Grande affluenza al corteo del Primo Maggio a Sant’Arcangelo Trimonte

Il Codisam ringrazia tutta la popolazione che ha appoggiato il corteo del Primo Maggio e coloro che ci seguono dal sito internet. E’ solo l’inizio della rivolta della popolazione, stufa della non curanza delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la salute della poplazione e non provocare disastri ambientali con delle discariche.

Pubblichiamo un articolo interessante sullo svolgimento della manifestazione. Seguiranno foto e video per coloro che per motivi personali o di lontananza non hanno potuto partecipare.

La lotta e la ferma opposizione dei cittadini all’ingiustizia e alla violazione della legge perpetrata dalla decisione di costruire una mega discarica a Contrada Nocecchie, sembra non avere fine.

Malgrado le gelide parole del super commissario De Gennaro, malgrado l’assenza di un supporto incisivo delle nuove forze politiche emerse dalle elezione, malgrado l’indifferenza di molti, malgrado tutto questo, molti cittadini di Sant’Arcangelo e Paduli, pochini quelli di buonalbergo ed Apice, si sono riuniti per ribadire il fermo no alla discarica.

L’appuntamento, come da copione, si è tenuto al bivio della 90 bis, alle 8.30. La strada stradale è stata attraversata da oltre 100 macchine e 20 trattori, che da Sant’Arcangelo si recavano all’appuntamento prefissato. Nel punto di ritrovo già stanziavano oltre un centinaio di mezzi, provenienti da paduli e dintorni. La folla di persone, con bandire e striscioni, si è così unita per inneggiare contro la discarica e la scellerata scelta del sito, per difendere la propria vita e la salute contro i soprusi e le deroghe alle leggi, che 15 anni di commissariamento hanno provocato.

Di fronte ai cittadini hanno preso la parola i rispettivi sindaci dei quattro paesi presenti. Forse è stata questa una delle poche volte in cui nelle parole e nelle frasi espresse non si è fatta propaganda politica. Ma i punti sono stati incentrati tutti sull’imminente disastro ambientale; sul sopruso fatto ad una zona, che tanto si è data da fare per ottenere riconoscimenti IGP ai propri prodotti agricoli, cosciente di avere solo nell’agricoltura la sua fonte di sostentamento maggiore; e consapevoli che proprio questa area così verde a tranquilla non sia stata scelta a caso come destinazione di una discarica. Pochi cittadini, per lo più anziani, abituati a vivere pacificamente non potevano opporsi o mettere in fuga la polizia, come accaduto in altre zone della Campania.

I sindaci di Sant’Arcangelo Trimonte, Paduli, Apice e Buonalbergo hanno dimostrato preoccupazione per il futuro del territorio, ma anche molto buon senso, mettendo da parte i vari dissapori politici e addivenendo a un giudizio univoco su come superare questa situazione: unendo le loro forze nell’opporsi alla discarica.

Degno di profonda ammirazione, espressa dalla popolazione presente a suono di lunghi applausi, è stato l’intervento del parroco di sant’arcangelo trimonte, padre Giacomo, e del parroco di Paduli, don Enrico. Capita molto di rado che uomini di Chiesa si schierino apertamente a fianco dei manifestanti. La maggior parte, non solo degli uomini di Chiesa, ma anche dei politici, preferiscono una pusillanime omertà.

Il corteo è partito alla volta del simbolo dell’ingiustize, dei soprusi e dell’illegalità: la discarica.

Ormai lo scheletro del eco mostro è formato: in poco più di una settimana già sono stati realizzate due delle 5 vasche, e la terza è in fase di creazione. Uno spettacolo che fa raggelare il sangue. Molte le lacrime tra alcuni cittadini, memori dei sacrifici compiuti da giovani per quella terra e coscienti di aver perso anche futuro per i loro figli..

Ad accogliere i manifestanti le forze dell’ordine schierate in assetto anti-sommossa. Quelle forze dell’ordine che dovrebbero rappresentare lo Stato e far valere la legalità, non provavano nessuna vergogna a mostrarsi armati di fonte a comuni cittadini e a sostenere apertamente il colpo di stato e i le violazioni alla normativa italiana ed europea, perpetrata da persone come: il commissario De Gennaro, inquisito per i fatti di Genova e il suo vice il Gen. Giannini, indagato dalla Procura di Avellino per illecita gestione dei rifiuti.

Paradossale la presenza del Corpo di Guardia della Forestale, posizionato al di là delle barricate, pronto a caricare i manifestanti se necessario. Ma la Forestale non dovrebbe essere preposta alla tutela e alla difesa dell’ambiente? Invece si rende compartecipe del disastro ambientale e sanitario in atto.

Nella discarica di contrada Nocecchie l’impossibile diviene possibile, l’illegalità diviene legge, la giustizia finisce con il morire tra i sacchetti di rifiuti.

Un lieve momento di tensione si è creato quando i manifestanti, violando le precarie recinzioni di plastica, si sono riversati nel cantiere, i cui lavori sono stati oggi sospesi.

Le forze dell’ordine si sono subito schierate di fronte ai manifestanti, ma sono rimaste basite, quando il parroco di Sant’Arcangelo, padre Giacomo, preso il megafono, prestato dal vice questore, ha ricordato una parabola della Bibbia: “ il Signore ha dato la terra all’uomo per farla fruttificare. Certamente in questo momento non la stiamo fruttificando, non la stiamo coltivando,la stiamo danneggiando..Le persone qui presenti non vogliono la violenza, ma solo chiedere a chi ci governa, cosa stiamo facendo cosa state facendo”. Ha poi invitato i presenti a unirsi in preghiera, sperando che Colui che tutto può, doni la forza e la speranza alla popolazione di andare avanti nel far valere la giustizia ed illumini le menti di chi non vuole vedere.

Sant’Arcangelo Trimonte un altro giorno di protesta contro le ingiustizie, con speranze sempre più flebili, ma con la voglia di non mollare e di portare avanti una nuova resistenza contro i soprusi perpetuati ai danni di onesti cittadini.

(fonte: Blog noigiustizie)

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2 thoughts on “Grande affluenza al corteo del Primo Maggio a Sant’Arcangelo Trimonte

  1. non c’ero ma seguo costantemente quello che succede a s.arcangelo e sono davvero contenta che la manifestazione sia riuscita. grazie a tutti coloro che si muovono anche per me.
    antonietta presutto

  2. Tutti sappiamo che i fenomeni della natura, si svolgono secondo un ciclo periodico e ogni ciclo è autostabilizzante. L’uomo moderno con i suoi processi produttivi ha rotto questi cicli naturali. Se vuole sopravvivere come specie deve trovare il modo di raccordarli, cioè di ristabilire l’unità e la continuità della sua vita con quella della natura, insomma deve “Chiudere il Cerchio”. Il sistema produttivo segue la logica del profitto, dell’accumulazione, del capitale e per tanto ha innescato precisi rapporti socio economici. Non si può ignorare che la concentrazione industriale, la crescita urbana, la frattura tra città e campagna, la produzione di beni spesso superflui,destinati ad essere “Inghiottiti” dalla massa dei consumatori, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua sono effetti della tecnologia del capitale, orientata al conseguimento immediato del massiomo profitto, senza preoccuparsi del futuro del mondo e del rispetto della natura. Ciò che è reale nelle nostre vite, e in contrasto con la logica razzionale dell’ecologia, caotica e irriducibile, è l’inerzia, apparentemente senza speranza, del sistema economico e politico; la sua fantastica agilità nel sorvolare sui problemi reali che vengono rivelati da un’analisi logica; l’azione egoistica di coloro che detengono il potere e la loro determinazione a usare, spesso involontariamente, ma a volte cinicamente, persino la degradazione ambientale come un gradino per un maggior potere politico; la frustrazione che prova il semplice cittdino si trova di fronte a questo potere e a questa fuga dai problemi reali; la confusione nella quale tutti finiamo per cadere quando cerchiamo una via per uscire da queste secche ambientali. Per portare la logica ambientale a diretto contatto con il mondo reale, dobbiamo riferirla alla forze politiche, sociali ed economiche globali che governano sia la nostra vita di tutti i giorni, sia il corso della storia. Viviamo un momento storico caratterizzato da un’enorme potenza tecnologica e da un’estrema miseria umana. La potenza della tecnologia si autoevidenzia in modo penoso nel numero di Megawatt delle centrali elettriche e nei Megatoni delle bombe nucleari. La miseria dell’uomo si evidenzia nel pauroso numero di persone che già esistono e che presto nasceranno, nel deterioramento del loro Habitat, la terra, e nella tragica epidemia, su scala planetaria, della fame e della povertà. La crisi ambientale è un esempio macroscopico di questo fallimento: l’essere arrivati alla crisi è dovuto al fatto che i mezzi da noi uasti per ricavare ricchezza dall’ecosfera sono distruttivi dell’ecosfera stessa. Il sistema attuale di produzione è autodistruttivo. Dal momento che la crisi ambientale è il risultato di una cattiva pianificazione e conduzione sociale delle risorse mondiali, Il problema può essere risolto e l’uomo può sopravvivere in una condizione umana se la sua organizzazione sociale viene portata in armonia con l’ecosfera. Non dimentichiamo infatti che i primi esseri viventi, come l’uomo moderno, consumavano la loro base nutritiva man mano che crescevano, trasformando la riserva geochimica di materia organica in rifiuti che non potevano più servire ai loro bisogni. La vita, così come appare per la prima volta sulla terra, si era avviata per un cammino autodistruttivo. La salvò dall’estinzione l’invenzione, nell’arco evolutivo, di una nuova forma di vita che riconvertiva i rifiuti degli organismi primitivi in materia organica fresca. I primi organismi fotosintetici trasformarono l’avido evolversi lineare della vita nel primo grande ciclo ecologico terrestre. CHIUDENDO IL CERCHIO essi ottennero quello che nessun orgonismo vivente, da solo, può realizzare: LA SOPRAVVIVENZA.

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