Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte | Tag: Angelo Cecere, Antonio Pagliuso, assise, associazione sonicart, associazioni sonicart, benevento, berlusconi, bertolaso, Carmine Panarese, chiaiano, cimitile, codisam, Concerto live contro la discarica di Sant'Arcangelo Tri, consiglio dei ministri, Cozzolino, Crescenzo Giangregorio, de gennaro, digestione anaerobica, discarica, ecomafia, Fausto Rossetti, Gennarino Caccialino, Giovanni Zullo, il bolscevico, intervista al presidente codisam nicola colangelo, la Campania e l’Italia dalla devastazione ambientale, lonardo, Manifestazione contro i rifiuti Mercoledì 21 Maggio co, mastella, Maurizio Mazzocca, musica vs munnezza, napoli, palazzo marigliano, partito marxista leninista italiano, piattaforma dei rifiuti in campania pmli, pmli, provincia di benevento, rainews24, reciclaggio rifiuti, rete campana rifiuti, ricorso al Tar Lazio, rifiuti in campania, san giorgio la molara, sannio, sant'arcangelo trimonte, Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica:L’Assise di Na, udeur, Uniamoci per salvare Napoli, video 1° Maggio
Ecco il testo che ha fatto discutere:
Di Male in Peggio!
Come il Comitato Difesa Salute e Ambiente (CO.DI.S.AM.) di S. Arcangelo Trimonte ha piu’ volte affermato nel corso della sua battaglia contro la costruzione della discarica in Contrada Nocecchia il sito individuato dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti si sta rivelando inadeguato. In data 13 come alcune spaccature del terreno lasciavano presagire il lato monte della vasca relativa al secondo lotto della discarica si e’ aperto manifestando una fessura lunga circa 250 metri e larga circa 60 cm che ha interessato anche la rottura del muro di cinta in piu’ punti attraversando anche il terreno sottostante. I nostri zelanti amministratori (per delega del Commissariato gestori della discarica) hanno completamente sottaciuto la cosa alla cittadinanza lasciando che la notizia giungesse ai cittadini solo attraverso gli organi di stampa sollecitati dal Comitato. Il Sindaco e la Giunta Comunale, la societa’ Daneco incaricata di realizzare la discarica e della gestione tecnica della stessa e non da ultimi i funzionari del Commissariato impeganti ciascuno per la propria parte a realizzare profitti sulla pelle dei cittadini di S. Arcangelo e dei comuni limitrofi non hanno neanche avuto la capacita’ di venire a spiegare cosa sta accadendo.
Cittadini Aprite gli occhi
Qualcuno pensa che la salute e la sicurezza di una collettivita’ possano essere barattati con qualche misero posto di lavoro e una manciata di euro di ristoro ambientale.
Qualcuno pensa che la dignita’ della gente sia un bene a buon mercato facile da reperire e comprare.
Qualcuno pensa che la devastazione del territorio di S. Arcangelo Trimonte sia il prezzo da pagare per fronteggiare una fantomatica emergenza rifiuti.
Diciamo Basta
alle menzogne dei tecnici del commissariato, alla nefanda complicita’ dei nostri politici, alle omissioni della Daneco.
Riteniamo Responsabili
il Sindaco e la giunta Comunale, la Daneco nella figura dei suoi responsabili di cantiere e dell’ Amministratore Delegato, il Commissariato nella figura del Sig. Guido Bertolaso di ogni ulteriore danno che sara’ apportato al nostro territorio e di ogni ulteriore attentato alla nostra salute.
Chiediamo
a quanti, cittadini, assessori e consiglieri comunali, non intendono piu’ avallare questi comportamenti di prendere apertamente e pubblicamente le distanze dall’operato del Sindaco e del Vicesindaco, dall’operato della Daneco e dalle scelte passate, presenti e future del Commissariato e di tutti quei politici responsabili di Enti e Istituzioni che anno manifestato in questa vicenda un grado indecoroso di colplicita’ e di collusione.
Invitiamo
i cittadini di Paduli, di Apice, di Buonalbergo e comuni limitrofi a vigilare sull’operato delle rispettive amministrazioni che potrebbero essere attratte come quella di S. Arcangelo dalla malsana idea di speculare e lucrare sulla pelle di donne, uomini, bambini e anziani aprendo la strada alla trasformazione di quest’area in uno svessatoio regionale e nazionale di rifiuti di ogni genere.
Sabato 6 settembre ore 17,30
Sant’Arcangelo Trimonte
Assemblea Generale del Coordinamento Regionale dei Comitati di Lotta nati a seguito dell’emergenza rifiuti in Campania
CO.DI.S.AM.
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Non si placa la polemica sui lavori della seconda vasca della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, destinata ad accogliere 600.000 tonnellate di rifiuti. A preoccupare è la frattura che si è venuta a creare nel terreno manifestando così fenomeni di primo distacco. In attesa di conoscere i risultati dei rilievi tecnici, è stato redatto dal Codisam (Comitato difesa Salute e Ambiente) un manifesto intitolato “Di male in peggio!” e affisso nei comuni di Sant’Arcangelo Trimonte, Paduli, Apice e Buonalbergo.
Il volantino annuncia un’assemblea generale dei comitati di lotta, prevista per sabato 6 settembre a Sant’Arcangelo. I cittadini denunciano con toni aspri l’inadeguatezza del terreno su cui è stata costruita la discarica, individuando nell’Amministrazione
Una prima risposta alle argomentazioni è arrivata dal sindaco Aldo Giangregorio che parla di attacchi personali e fuori tempo e non esclude di presentare querela. Secondo Giangregorio, il Codisam “sta diventando un organismo politico che ha già avviato la campagna elettorale per le amministrative con molto anticipo” (A Sant’Arcangelo si andrà al voto in primavera per il rinnovo dell’Amministrazione). Però tutti sappiamo che il Codisam è un comitato di cittadini, non ha ne interessi politici e non si vuole sostituire all’attuale Amministrazione, opera solo per il bene e la salute della popolazione e con tanti sacrifici personali porta a conoscenza della popolazione fatti e misfatti che sarebbero sarebbero rimasti nell’ombra.
Il presidente del Codisam, Nicola Colangelo, preferisce ammorbidire i toni pur riconoscendosi nella sostanza del documento prodotto: “Probabilmente avrei potuto adoperare una terminologia diversa, ma continuo a ribadire che stanno costruendo la discarica in modo silenzioso senza che la gente possa capire cosa stia succedendo. Non bisogna trascurare le angosce che stanno vivendo i cittadini di Sant’Arcangelo”. I tecnici del comitato sostengono che quelle ferite nel terreno sono la spia di una ripresa su vasta scala della frana del versante, accelerata dalla realizzazione della discarica.
Quindi appuntamento per il 6 settembre…… ma bisogna esserci!!
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Si fa ormai sempre più probabile l’evenienza di uno stop nei prossimi giorni ai conferimenti nella discarica di Sant’Arcangelo Trimonte.
La prima vasca dello sversatoio di Nocecchia è vicina alla saturazione è dovrebbe avere un’autonomia non superiore ai 15 giorni, pur ricorrendo a qualche sovrabbancamento come accaduto per la prima vasca. Un lasso di tempo che però non pare sufficiente al completamento della seconda vasca dell’impianto santarcangiolese, interessata da un movimento franoso che ha comportato un rallentamento nei lavori e che deve ancora essere sottoposto a un monitoraggio più preciso. I sondaggi relativi alla zona a monte e a valle della seconda vasca dovrebbero cominciare questa mattina, ma già ieri la ditta specializzata che effettuerà i rilievi ha raggiunto Nocecchia.
Come sopperire al sempre più probabile stop dell’impianto santarcangiolese? La ‘Mito’, la struttura diretta da Guido Bertolaso, sta valutando da giorni le varie possibilità cui ricorrere per tamponare la ‘mini emergenza’ che si profila all’orizzonte.
Bocche cucite e soluzioni chiaramente ‘top secret’, ma non si esclude che il possibile escamotage possa essere rintracciato in una vecchia conoscenza del panorama sannita: il Cdr di Casalduni.
Dopo essere stato parzialmente liberato dalle ecoballe che ostruivano i piazzali, l’impianto è oggi nelle condizioni di poter fungere da temporanea valvola di sfogo. Nei giorni scorsi il sito casaldunese ha già operato per limitati quantitativi di rifiuti provenienti dal Napoletano.
fonte: Il Sannio quotidiano
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Il Codisam in data 16 agosto ha formulato denuncia-querela Alla Procura della
Repubblica di Benevento, tramite i Carabinieri di Paduli, su quanto sta
accadendo nella discarica di contrada Nocecchia .
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Il CO.DI.S.A.M, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato la comunità di Sant’Arcangelo Trimonte ed i paesi limitrofi che hanno dovuto subire la nota discarica in contrada Nocecchia, e considerato che ad oggi nessuna altra soluzione si è avviata in tema di rifiuti, ha ritenuto opportuno convocare una riunione del Coordinamento Provinciale dei comitati Salute e Ambiente per discutere ed affrontare tali questioni. Sarà l’occasione buona per verificare l’opportunità di porre in essere quanto a suo tempo discusso dal coordinamento provinciale in tema di raccolta differenziata ed avviare un confronto con l’assessorato all’Ambiente della Provincia di Benevento. Pertanto siete invitati a partecipare alla riunione che si terrà il 25 agosto 2008 alle ore 18 presso la sede RDB di Benevento. Nella stessa giornata si tratterà dell’organizzazione dell’assemblea del coordinamento regionale dei comitati voluta dal CODISAM che avrà luogo a S. Arcangelo Trimonte il 6 settembre alle ore 17,30 in piazza San Pietro.
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Il dissesto evidenziatosi in questi giorni sul perimetro del mega sversatoio dimostrano come il CODISAM, grazie alle perizie dei geologi Vincenzo Briuolo e Roberto Pellini, effettuate a titolo gratuito, aveva valutato bene i rischi geologici e ambientali, derivati dalla presenza di una discarica di immani dimensioni, costruita sul terreno di contrada Nocecchie. Nelle relazioni presentate dai due geologi, già nei mesi scorsi, veniva rilevato il dissesto geologico a nord e a valle della vasca in fase di realizzazione, un dissesto che, a causa dei numerosi e profondi scavi, ha provocato delle spaccature evidenti, compromettendo la stabilità della zona, al punto tale, che il Commissariato per l’emergenza rifiuti ha espresso oggi il parere di rivedere il progetto del costruendo versatolo. L’interrogativo geologico che ad oggi si pone, è quello di capire se si tratta di una lesione superficiale o molto più profonda.
Nei mesi passati il comitato ha sensibilizzato attraverso comunicati stampa e manifestazioni di piazza, sia l’opinione pubblica che i poteri preposti a gestire l’emergenza rifiuti in Campania, sul disastro ambientale che si stava attuando sul territorio di Sant’Arcangelo Trimonte. Fu accusato di portare avanti tesi e motivazioni allarmistiche e di promuovere violenza psicologica, di essere composto da persone visionarie, sostenendo che i cittadini dovevano stare tranquilli perché la discarica avrebbe portato benessere. Numerosi furono i suggerimenti, offerti al CODISAM anche da importanti istituzioni politiche, di cercare di non soffermarsi troppo sui dettagli tecnici dello sversatoio, ma di pensare ai benefits che sarebbero arrivati. Ancora una volta la salute e la dignità umana barattata con vile interesse economico.
Malgrado tali suggerimenti il comitato non ha mai smesso di evidenziare che l’effetto negativo e deleterio sull’ambiente di questa decisione non avrebbe tardato a manifestarsi. La difesa dell’ambiente e della salute, infatti, va oltre qualsiasi motivazione politica o stato di necessità.
Le principale perplessità sulla scelta del sito di contrada Nocecchie denunciate dal CODISAM riguardavano:
- il grave dissesto idrogeologico del territorio, in pendenza e franabile. Venne effettuata anche delle perizie tecniche del terreno, da parte dei geologi del comitato Vincenzo Briuolo e Roberto Pellini, da cui si apprendeva che: “Nell’area, si rilevano diverse evidenze di movimenti franosi per lo più causati da eventi meteorici eccezionali, ed è tra quelle a maggiore diffusione di dissesti del territorio comunale. L’Autorità di Bacino Liri, Garigliano, Volturno, di cui il territorio comunale fa parte, nel ‘Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico’ ha classificato l’area come ‘aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi cartografati all’interno, ovvero di fenomeni di primo distacco’. la classificazione territoriale di Sant’Arcangelo Trimonte rientra nella cosiddetta “Zona assiale della catena”, l’area sismicamente attiva dell’Italia Meridionale dove si generano i terremoti di maggiore intensità, grado sismico S=12 (Prima categoria nella scala MKS).
Del resto le condizioni della struttura di cemento, che perimetra e contiene, le due vecchie discariche esistenti sono pessime. In più parti ci sono crepe nei muri, a causa delle frane sottostanti. Da questi punti si può facilmente osservare la fuoriuscita del percolato, sostanza altamente tossica generata dai rifiuti, che si infiltra nel terreno circostante e nelle falde acquifere. La discesa a valle di tale sostanza è facilitata dalla forte pendenza del terreno su cui poggia la discarica. Non dimentichiamo una di queste discariche era gestita dalla FIBE e dal piano di caratterizzazione, pubblicato BURC n. speciale del 09/09/2003, l’area risulta interamente inquinata: “le sostanze inquinanti possono raggiungere il corso d’acqua superficiale posto a valle e propagandarsi nei terreni adiacenti, limitrofi e sottostanti”. Nessuna bonifica è stata ancora fatta.
A comprovare la perizia geologica esiste anche una testimonianza visiva, tutt’oggi riscontrabile: alcune abitazioni, situate a breve distanza da questa zona, sono completamente lesionate e quasi crollate, come si può facilmente comprendere da alcune foto e filmati presenti su internet. Queste torri di Pisa campane sono una dimostrazione evidente dei continui smottamenti del terreno e della franosità del suolo. La situazione peggiora all’inverosimile nei periodi caratterizzati da forti piogge. Del resto siamo quasi nell’Appennino e il clima non è clemente. Ancora non piove e non trema, ma fino a quando?
- Non dimentichiamo che oltre ai gravi problemi geologici, sul progetto della nuova discarica insiste anche la palese violazione a ogni normativa europea in materia ambientale: la zona individuata come sito di discarica è sovrastata da un elettrodotto di 150 KV. Il decreto legislativo 36/2003, “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”, che recepisce nel nostro ordinamento la normativa europea, sancisce che: “Le discariche non devono essere normalmente localizzate: in aree dove i processi geologici superficiali quali l’erosione accelerata, le frane, l’instabilità dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l’integrità della discarica; in aree esondabili, instabili e alluvionabili;…devono essere valutate le condizioni locali di accettabilità dell’impianto in relazione dei seguenti parametri: distanza dai centri abitati; fascia di rispetto …da elettrodotti.” Inoltre “gli impianti non vanno ubicati di norma in aree a rischio sismico di 1^ categoria così come classificate dalla legge 2 Febbraio 1974 n. 64”.
Malgrado gli scavi molto profondi ancora non si è trovata l’argilla, la cui presenza è un elemento fondamentale per la scelta dei siti da destinare a discarica, in quanto isolante naturale che mette al riparo da ogni possibile infiltrazione di percolato nel terreno circostante.
Anche l’elemento, se vogliamo più palese che una discarica di rifiuti porta con sé, era stato a suo tempo già denunciato come possibile causa di disagio sanitario, ambientale e sociale: la puzza esalata dalla decomposizione dei rifiuti.
- I miasmi stanno, come previsto, raggiungendo distanze rilevanti, a causa del persistere quotidiano di forti venti. Si possono nascondere i rifiuti, non le nano particelle inquinanti. Purtroppo anche i venti più deboli fanno la loro parte: sono una sorta di fissante della puzza, che permane non solo nell’area circostante allo sversatoio, ma incanalandosi tra gli avvallamenti arriva molto lontano. Un forte disagio sociale e ambientale la cui causa non è imputabile solo del vento: se l’elemento naturale avrebbe dovuto mette in guardia dal realizzare una discarica in tale zona, il persistere dei miasmi è sicuramente dovuto all’incuria di chi è preposto alla gestione della discarica. Malgrado le numerose lamentele dei cittadini, malgrado quanto previsto dalla Convenzione per la gestione operativa della discarica, ancora non si riesce ad acquisire l’abitudine di ricoprire con il terreno i rifiuti la sera, tutte le sere, non solo nei giorni di festa del paese. Sempre l’incuria nel gestione e la ventosità della zona ha di fatto portato alla creazione di un nuovo tipo di concime per i terreni circostanti la discarica: sacchetti di plastica, rifiuti e polveri nocive fanno compagnia alle varie coltivazioni. Basterebbero piccole accortezze, come sostituire qualche tonnellata di immondizia con la terra adatta a ricoprire i rifiuti, per risparmiare ad una intera popolazione un simile disagio. Certo la terra che serve per ricoprire non porta oro come l’immondizia, e in un sistema dove la vita dei cittadini cede sempre più spesso il passo al mero interesse economico, tale disagio viene velocemente accantonato.
Non trascuriamo quello che forse è la conseguenza più grave di questa scelta scellerata: i danni alla salute degli abitanti. Numerosi studi hanno ormai accertato l’esistenza di uno stretta relazione tra l’esposizione al complesso degli agenti prodotti dai rifiuti e l’aumento della mortalità a causa di tumori maligni al polmone, vescica e fegato, e di leucemie. Anche l’aumento di malformazioni fetali e animali è nettamente superiore nella popolazione che risiede in prossimità delle discariche. Come non ricordare l’intervento voluto dal CODISAM a Sant’Arcangelo dei rappresentanti dell’Assise di palazzo Marigliano di Napoli, in particolare del prof Marfella, che dettagliatamente ha descritto i danni alla salute subiti dalla popolazione campana a causa di 14 anni di commissariati fallimentari e a causa delle infiltrazioni camorristiche. Come non ricordare il film “Biutiful cauntri”, le pecore di Acerra che morivano stremate o quel lago di percolato chiamato discarica a Villaricca. Il CODISAM cercava di promuovere informazione, di sensibilizzare la popolazione su cosa stava accadendo a pochi chilometri da Sant’Arcangelo: fu accusato di fare terrorismo psicologico. Forse bisognava tenere tutto interrato, come l’immondizia, e lasciare che la popolazione, anche questa volta, non si accorgesse di ospitare una discarica sul proprio territorio, come avvenuto già in precedenza con le altre due discariche.
Anche il degrado economico era gia stato previsto nei mesi scorsi. La perdita del valore del terreno, delle case, delle attività imprenditoriali, è ormai evidente a tutti gli abitanti della zona. Una vita di fatiche per lasciare cosa ai figli? Polvere, come quella che si alza durante le operazioni di sversamento dei rifiuti in discarica.
Il Comitato non si è limitato solo a denunciare queste situazioni, ma si è fatto anche promotore di incontri con i principali esponenti del commissariato dei rifiuti della regione Campania. E’ stato a Napoli dal supercommissario Gianni De Gennaro per capire il criterio secondo il quale è stato scelto contrada Nocecchie come sito, pur presentato tutti i problemi geologici denunciati, per comprendere come una decreto legge poteva andare in deroga a tutte le normative dello Stato italiano, della Comunità Europea e, soprattutto, derogare anche all’evidente rischio, data la vicinanza delle abitazioni allo sversatoio, di una catastrofe igienico sanitario e alla tutela della salute dei cittadini .
I rappresentanti del Comitato si sono seduti al tavolo con i tecnici del commissariato per capire come poteva conciliare il presente dissesto idrogeologico con un impianto di discarica di 900.000 tonnellate. Risposero che si potevano costruire discariche anche sulla luna, che l’ingegneria moderna non ha limiti. Certo il costo economico diviene esponenziale: costruire una discarica in quelle condizioni e su di una terreno in pendio, necessita di disponibilità economica molto elevata. Uno sperpero di denaro pubblico che si poteva facilmente evitare scegliendo una zona idonea, ma a quanto pare contrada Nocecchie è dotata di un fascino particolare che attira la spazzatura.
E’ passato ormai un anno da quando il CODISAM ha iniziato ad attivarsi per cercare di evitare tutto questo. Purtroppo i poteri forti, l’emergenza che viene da lontano sembrano aver avuto il sopravvento
Ma ieri la natura ha sconfitto tutto: l’opportunità politica, l’ingegneria e le scelte scellerate effettuate in nome dell’emergenza. Il commissariato ha preso atto oggi che la discarica sta franando e che l’intero progetto tecnico deve essere rivisto. Quelle crepe sono il segno evidente che la natura deve essere rispettata nelle sue caratteristiche e nei suoi limiti. Ogni forzatura porta ad una catastrofe: oggi solo di tipo geologico, domani molto probabilmente ambientale.
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Sulle misure di sicurezza per la discarica di rifiuti di contrada Nocecchia di Sant’Arcangelo Trimonte si è svolta un’ assemblea pubblica presso la Sala consiliare comunale del paese sannita. Erano presenti il sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte, Aldo Giangregorio; l’assessore provinciale all’ambiente, Gianluca Aceto; l’ingegnere della Società di monitoraggio Daneco, Marco Leone; i tecnici dell’Arpac; i rappresentanti del comitato civico Codisam; amministratori e cittadini.
L’incontro, sollecitato dal Codisam la scorsa settimana, verteva sul mancato avvio della bonifica delle due discariche preesistenti in Sant’Arcangelo Trimonte, nonostante il progetto prevedesse tale soluzione come prioritaria. Si è pertanto appreso dall’Arpac che, entro le prossime due settimane, saranno disponibili gli ultimi esami relativi alla caratterizzazione
dei rifiuti presenti nelle discariche preesistenti: e se, come si ritiene, i risultati saranno positivi, potrà finalmente avviarsi la bonifica con il trasferimento dei rifiuti nel nuovo sito, più idoneo e sicuro. Anche i tempi dell’operazione, tra settembre ed ottobre, sembrano migliori rispetto a quelli della piena estate.
Si è quindi appreso che Comune e Provincia sigleranno un protocollo d’intesa per investire ufficialmente l’Arpac della verifica dei dati che la Daneco ha già iniziato a monitorare, così come previsto dal Piano di sorveglianza e controllo, mentre sarà fatta salva la facoltà per i cittadini di commissionare ulteriori controlli ad altri laboratori di fiducia.
E’ stato inoltre stabilito che la Provincia di Benevento nomini un proprio tecnico all’interno della Commissione di vigilanza, al fine di supportarne l’azione e di garantire un migliore e più tempestivo coordinamento. Da parte sua, la Daneco ha riconosciuto alcune disfunzioni nei controlli, dei quali si è pubblicamente scusata, assicurando che saranno presi i provvedimenti utili. La stessa Impresa ha inoltre assicurato che i rappresentanti dei cittadini potranno accedere alla discarica e richiedere chiarimenti in ogni momento.
Proseguono, intanto, i lavori di approntamento del piano integrato di valorizzazione del territorio e delle produzioni agricole e allevatoriali locali, per la cui definizione i rappresentanti dei Comuni ricadenti nella zona della discarica hanno già svolto numerose riunioni tecniche. Al prefetto di Benevento sono state comunicate ulteriori richieste di finanziamento di opere pubbliche a servizio degli impianti di smaltimento rifiuti, come la strada collegante Sant’Arcangelo Trimonte alla Stazione di Apice: il piano di interventi dovrà comunque essere definitivamente chiuso entro il prossimo 30 settembre. Una prima assegnazione di risorse finanziarie ha riguardato tutti gli interventi richiesti dai Comuni di Sant’Arcangelo Trimonte, Apice, Buonalbergo e Paduli. Inoltre, come si ricorderà, sono state finanziate anche le opere richieste dai Comuni di Fragneto Monforte e Casalduni, sui cui territori insistono siti di stoccaggio di cosiddette ecoballe e l’impianto ex CDR. Finanziate anche le opere richieste dalla Provincia, riguardanti il risanamento ambientale e la valorizzazione di torrenti e corsi d’acqua viciniori ai siti sensibili; un parco fluviale in comune di Paduli; nonché interventi per il monitoraggio ambientale delle zone interessate dalle discariche.
Commentando l’esito dell’incontro, l’assessore Aceto ha dichiarato: “Considero positivo l’esito dell’assemblea che ha delineato tempi e provvedimenti da parte di tutti i soggetti interessati. La Provincia di Benevento, così come fatto sin dal principio, lavora per due obiettivi prioritari: garantire la sicurezza dell’impianto di Sant’Arcangelo e l’assoluta trasparenza delle scelte operate, e mettere in piedi le misure più utili per valorizzare le produzioni della zona. Ricordo a me stesso che il comune di Sogliano al Rubicone, dove visitammo la discarica modello, è famoso per il formaggio di fossa. Ci poniamo analoghi, ambiziosi obiettivi. Vogliamo dimostrare che dal Sannio, e dall’entroterra campano, è partito il nuovo corso regionale. L’emergenza non è finita, checché ne dicano in giro, perchè permangono i problemi di fondo che l’hanno causata. Però la nostra provincia ha dato e sta dando molto: chiediamo che finalmente ci sia assicurata l’opportunità di realizzare il nostro ciclo integrato dei rifiuti”.
fonte: “ilquaderno.it”
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I carabinieri di Paduli hanno bloccato un camion di rifiuti che perdeva percolato, diretto alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Il mezzo pesante proveniva da Afragola: il conducente è stato denunciato, il camion posto sotto sequestro.
Fonte: ilquaderno.it
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