CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


La discarica di Sant’Arcangelo TV su Live Stream e Facebook
16 Settembre 2009, 2:51 pm
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Portiamo a conoscenza che abbiamo attivato La discarica di Sant’Arcangelo TV su Live Stream e la stessa si può seguire su Facebook dove è possibile vedere i video e documenti sulla discarica al sito:

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Sant’Arcangelo Trimonte gravido di rifiuti, paure e puzzo. I timori del Codisam
16 Settembre 2009, 10:56 am
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Dal Quaderno Settimanale – La discarica tormenta, a distanza di un anno. Il Codisam (Comitato difesa salute e ambiente, nella foto alcuni dei suoi membri) del paese ha denunciato poche settimane fa la presenza di sostanze nocive nel sottosuolo del sito di Contrada Nocecchia: un anomalo superamento dei valori di anilina e p-toluidina emerso da alcune analisi dell’Arpac (ente regionale di monitoraggio ambientale). Ma è il direttore, Vincenzo Mataluni, a respingere le accuse: “I dati risalgono a dicembre, un nuovo ciclo di maggio e luglio non conferma la presenza degli elementi tossici”. Un cineasta di San Giorgio del Sannio, intanto ha appena finito di realizzare un cortometraggio per richiamare l’attenzione sull’emergenza ambientale del sito.
codisam

Mataluni possiede la formazione professionale necessaria. Si occupa da tempo di discariche. Prima Tre Ponti a Montesarchio, poi Serra Pastore a San Bartolomeo. Oggi, Sant’Arcangelo: “Ritengo che non ci siano ditte così serie come la Daneco per la gestione di una discarica – ha dichiarato al Quaderno -. Estrema è l’attenzione con la quale seguono i lavori. Appena suggeriamo dei rilievi, infatti, la ditta è immediatamente operativa e fa anche più di quello che chiediamo. Lo dico con cognizione di causa, perché non c’è paragone con la gestione della Fibe (di una precedente discarica regionale del paese). Ci volevano le forche per analizzare le problematiche… Ora è tutt’altra cosa”.

L’Arpac ha eseguito una prima indagine appena costruita l’attuale discarica: il cosiddetto esame del bianco. I rilievi effettuati, successivamente, vengono paragonati ai dati iniziali per verificare eventuali anomalie. Gli ulteriori sondaggi vengono realizzati secondo il Piano Sorveglianza e Controllo (PSC) previsto dal decreto legislativo 36 sulle discariche. Il gestore deve compiere analisi periodiche e l’Arpac prende un’aliquota del campione per metterlo in relazione. Le ultime sono state compiute a maggio e poi luglio 2009.

“I risultati non confermano più il dato allarmante di cui parla il Comitato – ha assicurato Mataluni –“. Dalle analisi dello scorso dicembre, erano emersi dei valori sballati di alcune sostanze altamente tossiche in un particolare punto della discarica.

Il presidente del Codisam, Nicola Colangelo, tuttavia, ancora preoccupato, con durezza, ha affermato: “Il sito necessitava e necessita tuttora di una decisiva bonifica per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini, non di un mega sversatoio, il cui nefasto impatto ambientale sta producendo già i suoi frutti. Come dimostrano le prime analisi effettuate dall’Arpac”.

Ma come sono strutturate le indagini? Si installano dei cosiddetti pozzi spia che arrivano in profondità, fino al livello base dell’invaso. I rilevatori sono stati collocati in vari punti del sito. In caso di falla nel telo di contenimento, il piezometro rileva la fuoriuscita di percolato. “A dicembre abbiamo redatto una relazione – ha spiegato ancora il direttore dell’Arpac – nella quale si evidenziava la presenza di aniline (sostanze tossiche che fanno parte del gruppo delle ammine) solo in uno pozzi rilevatori, quello posto in cima al Lotto 1 (la parte più alta della discarica). Se fosse uscito del liquido contaminato, avrebbe sicuramente intaccato anche gli altri serbatoi posizionati a valle dell’invaso”.

La legge, comunque, non prevede controlli sulle ammine, è stato lo stesso Mataluni a prescrivere gli esami per maggiore precauzione. A primavera sono poi state effettuate nuovamente le stesse analisi, basate su un centinaio di parametri. Anche la Daneco le ha realizzate e ha provveduto a introdurre il procedimento delle ammine nonostante non sia previsto dal Piano. Lo faranno anche in occasione di future verifiche. “Il gestore ha confermato lo stesso dato: nessuna anomalia è stata registrata in base agli studi di maggio. Se fossero emersi ancora gli stessi sbalzi di parametri, allora, avremmo attivato una procedura di allerta – ha chiosato il numero uno dell’Arpac -”.

Nessun problema quindi, per Mataluni, perché il fenomeno inquinante avrebbe dovuto interessare tutti i pozzi spia a causa della pendenza del terreno. Ma il Codisam non ci sta. Sono tante le domande poste dal portavoce Colangelo: “Perché effettuare questo tipo di analisi in una discarica destinata ad accogliere, almeno sulla carta, solo rifiuti urbani? Cosa si sta cercando? Cosa c’è in quelle vasche? Come è possibile che sostanze chimiche di questa tipologia siano presenti in valori di molto superiori alla norma nella zona della nuova discarica, controllata e sorvegliata dallo Stato?”.

Gli oppositori, inoltre, ripercorrono la storia delle discariche realizzate nel piccolo paese della provincia di Benevento, a partire da marzo 2008. “Un docente dell’Università del Molise consegnò la sua relazione sulle analisi chimiche effettuate nella zona circostante le vecchie discariche – hanno dichiarato i membri del Comitato -, quella comunale e quella regionale gestita dalla Fibe. L’esito della perizia chimica rivelò il forte inquinamento della zona e la presenza di sostanze tossiche. Questi dati arrivarono anche sul tavolo del Commissariato Straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania e furono oggetto di particolare ironia. Con il nostro supporto, il Comune di S. Arcangelo presentò ricorso al Tar, evidenziando come la contaminazione fosse un motivo più che sufficiente per non prendere in considerazione Contrada Nocecchia come sito di discarica. Ma il ricorso non è stato mai preso in considerazione. Anche la Provincia di Benevento fu coinvolta: assunse impegno formale con il Comitato per monitorare l’ambiente”.

Poi lo sfogo di Colangelo sui disagi palesi che tale sito porta alla popolazione: “Ai miasmi prodotti dalla composizione dei rifiuti, si aggiunge quella, del tutto gratuita, prodotta dalla frazione organica utilizzata per ricoprirli. Non si tratta infatti di una frazione organica stabilizzata (Fos) che favorirebbe l’abbattimento della puzza, ma di Fons, una frazione organica non stabilizzata, nella cui composizione può esserci di tutto e che, proprio perché non stabilizzata, emana un fetore nuseabondo, forse, maggiore di quello dei rifiuti stessi”.

Il paesino sannita, oltre che di tanti articoli e servizi giornalistici, è anche protagonista di un cortometraggio di 5 minuti, “Greetings from Sant’Arcangelo”, del videomaker sangiorgese, Umberto Rinaldi, selezionato per il Milano Film Festival 2009. E’ la storia di un’agenzia di viaggio che propone a una donna una rilassante escursione su una montagna ricoperta da un particolare strato luccicante, situata in provincia di Benevento: la discarica. Una marcata linea ironica tende a sensibilizzare lo spettatore sulle tematiche ambientali. Il film entrerà a far parte di un progetto del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) che mira a indagare e denunciare i “luoghi da salvare” del Bel Paese



Sant’Arcangelo: la discarica diventa un cortometraggio del regista Umberto Rinaldi
5 Settembre 2009, 10:42 am
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La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte fa parlare ancora di sé. Questa volta, però, è la protagonista di “Greetings from Sant’Arcangelo” , un cortometraggio di 5 minuti realizzato da Umberto Rinaldi, 34enne videomaker di San Giorgio del Sannio. L’opera è stata selezionata dal Milano Film Festival (dall’11 al 20 settembre), a seguito di un concorso di idee lanciato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) sui luoghi da salvare e caratterizzati da impatti ambientali particolarmente significativi.

Una sottile linea ironica lega il progetto di Rinaldi. E’ la storia di un’agenzia di viaggi che propone a un cliente di andare a visitare una singolare montagna luccicante in provincia di Benevento. La voce “promozionale” del tour operator, alternata con immagini dei luoghi e testimonianze degli abitanti, accompagnano lo spettatore in questo insolito luogo di villeggiatura. Il video, girato in alta definizione, farà parte di un dvd del FAI e, insieme ad altri dieci selezionati, entrerà in un circuito di distribuzione del Festival. La data di proiezione è fissata per il 14 settembre al Parco Sempione di Milano.

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Due attrici hanno interpretato il soggetto di Rinaldi: Elena Maffei, già protagonista di alcuni video e Francesca Martino, alla prima esperienza. Anche Nicola Colangelo, presidente del Codisam (Comitato difesa salute e ambiente) del paese, ha partecipato al clip. Il regista, durante un colloquio con il Quaderno.it, ha anche raccontato le difficoltà nel reperire attori il mese di agosto e i tanti impedimenti durante le riprese.

“Il presidio dell’esercito, ovviamente, limita molto i movimenti di camera – ha dichiarato il regista Rinaldi -, per evitare di riprendere le zone controllate dovevamo ricorrere a mille espedienti. Il Comitato è stato l’anima di questo corto, senza l’aiuto degli abitanti non avrei mai potuto realizzarlo. La partecipazione della popolazione è stata molto attiva. In realtà dovevano prestarsi a una serie di interviste volutamente ironiche: chiedevo di parlare bene della discarica ed esaltarla. In un primo momento non hanno reagito benissimo, è difficile scherzare su un problema serio, poi è andato tutto liscio. Peccato solo per il limite massimo di 5 minuti, con una decina in più avrei inserito anche altri episodi”.

“Il corto vuole essere una cartolina da Sant’Arcangelo, dei saluti da inviare fuori per far capire la situazione in cui ci si trova. Ho cercato di raccontare soprattutto i fatti piuttosto che impressioni, percezioni e critiche della gente. E’ difficile comprendere a pieno il fenomeno per chi non vive con la discarica, bisogna evitare di far trasparire le accuse e le divisioni interne, altrimenti il messaggio non sarebbe recepito”.

L’impiegata dell’agenzia elenca tutte le caratteristiche che solitamente si dicono per decantare un luogo turistico. In questo caso, assumono un significato narrativo completamente diverso. Il direttore della fotografia è il 32enne Giovanni Bocchino, la colonna sonora è tratta dall’album “Kimica” di Alessandro Tedesco – Alkèmik Quintet.

Rinaldi e Bocchino hanno partecipato anche al progetto “Istant Movie” sulle tradizioni della Ciociaria con un corto sul malocchio, usanza molto diffusa nella zona. Tanti anziani sono stati i protagonisti di quest’opera premiata dai giurati. Il regista sannita lavora nell’area comunicazione di una società di San Giorgio del Sannio ed è anche il direttore artistico per un festival di cortometraggi a Venticano.

Fonte: www.ilquaderno.it