CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


Chiaiano Jatevenne Day: video delle cariche della polizia

 

n migliaia in piazza contro la discarica di chiaiano: abitanti della area, delegazioni dagli altri presidi campani, delegazioni da vicenza, padova, piemonte e lazio. Un corteo pacifico chiedeva l’ingresso di una delegazioni di istituzionali e cittadini, per un rapido sopralluogo alla cava individuata come sito di discarica; ma durante l’attesa di una risposta ufficiale, il cordone di celere, senza aver subito nessuna provocazione, ha trasformato un lieve fronteggiamento in una carica. Hanno travolto le prime file, difese solo da qualche casco da motociclista, pestando e prendendo a calci manifestanti a mani nude, hanno anche operato un fermo, un giovane presa a calci e pugni a terra, alla quale hanno refertato in ospedale una diecina di ferite lacero-contuse, come lei almeno altri quindici manifestanti; successivamente, sostenuti da una seconda carica dei carabinieri, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni CS, urticanti, quelli del G8 di Genova, che hanno seminato il panico anche tra gli agenti, che impreparati, hanno ritirato in un aria irrespirabile. E’ stato esploso poi un petardo, per difendere la ritirata del corteo, che non ha creato nessuna conseguenza tra le forze dell’ordine, come si vede chiaramente nel video, che descrive i fatti al di là delle ricostruzioni fantasiose di qualche giornalista che neanche c’era.

il video:
http:www.insutv.it/blog

altri approfondimenti su:

http://www.chiaianodiscarica.it
http:/napoli.indymedia.org

Autore: 
insu^tv


Sant’Arcangelo Trimonte: la misura è colma! I cittadini vogliono chiarezza

La misura è colma!

I cittadini vogliono chiarezza

 

Dopo 14 mesi di mobilitazione, quattro mesi di operatività della discarica, svariate centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti sversati, noi, “piccoli grandi uomini” del CODISAM, apprendiamo con sorpresa dagli organi di stampa, che la Provincia di Benevento e qualche amministratore locale, gli stessi che fino a ieri rassicuravano che era tutto sotto controllo, si ritengono oggi preoccupati per la situazione che si sta determinando a Sant’Arcangelo Trimonte. Per esprimere le nostre legittime preoccupazioni di cittadini, per aver tentato di evitare questo disastro ambientale, economico ed umano siamo stati tacciati di inutile allarmismo, di terrorismo psicologico, di essere profeti di sventure. Ora che le cose, nel nome dell’emergenza e quindi della deroga alla legge, come era prevedibile, rischiano di degenerare ulteriormente, tutti i nostri delatori si affrettano a cercare di chiarire, spiegare, accusare. Ritrovano persino la voglia di parlare e non solo di inveire contro chi, come il CODISAM, ha in questi mesi rivendicato la propria libertà di pensiero e di parola, difeso il nostro diritto a fare una politica, espressione della nostra libertà di uomini e donne, una politica sana, vicina agli interessi reali della gente e lontana dagli intrighi di palazzo. Una politica che ci restituisse dignità, la stessa dignità che notabili e signorotti di paese sembrano aver completamente perso in questa triste vicenda, in questa “ storia sbagliata”.

 

 Sig. Sindaco,

Lei che oltre la nostra terra ha portato in dono al Presidente del Consiglio un vaso di ceramica carico della sua e della nostra dignita’ cosa aspetta a ritrovare la lingua e venirci a spiegare quello che sta succedendo  ?

Lei che batte il territorio in cerca di terra da acquistare per allargare la superficie attuale della  discarica, cosa ne ha fatto degli impegni presi in pubblica assemblea e volti a non regalare un centimetro in più del nostro territorio alla Daneco, cosa ne ha fatto della sua promessa di dimissioni al primo metro cubo di immondizia che sarebbe stato sversato?

Lei che minaccia querele nei confronti non di chi dice falsità, ma solo di chi enumera comprovate verità, forte probabilmente solo del fatto che essere Sindaco le conferisce il diritto di  ritenersi migliore degli altri?

 

Sig. Vicesindaco

Lei che da solo dice di avere a cuore gli interessi, la salute e il benessere dei cittadini di Montemale, aveva bisogno di vedere il “Monte Mondezza” crescere all’inverosimile prima di proferire parola?

Lei che, agendo da solo e isolando il Codisam, ma “nei nostri interessi”, ha contribuito a produrre il risultato che ormai tutti possono ammirare, ha proferito parola nell’estremo tentativo di recuperare un poco di credibilità o nel magro tentativo di raccattare qualche voto in vista delle prossime elezioni?

Lei che ha mostrato uno strano modo di raccontare le cose e la verità, Lei che pensa che la politica sia una cosa sporca solo quando i cittadini la riscoprono e tramite essa rivendicano il loro diritto ad essere liberi, ritiene che il suo essere un vassallo di questo feudo mastelliano la esoneri da colpe?

Lei che, supportato da una buona compagnia, ha venduto ai cittadini che la scelta del Comune come Ente Gestore della discarica sarebbe stata garanzia di trasparenza e sicurezza per tutti,  di fatto ha gettando il paese nelle mani della Daneco e del Commissariato.

 

Signori Amministratori…….. Signori Consiglieri……. Esponenti di questa maggioranza

Aspettavamo risposte alle innumerevoli domande, osservazioni, obbiezioni portate alla vostra attenzione dal  CODISAM e dai cittadini, abbiamo ricevuto lunghi silenzi, risposte tardive e omissioni.

 

In quanto Amministratori e nella veste di Ente Gestore della discarica eravate moralmente e politicamente tenuti a riferire ai cittadini su:

1)     Imposizione da parte del commissariato a sversare ulteriori 50/90 mila tonnellate di rifiuti nella prima vasca della discarica già palesemente piena.

2)     Inadempienze della Daneco in merito agli impegni di montare in paese centrali di rilevamento dell’aria, di installare un laboratorio all’interno della discarica, di tenere il livello della discarica a raso con la strada sovrastante

3)     Situazione determinatasi nella discarica in merito ad un possibile movimento franoso in atto.

4)     Acquisizione di ulteriori appezzamenti di terra nell’area circostante la discarica.

5)     Insinuazioni da parte del Commissariato di Governo circa possibili quanto poco plausibili sabotaggi avvenuti su dei rilevatori di spostamento del suolo posti nell’area della discarica.

6)     Controllo sulla provenienza dei rifiuti sversati.

7)       Utilizzo dei fondi di ristoro ambientale.

 

Chiediamo

 

L’immediata convocazione di un consiglio comunale aperto, in caso di mancata risposta ci prodigheremo per arrivare allo stesso per autoconvocazione facendo appello, tramite petizione popolare, a quanti, esponenti di questo Consiglio Comunale non hanno più intenzione di tacere.

 

Su la testa Cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte!!!!!!!

 

              CODISAM                                                                                    Associazione

(Comitato Difesa Salute Ambiente)                                                      TERRA E LIBERTA’



Raccolta differenziata, con un magro 14,3 per cento Benevento primo capoluogo in Campania
19 Settembre 2008, 11:05 am
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Notizie contrastanti per Benevento dalla quarta edizione del premio “Comuni Ricicloni Campania”, organizzato da Legambiente. La classifica stilata annualmente vede il capoluogo sannita al 297esimo posto tra i Comuni della regione con il 14,3 per cento di raccolta differenziata riguardo al 2007. Il dato diventa meno pesante se si pensa al fatto che Benevento risulta il primo capoluogo campano. Le altre città, quindi, stanno messe peggio: Salerno (13,4%), Napoli (12,6%), Avellino (9,1%) e Caserta (2,6%).

Le cifre non si ripetono in ambito provinciale dove la prima posizione è di Avellino con il 30,6% seguita da Salerno (28,9%), Benevento (20,7%), Napoli (12,5%) e Caserta (7,88%). A vincere la quarta edizione del premio è il comune salernitano di Atena Lucana, 2mila abitanti, che ha raggiunto quota 90,8 nella raccolta differenziata. La seconda posizione va a un altro ente locale salernitano, Rofrano (86,9%) e la terza all’Irpinia con Sant’Angelo all’Esca (85%).

I dati, riferiti al 2007 e forniti da Arpac e da Legambiente, fotografano una regione che ancora arranca nella raccolta differenziata, raggiungendo una media del 16,1%, e dove solo il salernitano e l’avellinese hanno una marcia in più; la provincia di Salerno occupa 6 tra le prime 10 posizioni. Sono comunque 118 i comuni che, come previsto da legge, hanno superato la soglia del 40%, ma sono quasi tutti al di sotto dei 10mila abitanti. In 48 comuni, poi, la differenziata non è mai partita.

“Il punto dolente sono le grandi città, con più di 60mila abitanti”, spiega Michele Buonuomo, presidente regionale di Legambiente. L’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini assicura che per migliorare le performance anche nelle grandi città “abbiamo già dato i primi finanziamenti. Sulla necessità della differenziata c’è il coinvolgimento di tutte le istituzioni ed entro ottobre elaboreremo linee guida che chiameremo La Campania fa da sè”

Fonte:ilquaderno.it



Provvedimento di esproprio per due terreni vicini alla discarica. Bertolaso si prenderà tutta Sant’Arcangelo per smaltire i rifiuti delle Campania?
19 Settembre 2008, 10:44 am
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E’ stato emanato dal generale Giannini: nelle due aeree dovranno essere collocati i materiali provenienti dagli scavi per realizzare le altre due vasche destinate ad accogliere i rifiuti

Il generale, Franco Giannini, ha emanato un provvedimento di esproprio di due terreni adiacenti alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. L’atto, notificato nella giornata di ieri agli enti interessati che dovranno darne comunicazione ai rispettivi proprietari, si è reso necessario perché presso queste due aree dovranno essere collocati i materiali provenienti dagli scavi, per realizzare le altre due vasche, destinate anch’esse ad accogliere i rifiuti.



SABATO 27 SETTEMBRE 2008. Appello x la manifestazione nazionale a Chiaiano
15 Settembre 2008, 9:50 am
Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte

Dalla Selva di Chiaiano per resistere un minuto in piu’.

Da quattro mesi la nostra comunità si sta mobilitando contro l’ennesimo scempio ambientale nella nostra regione, l’ipotesi del governo di costruire una mega discarica da 700 mila tonnellate di rifiuti nella Selva di Chiaiano, all’interno del Parco delle Colline.
Una battaglia non solo contro la costruzione della discarica a Chiaiano, ma contro l’intero piano rifiuti voluto dal governo a dagli amministratori locali, incentrato su discariche ed inceneritori.
Un piano, che dopo 14 anni di malgoverno, tende ad affermare gli interessi dei poteri forti sulla pelle di intere comunita’.
In questi mesi abbiamo avuto l’occasione di conoscere nelle lotte le altre comunità della Campania che resistono alla devatsazione ambientale, e tutte le comunità che nel nostro paese difendono i beni comuni ed il diritto al dissenso.
La manifestazione nazionale del 1 giugno, ha visto accorrere a Chiaiano e Marano, in virtù del mutuo soccorso, migliaia di cittadini ed attivisti dei comitati. Comunità con le quali abbiamo avuto modo di conoscerci e contaminarci, comprendere le ragioni delle lotte in difesa dei beni comuni e comprendere come in questo paese oggi e’ in atto un emergenza democratica senza precedenti.
La battaglia di Chiaiano e Marano, ha assunto un valore simbolico importante nello scontro tra le comunita’ resistenti e gli interessi dei poteri forti.
Da un lato la determinazione di chi ha preso tra le mani il destino dei propri territorio, ha delegittimato le istituzioni del malgoverno, e ne ha costruite delle altre , attarverso i presidi, le assemblee, e la difesa del potere decisionale sulle scelte del territorio.
Dall’altro i poteri forti, intenti ad applicare la ricetta della difesa dei porpri interessi davanti allo schock che le comunità della Campania hanno subito con la cronica crisi dei rifiuti.
Gli interessi degli inceneritoristi legati a Confindustria, come Fibe, il gruppo Impregilo, e A2A, gli interessi di chi come l’attuale governo deve entrare nella spartizione degli affari speculativi della nostra regione fino ad ora gestiti dal centro sinistra.
Gli interessi di pochi , contro la vita di tutti.
Esattamente come avviene a Vicenza o in Val di Susa , in cui altri interessi, quelli della CMC , della Lega Coop, del governo americano, vengono difesi contro l’interesse delle comunità.
La nostra resistenza al governo, ha visto mettere in campo da quest’ultimo il massimo della forza possibile. Delle vere e proprie leggi speciali, attraverso il decreto 90, che regolarizzano quello che fino a ieri era il meccanismo di smaltimento illegale dei rifiuti , consentendo lo sversamento in discarica di ogni tipo di rifiuto. Allo stesso modo , le leggi speciali, colpiscono i comitati, gli attivisti, le comunita’ che resistono attraverso un riordino delle normativa vigenti sui blocchi stradali , e con l’individuazione della figura dei “promotori” che vengono messi in galera fino a 5 anni di carcere.
Accanto a questo, l’utilizzo dell’esercito, che nel mese di luglio ha militarizzato completamente l’area delle cave di Chiaiano e Marano, truppe di ritorno dall’Afghanistan che vengono mandate contro i cittadini con l’utilizzo di strumenti di guerra , come i rilevatori termici ed armati di tutto punto.
Una dichiarazione di guerra.
Quello che noi abbiamo definito un’esercito invasore, mandato dal governo per dichiarare guerra alle nostre comunità, e con noi alla difesa della salute, dell’ambiente, del bene comune.
Per questo motivo siamo davanti ad una vera e priopria emergenza democratica, che vede le comunità resistenti scontrarsi a viso aperto contro il governo armato.
Una situazione nuova che deriva da una già latente emergenza democratica che dura da oltre 14 anni nella nostra regione, dove nel nome dell’emergenza e della difesa degli interessi dei poteri forti le comunità sono state estromesse dalla decisione sul futuro dei territorio, andando a costruire uno scenario di spartenze, affari e complicità sulla nostra pelle.
Dopo aver accettato il confronto tecnico con il governo, ci siamo trovati militarizzati, blidati, epropriati della nostra terra.
Per questo abbiamo deciso di generalizzare la nostra lotta, colpendo in diversi punti della metropoli, attuando dei blocchi metropolitani, sulle tangenziali, sulle autostrade, nelle vie del centro, violando le zone rosse ogni qual volta Berlusconi veniva a fare passerella in città.
E davanti a tutto questo nulla è stato avviato rispetto alle sole vie per uscire dall’emergenza , come la raccolta differenziata “porta a porta” e gli impianti di trattamento a freddo al posto degli inceneritori.
Siamo convinti che ciò che sta accadendo in Campania è una laboratorio di sperimentazione per l’esercizio di sovranità in difesa degli interessi dei poteri forti, e di repressione verso tutte le forme di espressione del diritto al dissenso. Una sperimentazione che potrà essere ben presto riporposta contro i Dal Molin e contro i No Tav che proprio nei prossimi mesi affronteranno, come noi, una fase decisiva dello scontro con il governo.

Davanti alla militarizzazione ed all’esproprio delle nostre terre, facciamo nuovamente appello al mutuo soccorso, a tutti coloro che in questo paese hanno gridato “Siamo tutti Chiaiano” , che hanno dato la loro solidarieta’ attiva alla nostra lotta, cosi’ come noi abbiamo fatto contro i trafori di morte e le basi di guerra, percheè la difesa dei beni comuni e del diritto al dissenso è un punto fondamentale della democrazia in questo paese.
Nel mese di settembre dopo i lavori di bonifica dell’area, il governo vorrà cominciare i lavori di costruzione della mega discarica, e noi saremo li’ ad impedirglielo.
Per questo abbiamo deciso di convocare una manifestazione nazionale nel mese di settembre a Chiaiano e Marano. Abbiamo detto in questi mesi che resisteremo un minuto in più di loro.
A Berlusconi e Bassolino l’abbiamo dimostrato ogni qualvolta hanno aperto bocca su Chiaiano e Marano. Ora vogliamo dimostrarlo a tutto il paese, insieme a tutti quelli che nei prossimi mesi condurranno importanti battaglie come la nostra.

SABATO 27 SETTEMBRE 2008
JATEVENNE DAY

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

Per adesioni: jatevenneday@chiaianodiscarica.it



Foto e video Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte

Foto Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte

video Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte

Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte parla Salvatore CarnevaleCoordinamento civico flegreo

Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte parla il Presidente del Codisam Nicola Colangelo

Assemblea Comitati Rifiuti Campania 6 settembre 2008 a Sant’Arcangelo Trimonte parla aderente del Comitato Rifiuti discarica Savignano Irpino(AV)



Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari
12 Settembre 2008, 7:20 am
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Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito… Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di governo che in nome dell’emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l’inventore del traffico: l’imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell’impero di Gomorra.

I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

La rete di protezione
Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell’Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi.

Vassallo non si è preoccupato. Ha continuato a riempire decine di verbali di accuse, che vengono vagliati da un pool di pm della direzione distrettuale antimafia napoletana e da squadre specializzate delle forze dell’ordine: poliziotti, finanzieri, carabinieri e Dia. Finora i riscontri alle sue testimonianze sono stati numerosi: per gli inquirenti è altamente attendibile.

Anche perché ha conservato pacchi di documenti per dare forza alle sue parole. Che aprono un abisso sulla devastazione dei suoli campani e poi, attraverso i roghi e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari, sulla minaccia alla salute di tutti i cittadini. Come è stato possibile?

“Nel corso degli anni, quanto meno fino al 2002, ho proseguito nella sfruttamento della ex discarica di Giugliano, insieme ai miei fratelli, corrompendo l’architetto Bovier del Commissariato di governo e l’ingegner Avallone dell’Arpac (l’agenzia regionale dell’ambiente). Il primo è stato remunerato continuativamente perché consentiva, falsificando i certificati o i verbali di accertamento, di far apparire conforme al materiale di bonifica i rifiuti che venivano smaltiti illecitamente. Ha ricevuto in tutto somme prossime ai 70 milioni di lire. L’ingegner Avallone era praticamente ’stipendiato’ con tre milioni di lire al mese, essendo lo stesso incaricato anche di predisporre il progetto di bonifica della nostra discarica, progetto che ci consentiva la copertura formale per poter smaltire illecitamente i rifiuti”.

Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell’ordine ‘a disposizione’ e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell’ultima leva politica alle società dell’immondizia.

L’età dell’oro
Vassallo sa tutto. Perché per venti anni è stato il ministro dei rifiuti di Francesco Bidognetti, l’uomo che assieme a Francesco ‘Sandokan’ Schiavone domina il clan dei casalesi. All’inizio i veleni finivano in una discarica autorizzata, quella di Giugliano, legalmente gestita. Le scorie arrivavano soprattutto dalle concerie della Toscana, sui camion della ditta di Elio e Generoso Roma. C’era poi un giro campano con tutti i rifiuti speciali provenienti dalla rottamazione di veicoli: fiumi di olii nocivi.

I protagonisti sono colletti bianchi, che fanno da prestanome per i padrini latitanti, li nascondono nelle loro ville e trasmettono gli ordini dal carcere dei boss detenuti. In pratica, accusa tutte le aziende campane che hanno operato nel settore, citando minuziosamente coperture e referenti. C’è l’avvocato Cipriano Chianese. C’è Gaetano Cerci “che peraltro è in contatto con Licio Gelli e con il suo vice così come mi ha riferito dieci giorni fa”.

Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell’oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. “Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie”.

Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

La banalità del male
Chi, come Vassallo, possiede una discarica lecita, la sfrutta all’infinito. Il sistema è terribilmente banale: nei permessi non viene indicata l’esatta posizione dell’invaso, né il suo perimetro. Così le voragini vengono triplicate. “Tutte le discariche campane con tale espediente hanno continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari. Ovviamente, nel creare nuovi invasi mi sono disinteressato di attrezzare quegli spazi in modo da impermeabilizzare i terreni; non fu realizzato nessun sistema di controllo del percolato e nessuna vasca di raccolta, sicché mai si è provveduto a controllare quella discarica ed a sanarla”. In uno di questi ‘buchi’ semilegali Vassallo fa seppellire un milione di metri cubi di detriti pericolosi.

L’aspetto più assurdo è che durante le emergenze che si sono accavallate, tutte queste discariche – quelle lecite e i satelliti abusivi – vengono espropriate dal Commissariato di governo per fare spazio all’immondizia di Napoli città. All’imprenditore della camorra Vassallo, pluri-inquisito, lo Stato concede ricchi risarcimenti: quasi due milioni e mezzo di euro. E altra monnezza seppellisce così il sarcofago dei veleni, creando un danno ancora più grave.

“I rifiuti del Commissariato furono collocati in sopra-elevazione; la zone è stata poi ’sistemata’, anche se sono rimasti sotterrati rifiuti speciali (includendo anche i tossici), senza che fosse stata realizzata alcuna impermeabilizzazione. Non è mai stato fatto uno studio serio in ordine alla qualità dell’acqua della falda. E quella zona è ad alta vocazione agricola”.

L’import di scorie pericolose fruttava al clan 10 lire al chilo. “In quel periodo solo da me guadagnarono due miliardi”. Il calcolo è semplice: furono nascoste 200 mila tonnellate di sostanze tossiche. Questo soltanto per l’asse Vassallo-casalesi, senza contare gli altri i boss napoletani che si erano lanciati nell’affare, a partire dai Mallardo.

“Una volta colmate le discariche, i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l’uso dei nostri timbri, in modo da ‘coprire’ e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti, del Nord Italia… Ricordo i rifiuti dell’Acna di Cengio, che furono smaltiti nella mia discarica per 6.000 quintali. Ma carichi ben superiori dall’Acna furono gestiti dall’avvocato Chianese: trattava 70 o 80 autotreni al giorno. La fila di autotreni era tale che formava una fila di circa un chilometro e mezzo”.

Un’altra misteriosa ondata di piena arriva tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002: “Si trattava di un composto umido derivante dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani triturati, contenente molta plastica e vetro”. Decine di camion provenienti da un impianto pubblico: a Vassallo dicono che partono da Milano e vanno fatti scomparire in fretta.

Il patto con la politica
Uno dei capitoli più importanti riguarda la società mista che curava la nettezza urbana a Mondragone e in altri centri del casertano. È lì che parla dei fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori con forti agganci nei palazzi del potere: il primo è stato ammazzato a giugno. I due, arrestati nel 2006, si erano difesi descrivendo le pressioni di boss e di politici.

Ma Vassallo va molto oltre: “Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro… Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino e anche l’onorevole Mario Landoldi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto”.

Rapporti antichi, quelli con il politico che la scorsa settimana ha accompagnato Berlusconi nell’ultimo bagno di folla napoletano: “La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni ‘80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei ‘nostri’ candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio ‘lo zio’ a far arrivare questo messaggio”.

Lo ‘zio’, spiega, è Francesco Bidognetti: condannato all’ergastolo in appello nel processo Spartacus e, su ordine del ministro Alfano, sottoposto allo stesso regime carcerario di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L’elezione alla provincia di Caserta è stata invece il secondo gradino della carriera di Cosentino, l’avvocato di Casal di Principe oggi leader campano della Pdl e sottosegretario all’Economia. “Faccio presente che sono tesserato ‘Forza Italia’ e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello, cene costose con centinaia di invitati. L’ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l’elezione in Parlamento”.

Ma quando si presenta a chiedere un intervento per rientrare nel gioco grande della spazzatura, gli assetti criminali sono cambiati. Il progetto più importante è stato spostato nel territorio di ‘Sandokan’ Schiavone. Il parlamentare lo riceve a casa e può offrirgli solo una soluzione di ripiego: “Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte ‘a monte’ dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell’affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me”.

Vassallo non se la prende. È abituato a cadere e rialzarsi. Negli ultimi venti anni è stato arrestato tre volte. Dal 1993 in poi, ad ogni retata seguiva un periodo di stallo. Poi nel giro di due anni un’emergenza che gli riapriva le porte delle discariche. “Fui condannato in primo grado e prosciolto in appello. Ma io ero colpevole”. Una situazione paradossale: anche mentre sta confessando reati odiosi, ottiene dallo Stato un indennizzo di un milione 200 mila euro. E avverte: “Conviene che li blocchiate prima che i miei fratelli li facciano sparire…”.

Inchiesta de “l’Espresso”



Brutta avventura per un agricoltore di 21 anni che improvvisamente ha perso conoscenza. I medici del ‘Fatebenefratelli’: intossicazione da esalazione. Preoccupazione tra la popolazione
12 Settembre 2008, 6:02 am
Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte

Brutta avventura per un agricoltore di Sant’Arcangelo Trimonte. Si tratta di un ragazzo di appena 21 anni la cui famiglia è proprietaria dei terreni che si trovano di fronte alla discarica di contrada Nocecchie. Oggi pomeriggio, il ragazzo si è recato nei campi per svolgere alcuni lavori.
Ad un certo punto ha perso conoscenza. Lo svenimento è stato dovuto ad intossicazione per esalazione, come è stato certificato, dai medici del pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli di Benevento. Praticamente, secondo quanto dichiarato dal 21enne, dalla discarica si sono levati delle esalazioni nocive che il vento ha poi portato verso il suo terreno procurandogli lo svenimento. I medici lo hanno giudicato guaribile in dieci giorni e poi lo hanno rimandato a casa raccomandagli di non esporsi più a queste esalazioni nocive. La vicenda è abbastanza preoccupante perché il vento potrebbe spingere le esalazioni anche verso il vicinissimo paese. Occorre, quindi, che al più presto l’Arpac e la struttura commissariale effettuino i dovuti controlli per tranquillizzare la popolazione del piccolo centro sannita.

Fonte:www.82100.it



A breve i video dell’Assemblea dei comitati rifiuti regione Campania svoltasi 6 settembre a Sant’Arcangelo
7 Settembre 2008, 12:56 pm
Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte

Il Codisam comunica che a breve saranno pubblicati i video con le testimonianze dei varti comitati rfiuti campania dell’assemblea svoltasi il 6 settembre a Sant’Arcangelo Trimonte



RICICLIAMO…CI: sabato 6 Settembre 2008 alle ore 17,00 Sant’Arcangelo Trimonte (BN)

RICICLIAMO…CI

S        Stanno distruggendo i nostri paesaggi, la nostra aria, la nostra terra.

Contro l’infinita emergenza rifiuti

Il coordinamento dei Comitati Civici della regione Campania

Invitano tutti a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà in

P.za San Pietro di Sant’Arcangelo Trimonte (BN).

Sabato 6 Settembre 2008 alle ore 17,00

PER PROMUOVERE

Un nuovo piano di sviluppo e un diverso futuro per la nostra Campania

INTERVERRANNO

Padre Alex Zanottelli - Missionario Comboniano di Verona;

Prof. Franco Ortolani - Ordinario di geologia Università Federico II di Napoli

Prof. G. Battista De Medici – Ordinario di idrogeologia Università Federico II Napoli

Dott. Giuseppe Comella - Primario Oncologo all’Istituto Nazionale Tumori di Napoli “G. Pascale”

Avv. Debora Chiaviello - Comitato Serre per la Vita

Moderatore Salvatore Carnevale – Coordinamento civico flegreo

- TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE -

CO.DI.S.AM.

Comitato Difesa Salute Ambiente

Il Codisam di S.Arcangelo Trimonte ha organizzato questa Manifestazione di Chiarezza per il caso rifiuti.
Per cui alle 16, 00 in Piazza S. Pietro indice una conferenza stampa prima dell’assemblea sul Tema : Discarica S.Arcangelo rifiuti nella regione Campania.

Vi aspettiamo tutti .
Codisam Colangelo Nicola