CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


Video: Sant’Arcangelo Trimonte il paese delle discariche D.O.C.

Pubblichiamo alcuni video di cittadini e persone comuni che hanno voluto in questi mesi documentare la vicenda di Sant’Arcangelo e le sue discariche.

Striscia la Notizia a Sant’Arcangelo Trimonte OTTOBRE 2006

Breve reportage sulla discarica Fibe di Sant’Arcangelo Trimonte, dove sarà impiantato un nuovo sito da 900.000 metri cubi di rifiuti

di Elisabetta Landi

5 Aprile 2008: Musica vs Munnezza

Case pericolanti nei pressi della discarica

Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica:L’Assise di Napoli

Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica:L’Assise di Napoli 2

Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica:L’Assise di Napoli 3

Sant’Arcangelo Trimonte vs discarica parte2

Discarica Sant’Arcangelo Trimonte (BN): inizio lavori 23 aprile 2008

di pensierorosso

25 aprile corteo anti-discarica Sant’Arcangelo Trimonte (BN)

di pensierorosso

Primo Maggio corteo no mega discarica arrivo Sant’Arcangelo

Primo Maggio corteo nvasione pacifica discarica

Ringraziamo tutti i Cittadini che hanno lottato con tutte le forze contro la discarica ma ha vinto il potere forte delle istituzione contro l’inerme cittadino.

Ma ora si deve continuare a stare uniti perchè si deve vigilare sui rifiuti che sverseranno in discarica. Sono già stati fermati 4 camion provenienti da Napoli colmi di rifiuti radiattivi. Il Codisam già l’aveva prospettato questo scenario. I poteri forti della politica non dovranno vincere!! I cittadini vanno tutelati e non fatti morire a poco a poco con sostanze nocive portate qui contro il volere di una cittadinanza ormai stanca e stufa.

Sant’Arcangelo continua a respirare……….



Le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti
2 Luglio 2008, 10:39 am
Archiviato in: La discarica di Sant'Arcangelo Trimonte

Le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti

Le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti

Scritto da Marco M

fonte : http://www.rifiutizerocampania.org

A qualcuno serve necessariamente aprire nuove discariche per continuare a nascondere di tutto. Questa tensione, questa crisi, è stata studiata a tavolino per creare con la forza discariche e inceneritori non solo per il grande business dell’incenerimento, ma anche e soprattutto per far sparire o bruciare qualcosa di veramente grosso. Il business dei rifiuti tossici è IL BUSINESS per eccellenza e la Campania è da decenni meta privilegiata di rifiuti tossici di ogni genere sversati nei campi, sui rifiuti urbani in strada poi dati alle fiamme, nelle cave e nelle discariche poi legalizzate dallo Stato.

Mentre la crisi, che si acuisce ad arte, continua, la produzione e lo stoccaggio di scorie terrificanti procede, e il loro smaltimento diventa sempre più pressante ed improrogabile.
L’unica via di fuga, l’unico mezzo possibile era quello di scavare altre buche col pretesto di ripulire la Campania dai rifiuti tal quale e costuire inceneritori per bruciare le ecoballe (che nessuno vuole perchè zeppe di rifiuti cancerogeni) ed i rifiuti via via prodotti una volta esaurite le discariche.
La realtà invece supera la fantasia ed il Comitato Allarme Rifiuti Tossici rende noto…

quello che il testo del decreto, a prima vista un’accozzaglia di articoli di legge e codici incomprensibili, afferma in maniera sconcertante.

Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto.
Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati.
Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l’inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.

I comma 2 dell’art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L’urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti.

Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell’emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po’ di disastri ambientali pregressi.
Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani.

Di seguito gli articoli incriminati:

Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’ autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l’esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.

Art. 8, comma 3: E’ prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche’ il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.

Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e’ inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche’ 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all’articolo 18.

Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:

19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata

19.05.03: compost fuori specifica

20.03.01: rifiuti dei mercati

19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [comunque previsti sotto]

ed ancora:

19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose

Il testo del decreto

http://www.allarmerifiutitossici.org/rifiutitossici/articles/art_608.htm…

http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1009&…



Ecco ci risiamo: il quarto automezzo bloccato al controllo in attesa delle decisioni della magistratura

Nel giro di una settimana è il quarto automezzo bloccato al controllo in attesa delle decisioni della magistratura

Un quarto camion, nel giro di una settimana, con materiale radioattivo al di sopra della soglia tollerabile, è stato bloccato dai militari dell’esercito all’ingresso della nuova discarica di S. Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento. Il mezzo è stato fermato in attesa delle decisioni della magistratura.
Fonte: Ansa

Ma come mai arrivano tanti camion con rifiuti radioattivi?

Come mai chi trasporta questo materiale non viene arrestato?

E’ solo propaganda governativa che i controlli funzionano?

Come mai gli autisti non vengono interrogati ce la magistratura non indaga cercando di scoprire da dove provengono i rifiuti radiotttivi?

Queste sono le molte domande che meritano una risposta!!! E i cittadini devono essere informati su queste vicende. Quando i controlli saranno meno rigidi cosa si sverserà nella discarica?

E’ giusto togliere i rifiuti da Napoli e dalla Campania ma certo i cittadini non hanno nelle loro pattumiere rifiuti radiottivi.

Quindi da dove provengono questi rifiuti? E’ mai possibile che la magistratura non è in grado di scoprire la provenienza? Oppure ha le mani legate da qualche potente di turno?

A voi le conclusioni!!