenza rifiuti c’è anche Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e gia’ vice di Guido Bertolaso quando l’attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti.
Per la De Gennaro, come per gli altri indagati, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il funzionario della Protezione civile faceva parte della squadra di tecnici che hanno lavorato sia sotto il commissario Alessandro Pansa sia con Gianni De Gennaro.
I reati contestati agli indagati, sempre secondo quanto si apprende, sarebbero, a vario titolo, traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato.
Tra i destinatari dell’ordinanza ci sarebbe anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.

Fonte: Ansa

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