CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


Finalmente si muove qualcosa!
21 Marzo 2009, 11:45 am
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Comunicato Stampa

Finalmente si muove qualcosa!

Quando il Comune di S. Arcangelo Trimonte ha preso in gestione la discarica di località Nocecchia, il sindaco Aldo Giangregorio è stato indicato come “una delle persone che stava contribuendo, in maniera determinante, affinché la crisi dei rifiuti campani andasse verso una decisa risoluzione”, permettendo ai politici di cavalcare la prima ondata positiva su un tema scomodo in Campania e, non nascondiamolo, anche a livello nazionale.
Il comune sannita iniziava un difficile iter tecnico-amministrativo con cui si proponeva di controllare al massimo quel particolare impianto industriale. Grazie alla disponibilità del CODISAM, che aveva prodotto tutta una serie di osservazioni, anche tecniche, nel maggio 2008, i cittadini potevano avere notizie e documenti semplicemente collegandosi ad un sito che di lì a breve sarebbe stato bollato come “militare di interesse strategico nazionale”. Grazie alla presenza di un rappresentante del CODISAM, nettamente a favore dei cittadini, all’interno della Commissione Tecnica comunale, la popolazione ha sempre saputo, anche contro la volontà politica di una parte comunale, quello che accadeva in discarica. Purtroppo con il decreto Berlusconi le analisi chieste dai cittadini, tramite la Commissione tecnica, non sono state del tutto ottemperate. Dopo una serie di denunce pubbliche, non ultima quella effettuata a Casalbore il 23.2.09, rappresentata direttamente al pref. Reppucci, venerdì 13 marzo è entrata in gioco l’ARPAC nella figura del dott. Boffa. In base al verbale stilato in discarica, alla presenza della commissione tecnica comunale e da questa sottoscritto, partiranno tutta una serie di analisi, atte a monitorare la discarica e l’ambiente circostante a tutela soprattutto della salute dei cittadini. Il monitoraggio sarà effettuato in continuo, così come richiesto dai cittadini, ed i risultati saranno portati a conoscenza della Commissione, la quale potrà così informare i cittadini.
Per arrivare a questo risultato, che finalmente pone le prime basi per la tutela della salute pubblica, ci sono voluti 8 mesi di continue diatribe e discussioni, talvolta anche estremamente accese, tra i tecnici del commissariato e il CODISAM!
Per il momento di concreto c’è solo il documento; su alcune tipologie di misure ci sarà un incontro con la commissione e la Daneco, direttamente negli uffici ARPAC, per avanzare eventuali richieste, legittime, dei cittadini…..Perchè il sito è, sì, militare ma la salute dei cittadini è un diritto costituzionale. Monitorare attentamente tutto e diffondere i risultati, positivi o negativi che siano, è un dovere di uno Stato democratico.
Il CODISAM nella sua integrità ed operatività difenderà il territorio Sannita, così come ha sempre fatto, avvalendosi della collaborazione del coordinamento regionale, delle popolazioni interessate e dell’Assessore Aceto. Non abbasseremo la guardia, continueremo a difendere l’ambiente, la salute dei concittadini e la vivibilità sul territorio.

S.Arcangelo 18.03.2009
Il CODISAM



Rifiuti, truffa all’impianto di Colleferro(RM)tredici persone agli arresti domiciliari
9 Marzo 2009, 8:23 am
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I carabinieri del Noe hanno sequestrato due termovalorizzatori, 25 gli indagati
Traffico illecito di materiali, anche pericolosi, che venivano smaltiti in violazione delle norme
Rifiuti, truffa all’impianto di Colleferro
tredici persone agli arresti domiciliari
ROMA – Due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L’operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.

In manette sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l’impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell’Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando “tutte le norme previste”. Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arrivava “di nascosto” dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.

Significativo è l’episodio che riguarda la combustione di pneumatici all’interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell’impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali “Munezza”, “Pezzatura grossa” o “scadente”. Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell’ambiente circostante, densamente popolato.

Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.

Fonte: Repubblica