Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte
L’Associazione Politico Culturale “Terra e Libertà” e il Codisam promuovono l’incontro dibattito sul tema:
“La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Rispetto delle norme e rigetto delle deroghe, presidio del territorio, tutela del lavoro e della salute dei cittadini come presupposto per qualsiasi idea di sviluppo e risarcimento del danno ambientale ed economico”
1 Dicembre 2008 ore 15.30
(locali sottostanti la chiesa)
Istituzioni a confronto
Intervengono:
Prof. Aniello Cimitile (Presidente della Provincia di Benevento)
Gianluca Aceto (Assessore Provinciale all’Ambiente)
Ing. Bruno Orrico (Segreteria Assessorato Regionale all’Ambiente)
Aldo Giangregorio (Sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte)
Tutti cittadini sono invitati a partecipare
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Lunedì 1° dicembre alle 15,30 a Sant’Arcangelo Trimonte, nei locali della chiesa parrocchiale, si terrà un dibattito per mettere le istituzioni a confronto. Parteciperanno, infatti, il presidente della Provincia Aniello Cimitile, l’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto, il sindaco Aldo Giangregorio e il rappresentante dell’Assessorato Regionale all’Ambiente Bruno Orrico.
Il dibattito sarà incentrato sul tema “La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Rispetto delle norme e rigetto delle deroghe, presidio del territorio, tutela del lavoro e della salute dei cittadini come presupposto per qualsiasi idea di sviluppo e risarcimento del danno ambientale ed economico”. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Politico Culturale “Terra e Libertà” e il Codisam.
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I rappresentanti del Codisam, Comitato civico di Sant’Arcangelo Trimonte, hanno incontrato questa mattina alla Rocca dei Rettori il presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile e l’assessore all’ambiente Gianluca Aceto.
Sul tappeto la discussione relativa alla realizzazione da parte del Commissariato di Governo dell’impianto di discarica. Presidente e assessore hanno illustrato la cronistoria e le novità intervenute negli ultimi mesi nei rapporti tra Provincia e Commissariato in merito alla discarica di Sant’Arcangelo e hanno ribadito “il contenuto delle proteste e del rammarico – si legge in una nota – espressi anche pubblicamente, dalla Rocca dei Rettori per essere stata esautorata da ogni ruolo. Poiché, però, negli ultimi giorni, la Provincia è stata finalmente ammessa a partecipare ai lavori
della Commissione di vigilanza e controllo della discarica di Nocecchia, sono stati discussi con il Codisam i profili professionali di tale partecipazione anche in rapporto a quella già attiva in nome e per conto del Codisam stesso al fine di integrare le competenze dei rispettivi rappresentanti”.
Nel corso della riunione sono stati inoltre discussi tutti gli altri problemi connessi alla realizzanda discarica, in particolare alla luce delle proposte avanzate a suo tempo dalla Provincia per il ristoro ambientale dell’area.
“La discussione – conclude la nota – si è incentrata sulla definizione di un Piano straordinario di monitoraggio e controllo che la Provincia intende portare avanti unitamente alle autorità competenti al fine di dare contenuti specifici all’Accordo di programma quadro da cui – pure – la Provincia è stata esclusa”.
A conclusione della riunione si è stabilito che presidente e assessore parteciperanno nei prossimi giorni ad una Assemblea pubblica in Sant’Arcangelo Trimonte cui saranno invitate le autorità e i soggetti competenti.
Fonte:www.ilquaderno.it
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ROMA – E’ stato sequestrato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) il nuovo inceneritore della discarica di Malagrotta, a Roma. L’impianto era privo della certificazione di prevenzione incendi e non rispondeva ad altri requisiti di legge.
Nell’inchiesta ci sono due persone indagate. Secondo quanto si è appreso sono il presidente del Co.la.ri (Consorzio laziale rifiuti) che gestisce Malagrotta, Manlio Cerroni e il vice del consorzio.
A disporre il sequestro è stato il gip di Roma, dopo gli accertamenti del Noe. L’inceneritore (definito tecnicamente “gassificatore”) brucia il combustibile ottenuto dei rifiuti (il cdr) e produce energia. L’impianto doveva essere inaugurato dopodomani, 13 novembre, ma era di fatto già attivo.
“Il gassificatore sequestrato è in esercizio provvisorio ed è in funzione da agosto e lo sarà fino a febbraio. Questo lasso di tempo doveva servire anche per la messa a norma di tutte le procedure”. Lo afferma l’assessore regionale con delega ai rifiuti, Mario Di Carlo.
Di Carlo aggiunge anche che “impianto anti-incendio c’é, quello che manca è l’autorizzazione anti-incendio che è però già stata avviata”. “Mi sembra di capire – aggiunge – che si parli anche del serbatoio per l’ossigeno. La legge prevede che sia di 50 metri cubi, mentre era stato realizzato con misure più grandi. Anche in questo caso eravamo intervenuti per far riportare il serbatoio alla misura prevista”.
IL GIP: IMPIANTO IN TOTALE CARENZA DI REQUISITI DI LEGGE -”Sussiste un fondato pericolo che la prosecuzione dell’attuale esercizio dell’impianto e la libera disponibilità di cose pertinenti al reato possa agevolare o protrarre le conseguenze del reato, ovvero agevolare la commissione di altri reati, trattandosi di esercizio di impianto in totale carenza dei requisiti di legge”. E’ quanto scrive il gip di Roma nel provvedimento di sequestro del gassificatore di Malagrotta.
Secondo il gip, tra l’altro, “é indubbio ed estremamente inquietante il periculum in mora desumibile dalla natura dell’attività svolta nell’impianto di gassificazione, dai materiali utilizzati per il processo di combustione e dalla presenza nelle immediate vicinanze di siti pericolosi in particolare una raffineria ed un deposito di GPL”.
L’impianto sequestrato doveva servire a bruciare, parte dei rifiuti urbani sotto la forma di C.D.R. (combustibile da rifiuti) sistema di smaltimento che è volto sia al contenimento dei volumi dei rifiuti sia alla produzione di energia elettrica. Il gassificatore è risultato privo, hanno spiegato gli investigatori del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, della “certificazione di Prevenzione Incendi”.
Fonte: ANSA
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Scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza di Benevento una discarica abusiva di rifiuti speciali a Colle Sannita, denunciato il proprietario del suolo. L’intervento, effettuato nei giorni scorsi Nucleo Mobile delle Fiamme Gialle della locale Compagnia, è stato il frutto di una attività che ha indirizzato i militari verso un terreno, limitrofo alla Strada Statale 212 (Colle Sannita – Reino) in una zona verde ricca di flora e fauna, adibito a discarica abusiva a cielo aperto.
L’area interessata, di proprietà di un 68enne imprenditore edile, si estende per una superficie complessiva di circa 13.000 metri quadrati sulla quale, al termine delle operazioni di ricognizione, è stato rinvenuto materiale quantificato in 1 milione di kg. circa costituito da: più di un centinaio di lamiere di “Eternit – Amianto”, una sessantina di carcasse di automezzi con relativi pezzi fatiscenti (camion, betoniere, furgoni, ruspe, autocisterne ed autovetture), cabine per gruppi elettrogeni, pneumatici usati, elettrodomestici, fusti di oli esausti, motori di automezzi da rottamare, decine di silos per trasporto cemento, rottami metallici di vario tipo e natura.
I rifiuti erano stati abbandonati direttamente sul suolo. “In particolare – spiega la Guardia di Finanza in una nota – l’eternit contenente amianto, costituisce una gravissima minaccia per la salute pubblica in quanto rilascia nell’ambiente circostante polveri sottili che, assoggettate all’azione eolica, si depositano sulle colture dei campi circostanti”.
L’operazione delle Fiamme Gialle si è sviluppata insieme a funzionari del Dipartimento Provinciale di Benevento dell’A.R.P.A.C. Il proprietario del fondo, come detto, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento con le accuse di gestione di veicoli fuori uso e dei rifiuti costituiti dai relativi componenti e materiali e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.
Nei confronti dell’imprenditore è stato anche applicato, per la prima volta nel Sannio da quando è stato approvato dal Governo, il decreto legge che disciplina il contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti a Napoli ed in Campania.
Il responsabile, infatti, è stato denunciato anche in base a quanto previsto dall’art. 6 del decreto legge 172/2008 in quanto le acque di risulta che provenivano dal lavaggio degli automezzi venivano scaricate direttamente nel terreno attraverso una tubazione in plastica. L’intera area, sottoposta a sequestro giudiziario, dovrà essere oggetto di bonifica.
Fonte: www.82100.it
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Un camion carico di rifiuti e diretto alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte si è ribaltato stamattina lungo la statale 90 bis all’altezza del bivio per San Giorgio la Molara, finendo per invadere l’altra corsia.
Per fortuna nessun altro mezzo è rimasto coinvolto nell’incidente e non si segnalano danni a persone.
Ovviamente il traffico ha subito risentito dell’incidente ma i soccorritori sono già al lavoro per ripristinare la normale viabilità.
Ora dobbiamo temere anche il ribaltamento di Camion diretti alla discarica dovuti alla cattiva manutenzione della strada SS 90 bis?
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NO alla Piattaforma della Universal Service
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Cos’è l’amianto?
Con il termine “amianto” si intende un gruppo di fibre minerali presenti in natura. Le varietà più comuni di amianto sono sei, distinte in due gruppi mineralogici: A) SERPENTINO (silicato di Magnesio): crisotilo (amianto bianco, rappresenta circa il 98% dell’amianto mondiale estratto). B) ANFIBOLI (silicati di Magnesio e Calcio): crocidolite (amianto blu), amosite (amianto bruno), actinolite, antofillite, tremolite (interesse commerciale: solo amianto blu e bruno).
A cosa serve ?
L’amianto ha un’elevata fibrosità, cioè si separa in fibre molto sottili e resistenti. Le fibre minerali di entrambi i gruppi hanno capacità isolanti nei confronti di elettricità, calore, vibrazioni e suoni, e si legano molto bene al cemento e gesso, e con le materie plastiche. I principali impieghi dell’amianto riguardano: cemento-amianto (69%), coibentazioni (10%), cartoni (7%), freni e frizioni (3%), tessuti (2%), altro (9%).
Perchè l’amianto è pericoloso per la salute umana?
I manufatti in amianto non sono pericolosi per il semplice fatto di contenere amianto, ma soltanto quando siano in grado di rilasciare, nell’ambiente circostante, fibre aerodisperse che possano essere respirate. Gli anfiboli (amianto blu e amianto bruno) sono più pericolosi del crisotilo (amianto bianco). Le fibre inalate cronicamente si accumulano, accrescendo così il rischio di danni per l’organismo (soprattutto gli anfiboli). La malattia correlata all’amianto si manifesta anche dopo molti anni dall’esposizione alle sue fibre (dai 10 ai 40 anni).
Malattie a carico del polmone: asbetosi o fibrosi polmonare (compare dopo molti anni di esposizione), cancro del polmone (dipende dalla dose inalata e dal fumo di sigaretta).
Malattie a carico della pleura: fibrosi pleurica, mesotelioma (raro,compare anche dopo anni e dipende dall’esposizione all’amianto).
Quali sono le principali normative di riferimento?
In Italia, la Legge 27/03/1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”,ha previsto il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e di produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto ed ha dettato norme per lo smaltimento e la bonifica.
O.M. 26/06/1986 – Restrizioni all’immissione sul mercato ed all’uso della crocidolite e dei prodotti che la contengono.
D.Lgs. 277/91 – attuazione delle direttive n.80/1107/CEE, n.82/605/CEE, n.83/477/CEE, n.86/188/CEE e n.88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell’art.7 Legge 212/90.
Legge 257/1992 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto.
D.M. 06/09/1994 – Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art.6, comma 3, e dell’art.12, comma 2, della legge 27/03/92, n.257, relativa alla cessazione dell’impiego di amianto.
D.M. 20/08/1999 – Ampliamento delle normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’art.5, comma 1, lettera f) della legge 27/03/92, n.257, relativa alla cessazione dell’impiego di amianto
D.Lgs. 25/07/2006 n.257 – Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro.
Ringraziamo Lo Staff di chiaiaNOdiscarica per le informazioni
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Ore 16:00: diretta web-tv della manifestazione sul sito www.chiaianodiscarica.it . Partenza corteo dalla Rotonda Titanic (Marano), 1 Km dalla stazione metro di Chiaiano.
trovate quattro vasche piene di amianto e rifiuti speciali nella cava di Chiaiano
Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte | Tag: 27 settembre 2008, altairpinia, andretta, Angelo Cecere, Antonio Pagliuso, assise, associazione sonicart, associazione terra e liberta', associazioni sonicart, avellino, benevento, berlusconi, bertolaso, Carmine Panarese, chiaiano, chiaiano jatevenne day, cimitile, codisam, Concerto live contro la discarica di Sant'Arcangelo Tri, consiglio dei ministri, Cozzolino, Crescenzo Giangregorio, de gennaro, debora Chiaviello, digestione anaerobica, discarica, ecomafia, Fausto Rossetti, formicoso, franco ortolani, Gennarino Caccialino, Giovanni Zullo, giuseppe comella, il bolscevico, intervista al presidente codisam nicola colangelo, la Campania e l’Italia dalla devastazione ambientale, lonardo, Manifestazione contro i rifiuti Mercoledì 21 Maggio co, mastella, Maurizio Mazzocca, musica vs munnezza, napoli, padre alex zanotelli, palazzo marigliano, partito marxista leninista italiano, piattaforma dei rifiuti in campania pmli, pmli, provincia di benevento, rainews24, reciclaggio rifiuti, rete campana rifiuti, ricorso al Tar Lazio, rifiuti in campania, salvatore carnevale, san giorgio la molara, sannio, sant'arcangelo trimonte, Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica:L’Assise di Na, sudditi o cittadini, udeur, Uniamoci per salvare Napoli, video 1° Maggio
SUDDITI O CITTADINI
Un aggettivo per caratterizzare la politica nel paese di Sant’Arcangelo Trimonte? Immobilità. Dai tempi degli antichi feudatari, che tiranneggiavano su Montemalo, nulla sembra essere cambiato nella gestione della cosa pubblica.
A Sant’ Arcangelo i sudditi sono rimasti tali, il loro status non si è mai evoluto in quello di cittadini. I loro diritti sono stati sempre presentati come privilegi, concessioni clientelari dall’alto. La loro partecipazione alla vita della comunità è stata sempre ostacolata e limitata al massimo.
Il suddito montemalese non deve sapere, non deve capire, né osare contraddire l’autorità, ma deve giacere nella sua posizione subordinata, malgrado, ricordiamolo, la nostra Costituzione, consegna formalmente la sovranità al popolo.
Qui viene annientato uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia: quello della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica. Ad Atene si sosteneva che “Un uomo che non si interessa allo Stato non è innocuo, ma inutile”.
La strategia del “Divide et Impera” ha, nei secoli e tutt’oggi, trovato un terreno fertile a Sant’Arcangelo. I vari amministratori, o feudatari che dir si voglia, hanno sempre gestito un territorio e una popolazione, dividendo e frammentando il potere di eventuali opposizioni e impedendo lo sviluppo di una collettività, in cui potessero esserci comunione e condivisione. Si divide e si rendono impossibili aggregazioni collettive, che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Tutti devono restare chiusi nelle loro case, estraniarsi dalla partecipazione civile e guardare la vita che scorre solo da dietro le tende.
Altra arma per sottomettere il popolo è il concedere aiuti e favori. In realtà il più delle volte si tratta di diritti garantiti ai cittadini dalla legge, non privilegi concessi dalla magnanimità dell’amministrazione. Ad esempio l’asfalto di una strada o l’illuminazione pubblica. Ricordiamo che paghiamo le tasse anche per ricevere questi servizi. Ci spettano di diritto. Ma nella logica del potere accentrato e per ribadire lo staus di inferiorità del suddito, vengono fatte apparire come gentili concessioni. Così come i feudatari imponevano il loro potere assoluto sui sudditi, che si prostravano per ottenere favori, allo stesso modo, oggi, a Sant’arcangelo, i cittadini, nonostante i loro diritti siano garantiti dalla legge, devono ancora ricorrere alle suppliche per avere qualcosa che in realtà è già loro.
In questa logica politica anche il diritto del cittadino ad essere informato sull’agire e sulle decisioni prese dall’amministrazione, viene meno. Basti pensare alle varie discariche: comparse dal giorno alla notte, senza che la popolazione sapesse nulla o fosse stata informata. La sua opinione o la sua volontà non contano. Chi ha il potere, a Sant’ Arcangelo, decide autonomamente della vita e della morte dei sudditi.
Prova ne sia che ancora, malgrado la conoscenza del pericolo per la salute degli sversatoi, ancora non sono state attuate le misure idonee per tutelare la salute dei cittadini, come centraline di controllo di elementi cancerogeni presenti nell’aria, e non è stato favorito il coinvolgimento di strutture come l’ASL o l’ARPAC. Tutto sembra essere diretto verso una gestione autarchica della cosa pubblica e una molto approssimativa tutela della salute.
Ma per l’Unione europea e per il legislatore italiano non siamo più ai tempi del Malo. La legge italiana obbliga le pubbliche amministrazioni a garantire il diritto alla trasparenza, all’accesso ai documenti e all’informazioni da parte dei cittadini. Non dimentichiamo l’importante CARTA DI AALBORG, che sancisce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le città si impegnano a rispettare le raccomandazioni dell’Agenda 21 e di svilupparle a livello locale in collaborazione con tutti i settori delle rispettive collettività: cittadini, attività economiche, gruppi di interesse. In modo tale che tutti i cittadini e gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizione di partecipare al processo decisionale locale.
Ma sempre più spesso, nel nostro paese, questi diritti sono ostacolati o negati.
Questa è la realtà politica che insiste a Sant’Arcangelo Trimonte. E il business discarica non è altro che il frutto di questo potere accentrato che ha esautorato i cittadini della loro sovranità sul territorio, rilegandoli alla passiva posizione di sudditi, costretti ad accettare in silenzio le decisioni di chi amministra. Soggiogati dai vincoli dei favoritismi e delle suppliche anche quando tali decisioni recano danno alla loro vita e a quella dei loro figli, azzerano i frutti dei sacrifici affrontati da intere generazioni, barattando la serenità della loro vita e la dignità con futili cose.
Contro questo modo distorto di fare politica e di concepire la cosa pubblica, Il CODISAM. sono 15 mesi che si sta facendo promotore di idee diverse e nuovi modi di concepire la partecipazione popolare, attraverso la comunione, condivisione e corresponsabilità. Perché il CODISAM vuole che la popolazione torni ad appropriarsi del suo diritto ad essere cittadini, non più solo sudditi.
Vogliamo ancora una volta ribadire agli amministratori ed ai cittadini meno attenti che la salute non si baratta con niente, e noi nonostante siamo considerati sudditi e no cittadini saremo sempre vigili ed attenti malgrado tutta la zavorra che ci circonda. Ormai i cittadini hanno deciso di riappropriarsi del proprio diritto di cittadinanza con tutti i diritti e doveri nel rispetto delle regole, ma non tolleriamo più chi amministra la cosa pubblica come fosse privata, dimenticando che si sono loro stesso proposti per lavorare,non gratuitamente, per la collettività con cui debbono collaborare ed a cui debbono costantemente, rispettosamente e con trasparenza rendicontare.
Il CODISAM e l’associazione TERRE E LIBERTA’ continueranno a creare stimoli affinché i cittadini tutti alzino la testa dal cuscino per fare in modo che la posizione di SUDDITI diventi quella di protagonista di se stesso nella collettività Sant’Arcangiolese con l’intendo di fare gruppo con la cultura dell’insieme affinchè si creino le condizioni per la moralizzazione della politica intesa come POLIS, e per evitare che non ci sia più nessuna , che ci possa far perdere la speranza di lottare, la speranza di stare insieme, la speranza di un futuro migliore; il tutto anche per sopperire ai concetti di cristianità che permangono nel popolo di Sant’ Arcangelo Trimonte .
E’ la dignità che distingue il suddito dal cittadino.
CO.DI.S.AM
Comitato difesa salute e ambiente
Sant’Arcangelo Trimonte
e-mail codisam@libero.it
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