CO.DI.S.AM Sant'Arcangelo Trimonte (BN)- (Comitato difesa salute e ambiente)


Concerto live contro la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte

Per sabato 5 aprile sarà organizzata una protesta contro la nuova discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. In Piazza San Pietro alle 11 ci sarà un dibattito di apertura, al quale seguiranno conferenze e proiezioni di documentari. Alle 15 incomincerà un concerto live dal nome ”Musica vs Munnezza”. Suoneranno dal vivo i Sweet Madness, The Blotters, Donald, Off side, Teverts, Detonhate, Venaviola, Kelevra , Lucy in the ska, Teste di Modi, Rosso Rubino, Lost<!– –> Moon, Chaos Conspiracy, Iristea, Làmia con Luca Aquino, Yes Daddy Yes e Sancto Janne. In seguito ci saranno performance teatrali a cura di Peppe Fonzo e Pierpaolo Palma.



Bollettino delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

DISCARICHE E RISORSE AMBIENTALI IN CAMPANIA

Le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia sono una libera accademia fondata da un’assemblea di cittadini, col fine di creare un centro permanente di formazione, di ricerca e di aggiornamento scientifico sulle condizioni e i problemi della società civile, dell’ambiente,  dell’urbanistica e della salute del popolo . 

http://www.napoliassise.it/

Scarica il Dossier sui Rifiuti in Campania in PDF clicca qui



Decreto legge 11 maggio 2007 n. 61. Interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.

Decreto legge che individua Sant’Arcangelo Trimonte come sito di discarica dal Commissario Straordinario De Gennaro.

Scarica il decreto in PDF

dl612007rifiuti.pdf



Cos’è la digestione anaerobica?

E’ un processo di conversione di tipo biochimico che avviene in assenza di ossigeno e consiste nella demolizione, ad opera di micro-organismi, di sostanze organiche complesse (lipidi, protidi, glucidi) contenute nei vegetali e nei sottoprodotti di origine animale, che produce biogas costituito abitualmente per il 50÷70% circa da metano e per la restante parte da CO2 ed altri componenti. Il potere calorifico del gas ottenuto varia a seconda del contenuto di metano. Un valore medio può essere posto pari a circa 23.000 kJ/Nm 3 . Il biogas così prodotto viene trattato, accumulato e può essere utilizzato come combustibile per alimentare caldaie a gas accoppiate a turbine per la produzione di energia elettrica o in centrali a ciclo combinato o motori a combustione interna.
I sottoprodotti di tale processo biochimico sono ottimi fertilizzanti poiché parte dell’azoto che avrebbe potuto andare perduto sotto forma di ammoniaca è ora in una forma fissata e quindi direttamente utilizzabile dalle piante. Al termine del processo di fermentazione si conservano integri i principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio), già presenti nella materia prima, favorendo così la mineralizzazione dell’azoto organico risultando in tal modo un ottimo fertilizzante.
Di seguito viene proposta parte della descrizione del funzionamento di un impianto per la depurazione delle acque reflue in un comprensorio di 25.000 persone.
“La permanenza dei fanghi all’interno del digestore anaerobico dura in media circa 23 giorni. Mentre si trovano all’interno del serbatoio, avviene la fermentazione e grazie all’impiego di reagenti chimici e micro-organismi i fanghi vengono disgregati nelle molecole più semplici possibili. Il processo produce anche una grossa quantità di biogas che viene incanalata in un altro serbatoio, indirizzata alla caldaia e quindi in parte utilizzata per mantenere una temperatura costante di 33 gradi all’interno del digestore. La quantità in eccesso di gas, soprattutto nel periodo estivo, viene smaltita attraverso la combustione nel bruciatore posto nel centro del piazzale dell’impianto. Annualmente, si calcola, questo processo produce circa 300.000 metri cubi di gas, un terzo dei quali sono per il momento in eccesso e vengono bruciati.” Dal trattamento delle acque reflue si ottengono anche ammoniaca e nitrati utilizzati per la produzione di fertilizzanti e fanghi organici utilizzati da aziende di compostaggio per ottenere ancora sostanze fertilizzanti.
A Kirchdorf, in Austria, è stato installato un impianto per la produzione di biogas, 850 tra ristoranti e case private consegnano quotidianamente oltre 12 tonnellate di avanzi, L’energia elettrica prodotta in una centrale a ciclo combinato abbinata al sistema e’ sufficiente ad alimentare tutta la regione.
Digestore anaerobico a caldo e gasometro
Una discarica completamente isolata mediante impermeabilizzazione naturale o con teli sintetici diviene un “contenitore di accumulo” del biogas che si produce in seguito al processo di decomposizione della sostanza organica contenuta nei rifiuti. I principali composti prodotti sono metano ed anidride carbonica. Per evitare dispersioni nel sottosuolo e nell’aria (con relativo rischio di esplosioni), diffusione di odori molesti e danni alla vegetazione, il biogas viene raccolto mediante un’apposita rete di captazione. Il sistema di estrazione è costituito da una serie di pozzi verticali, dai quali si dipartono a raggera delle tubazioni fessurate, disposte orizzontalmente in modo da raggiungere tutto il corpo della discarica; la pressione, alla quale sono sottoposti i gas all’interno del corpo della discarica, ne permette la raccolta e l’asportazione.
Il sistema di aspirazione del biogas può essere di tipo naturale o forzato.
Sistema di filtrazione, desolforazione, deumidificazione e affinamento, con stazione di compressione biog
Il biogas così raccolto può essere convogliato tramite un collettore principale ad una centrale a gas per la produzione di energia elettrica e teleriscaldamento. Da notare che il metano contenuto nel biogas sarebbe altrimenti destinato a disperdersi in atmosfera, il metano è un gas ad effetto serra 7 volte più attivo dell’anidride carbonica!
Il recupero di biogas da discarica è un sistema adottato sopratutto in via sperimentale in molti paesi, l’ Inghilterra invece ha sviluppato un vasto ed efficiente sistema di recupero di biogas dalle discariche, sia per usi termici che elettrici. Anche la Svizzera si sta attrezzando con questi sistemi.
Esempio minimo di sistema per la produzione di biogas
Quotidianamente viene aggiunta biomassa mescolata ad un minimo d’acqua in un serbatoio aperto. La miscela entra per gravità nell’impianto quando si apre la valvola. Il miscelatore, ha lo scopo di impedire la formazione di schiume e di sedimenti. Il recipiente digestore è ermeticamente chiuso e coibentato . Ogni aggiunta di liquame fresco comporta uno scarico di liquame digerito in un recipiente esterno. Il processo di digestione richiede da 14 a 35 giorni, secondo la temperatura dell’impianto, per cui il rifornimento quotidiano di liquame dovrebbe variare da 1/14 a 1/35 del volume del digestore per mantenere il tempo di ritenzione desiderato.
Il gas prodotto gorgoglia attraverso il liquame fino alla parte superiore del digestore e tramite una condotta con silicone viene portato fino al serbatoio. Una precauzione importante è la sistemazione di un retino antifiamma di ottone o rame all’inizio della condotta che porta al serbatoio. Il biogas prodottoè una miscela del 60% circa di metano, la parte infiammabile, e del 40% circa di anidride carbonica.
In una piccola fattoria con 10 bovini, 10 suini, 50 tra galline, conigli e animali vari, e 4 persone si possono produrre circa 4,5 metri cubi di metano al giorno, naturalmente in una fattoria ci sono anche rifiuti vegetali, ( stalla, orto, ecc ) per cui la produzione può essere di 6/7 Nm3 al giorno se il recipiente di raccolta è debitamente dimensionato, equivalente a circa 60.000 Kcal.



VENERDI’ 21 MARZO 2008, ORE 11 – PIAZZA LIBERTA’ SANT’ARCANGELO TRIMONTE

Comunicato stampa

DISCARICA DI  S. ARCANGELO TRIMONTE

VENERDI’ 21 MARZO 2008, ORE 11  - PIAZZA LIBERTA’-

I cittadini, i comitati civici, i rappresentanti delle istituzioni locali, incontrano il Presidente della Commissione Ambiente del Senato TOMMASO SODANO

       Nell’ambito delle tante iniziative promosse dal Co.di.s.am di rivendicazione e di forte opposizione alla realizzazione della mega discarica regionale in C/da Nocecchia, le cui volumetrie per quantitativi di sversamenti di rifiuti sono devastanti per la piccola comunità santarcangiolese, è stata interessata anche la Commissione Ambiente del Senato per fare  chiarezza e cercare di  scongiurare questa nuova iattura per queste terre, per questo ambiente, per questi dignitosi cittadini.

Il Presidente della Commissione Ambiente del Senato, sen. Tommaso Sodano è stato sensibile alle nostre sollecitazioni ed alle nostre richieste di verifica diretta della zona, dando la sua disponibilità ad incontrare cittadini, comitati ed istituzioni locali per venerdì 21 marzo ore 11,00 al fine verificare, visionare e prendere contezza  di cosa si vuole effettivamente realizzare in questa piccola comunità.

Il momento di confronto con il Presidente  di un  organismo  governativo, qual è quello della Commissione Ambiente, è un momento di alto profilo governativo ed istituzionale, di valore strategico se non altro per ridare a questa gente, semplice e dignitosa, serenità e tranquillità, atteso che la propria esistenza, le prospettive di vita, l’andamento della quotidianità,  sono state, per secoli,   fondate sulle uniche opportunità che la natura offre – aria, ambiente, territori-, questi ultimi manomessi dalla stessa natura in occasione degli eventi sismici che se ne riportano ancora i segni.

Questi momenti di confronti  sono anche dei passaggi significativi rispetto agli obiettivi che questo comitato, unitamente al Coordinamento Provinciale dei Comitati per la Salute e l’Ambiente, vuole perseguire  in modo da scongiurare una ulteriore sciagura, per questa comunità, visto che deve già soccombere per la presenza di 2 discariche (di cui una regionale di oltre 40 mila metri cubi),  e che tanti problemi stanno creando alla collettività.

Questi momenti vogliono  anche essere dei appuntamenti per ricordare che una mega discarica di circa 750 mila metri cubi iniziali, realizzata in una zona a dissesto idrogeologico,  e che non presenta nessuna norma che si possa richiamare nel rispetto di quelle della Comunità Europea,  fa ipotizzare un disastro ambientale  che colpirà da vicino S. Arcangelo Trimonte ma anche comuni confinanti quali -Apice, Paduli e Buonalbergo- , perché rientrano nel raggio di azione di 5 chilometri (O.M.S. e protezione Civile di Napoli), e tramite il fiume Calore l’intero territorio Sannita.

Tra qualche giorno attiveremo una conferenza stampa e metteremo in piedi atre iniziative per denunciare l’ingiustizia perpetrata nei confronti del popolo santarcangiolese fin dall’individuazione della discarica e dai mancati interventi per bonificare le discariche esistenti, se non altro per il semplice fatto che queste popolazioni non ne possono più di vedersi continuamente calpestati i propri diritti, la  propria dignità, la propria salute.

Non ne possono più di vedersi violentati continuamente in nome di una emergenza rifiuti infinità.

LE FOTO DELL’ASSISE DI PALAZZO MARIGLIANO

(CLICCARE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE)

 

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Il Presidente del CO.DI.S.AM      Nicola Colangelo

 

 

 



COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

 

L’individuazione del territorio di Satarcangelo Trimonte per la realizzazione di una nuova discarica di tipo regionale, assume sempre più connotati inquietanti date le circostanze  che si sono verificate sia per quanto attiene le discordanze nell’ individuazione del sito sia per quanto attiene le caratteristiche idrogeologiche del territorio interessato.

 

Sulla questione dell’individuazione non sono chiare le circostanze che ha indotto il Presidente della Provincia a segnalare il sito  al Commissario di Governo per l’Emergenza Rifiuti in Campania, che come si ricorderà la Provincia, nell’ambito dell’assemblea dei Sindaci del Sannio del 22 marzo 2007 e riportate poi in Delibera di G.P. n. 199 del 16 aprile 2007, individuava i 18 siti possibili di intervento per far fronte all’emergenza rifiuti.

 

Infatti, come riportato nella  nota della Provincia con la quale si dava comunicazione dei siti individuati,  non ci è parso capire ne ci è dato sapere se vi fossero  state effettuate delle osservazioni inerenti gli elementi di criticità, le quali  dovevano essere effettuate  e redatte dai tecnici del Comune di Satarcangelo, al pari degli altri 18 siti individuati così come vengono  ricomprese nel verbale dell’Assemblea dei Sindaci tenutasi presso al Provincia data 14 marzo 2007, in cui risultano osservazioni  che determinano l’idoneità o meno degli stessi siti individuati.

 

Sta di fatto, ed è questo che ci preoccupa e ci allarma allo stesso modo,  che il solo sito,  ubicato nel Comune di Santarcangelo Trimonte nella provincia di Benevento, è stato poi ricompresso nel decreto legge n.87/2007   con  cui si individuavano i siti da adibire a discariche da realizzarsi nella Ragione Campania.

 

Questi ultimi avvenimenti, venuti per caso agli onori della cronaca, in aggiunta ad  uno studio di fattibilità ambientale ed idrogeologico compatibile effettuato,  come si evince pure  da servizio fotografico,  appare chiaro ad occhio nudo che il sito prescelto non è affatto idoneo. Infatti dalla  relazione tecnica, effettuata da alcuni geologi, il sito risulta idrogeologicamente incompatibile con le misure necessarie atte alla realizzazione di una discarica, peraltro di una portata gigantesca che si aggira sui 900 mila metri cubi di monnezza.

 

Siamo alla follia pura e per questo chiediamo chiarezza e rispetto della dignità dei cittadini residenti nella piccola comunità che hanno già dato avendo in pectore  gia due discariche che sono servite a servizio dei paesi della provincia di Benevento e non solo.

Il Commissario ha fatto pervenire l’ordinanza di inizio dei lavori di carotaggio per verificare l’idoneità del sito prescelto e par questi motivi il Comitato Co.DiSam farà di tutto per far emergere le proprie ragioni oggi affossate ma mille contraddizioni in cui sicuramente anche l’Amministrazione Comunale non è immune da colpe.

 

Nei giorni prossimi, oltre a redigere un documento nel quale verranno riportate dettagliatamente le ragioni  di una forte opposizione e che verrà trasmesso agli organismi Istituzionali preposti, verrà attivata una conferenza stampa per affermare verità e menzogne riservate nei confronti di questi cittadini la cui dignità e senso di responsabilità non trovano  confini.

Il CO.DI.S.AM

(Comitato, difesa, salute e ambiente) Sant’Arcangelo Trimonte



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16 Marzo 2008, 2:55 pm
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Intervista de “il Bolscevico”-PMLI al Presidente CO.DI.S.AM Nicola Colangelo Sant’Arcangelo Trimonte (BN)

(Intervista pubblicata sul settimanale “Il Bolscevico n.11 del 20 marzo 2008)

S.Arcangelo Trimonte: il paese delle discariche d.o.c.

Martedì 4 febbraio, ci siamo recati a S.Arcangelo Trimonte.

Il paese, che sorge nelle campagne del Sannio e che conta circa 600 abitanti, da un po’ di tempo è al centro del mirino di un Decreto Legge stilato dal Commissario di governo per l’emergenza rifiuti Di Gennaro.

Secondo tale Decreto Legge, contrada Nocecchie, in comune di S.Arcangelo Trimonte, sarà destinataria di una megadiscarica di 900000 metri cubi di rifiuti.

Ci siamo recati nel luogo per prendere contatto con il Co.Di.S.Am. (comitato per la difesa della salute e dell’ambiente) che da otto mesi sta lottando contro l’ennesimo e subdolo piano di devastazione ambientale operato da chi politicheggia.

Ecco le domande a cui hanno risposto con molta disponibilità il signor Nicola Colangelo, presidente del Co.Di.S.Am e l’architetto Antonio Pagliuso.

Domanda: in che modo S.Arcangelo Trimonte è stato individuato come destinatario della megadiscarica?

Risposta del presidente Colangelo: noi siamo dell’idea che l’individuazione è avvenuta in maniera anomala. Contrada Nocecchie non compare nemmeno nelle cartine geografiche. Qualcuno ha dato indicazioni in merito, c’è lo zampino di qualcuno che per scopi privati ha voluto localizzare la discarica proprio nel nostro comune.

D: può spiegarci meglio? E’ chiaro che la scelta del sito di scarico non è stata casuale come potrebbe sembrare.

R. Presidente Colangelo: Noi in passato siamo stati destinatari di due discariche, una comunale nel 1996 e l’altra regionale nel 2002. Quella del ’96 consentiva ai comuni limitrofi di venire a scaricare a S.Arcangelo Trimonte. Per questo il nostro comune ha ricevuto dei soldi che avrebbero dovuto alleviare le tasse sui rifiuti. Ciò non è accaduto. Successivamente, con l’emergenza rifiuti a Napoli, il presidente della provincia di Benevento e gli amministratori del nostro comune hanno capito che la ‘monnezza’ porta ricchezza e hanno ceduto il sito e nel 2002, il consorzio Napoli 3, tramite la FIBE, ha realizzato questa seconda discarica di 700000 metri cubi di rifiuti. Ora si dovrebbe realizzare questa terza megadiscarica indicata in modo improprio da chi reputa che i comuni del Sannio debbano reggersi con questi soldi, diventando la discarica della Campania.

D. Comunque è stato fatto questo Decreto Legge che individua S.Arcangelo Trimonte come area disponibile a ospitare una terza discarica. La vostra posizione?

R. dell’architetto Pagliuso: noi siamo convinti che questa megadiscarica di 900.000 metri cubi di spazzatura non deve essere realizzata. Navigando su internet, ci siamo informati sulle caratteristiche di realizzazione delle discariche. Abbiamo riscontrato più di una difformità. Il suolo dove vogliono fare la discarica confina con un movimento franoso a valle. Il presidente della provincia di Benevento Nardone ha individuato come sito di discarica S.Arcangelo Trimonte. Quando si fa un Decreto Legge in questo senso, ci deve essere una relazione tecnica che spiega la fattibilità del progetto, i criteri di realizzo. Il D.L. non è stato fatto in riferimento al territorio, al dissesto idrogeologico, al fatto che a quel livello è presente un un elettrodotto e che la discarica verrebbe realizzata a soli 500 metri dal centro abitato. Inoltre, a testimonianza del dissesto idrogeologico che vi dicevo, a valle delle due discariche ci sono delle abitazioni fortemente danneggiate dai movimenti franosi che hanno colpito questa zona. E’ un Decreto Legge impensabile. Nel nostro territorio di 9 km quadrati è presente un dissesto idrogeologico del 75%. Siamo 600 abitanti con tre discariche. Una per ogni duecento abitanti. Ci vogliono trasformare da paese a vocazione agricola a paese a vocazione ‘monnezza’. Ammazzare 600 abitanti in un piccolo paese è ben diverso che ammazzare 1 milione di abitanti a Napoli, in termini numerici per quanto riguarda la salute, ma anche in termini numerici per quanto riguarda i voti. 600 abitanti non fanno saltare una poltrona, mentre 1 milione di abitanti fanno cambiare i ruoli dei carrozzoni politici.

D. Come si dovrebbe risolvere, secondo voi, l’emergenza rifiuti?

R. presidente Colangelo: l’emergenza rifiuti non si risolverà mai. I poteri forti economici e politici hanno individuato nella regione Campania uno sversatoio di rifiuti. L’emergenza è diventata consuetudine. Avendo esigenza di far fronte all’emergenza rifiuti solidi urbani, e non solo, perché secondo noi le discariche sono una copertura per lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti da tutt’Italia, si devono individuare delle discariche e chi le gestisce, amministratori locali compresi, si arricchiscono. Comunque le nostre proposte per la risoluzione del problema sono: un piano di bonifica dei territori della provincia già devastati, la raccolta differenziata porta a porta in tutti i comuni, la creazione di impianti per il riciclaggio, per il compostaggio, la partecipazione delle popolazioni locali ai processi decisionali in materia dei rifiuti per esercitare il diritto a tutelare la propria salute e l’ambiente in cui vivono.

D.La cittadinanza come risponde? Ha preso coscienza del problema?

R.presidente Colangelo: la popolazione subisce l’influenza del Sindaco. E’ una cultura omertosa, patriarcale. Il cittadino è stato imbavagliato con il contentino, con la promessa, per cui se non si muove il Sindaco, la popolazione non si muove. Comunque, lentamente, grazie al presidio permanente e alle attività di volantinaggio i cittadini stanno prendendo coscienza del problema. La gente inizia ad aprirsi, a parlare per strada. Questa è una delle nostre piccole vittorie.

D.Quali altre iniziative state portando avanti?

R.presidente Colangelo: il nostro è un comune piccolo e abbiamo pensato di coinvolgere i comuni limitrofi facenti parte della stessa circoscrizione elettorale (Buonalbergo, S.Arcangelo Trimonte, Apice e Paduli). Il 16 dicembre 2007 abbiamo organizzato un dibattito a cui abbiamo invitato i quattro sindaci, le forze politiche del territorio, le varie associazioni, i circoli sportivi e le direzioni didattiche. Lo scopo era quello di creare un momento di condivisione, di corresponsabilità nell’individuazione delle problematiche relative all’emergenza rifiuti. Avevamo chiesto di mettere da parte la posizione ideologica perché se tutta la forza politica del Sannio fosse riuscita a mettersi insieme, sarebbe stato più agevole far fronte al problema. Questo non è successo. Continuano a contrapporsi senza arrivare ad alcuna conclusione. A noi del Comitato ci vedono come dei pagliacci, quando il nostro obiettivo è quello di tutelare la salute della popolazione e del nostro territorio. Le elezioni poltiche e provinciali sono alle porte, ci troviamo gli stessi personaggi di 56 anni fa, ci propongono le stesse manfrine. La politica dovrebbe essere il mezzo con cui risolvere i problemi del popolo. Io non riesco a individuare nei vari programmi politici dei parlamentari di turno, un minimo di passaggio su quello che è il dramma dell’intera Campania.

Abbiamo ringraziato il comitato che si è mostrato accogliente e disponibile non solo a rispondere alle nostre domande ma portandoci anche a visitare le varie locazioni delle precedenti e della futura discarica.

Ci siamo congedati lasciando alcune copie del Bolscevico e il manifesto del PMLI contro le devastazioni ambientali che hanno affisso nel container del presidio.

(“Il Bolscevico” – www.pmli.it)

Intervista video de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 1)

Intervista video de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 2)

Intervista de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 3)

Intervista de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 4)

Intervista de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 5)

Intervista de “il Bolscevico” al Presidente Codisam Nicola Colangelo (parte 6)

Intervista Arch. Antonio Pagliuso membro del CODISAM



Foto discarica

 Foto(gentilmente concesse dal settimanale “Il Bolscevico”) del luogo dove dovrebbe sorgere la mega discarica di 900.00 metri cubi di rifiuti, si nota benissimo il dissesto idrogeologico e la non idonea ubicazione su quel terreno

luogo-discarica.jpgluogo-discarica-3.jpgfoto-davanti-al-presidio-discarica-sant_arcangelo-trimonte04.jpgsuolo-nuova-discarica.jpgsuolo-nuova-discarica-2.jpgvecchia-discarica.jpgvecchia-discarica2.jpgdissesto-terreno.jpgdissesto-terreno-2.jpgdissesto-terreno-4.jpgdissesto-terreno-5.jpgdissesto-terreno-6.jpgdissesto-terreno-7.jpgmuro-con-infiltrazioni.jpgmuro-infiltrazioni-2.jpgcodisam-cartelloni-bambini.jpgcodisam-cartelloni-scuola-2.jpgcassonetto-discarica.jpg

Vedi fotoreportage de “il Quaderno.it” clicca qui



Relazione del Presidente Codisam Nicola Colangelo

logo-codisam.jpg  CO.DI.S.AM

comitato difesa salute e ambiente

82021 Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento)

e-mail codisam@libero.it

 

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Relazione  del Presidente

 

                                                                            

Sono ormai vent’anni  che nell’ambito della Regione Campania sentiamo parlare di EMERGENZA  RIFIUTI.

E’ giunto il momento in cui, i cittadini tutti; compresi quelli simpatizzanti (con questa o quella) ideologia politica,

agli appartenenti a questo o quel CARROZZONE POLITICO, agli innamorati di  questo o quel PERSONAGGIO politico, debbono chiedersi tutti: perché ancora oggi si verifica  l’emergenza rifiuti ?

Fino a quanto durerà l’ EMERGENZA rifiuti?

 

Questo Comitato prova a dare la propria risposta :

Secondo noi le cause del PERCHE’ di questa situazione sono da ascriversi nel decadimento delle regole e delle logiche della politica. La  POLITICA  deve essere la risoluzione dei problemi che affliggono la vita pubblica dei cittadini tutti. Attualmente non ci sembra che la politica persegua questi obbiettivi. Sembra invece che le REGOLE  e le LOGICHE previste, siano state cosi tanto personalizzate tali da renderle di Parte per sopperire alle esigenze di Questo o di quel personaggio politico per gestire la cosa pubblica, trascurando così i problemi che affliggono i cittadini tutti; in particolar modo quelli la cui cultura non è impregnata di senso civico.

 

Ci chiediamo: Se questa è la situazione cosa succederà sul territorio Provinciale  Beneventano?

 

 

Il CO.DI.S.AM intende iniziare un programma di consultazioni nell’ambito del nostro territorio provinciale, tra tutte le forze politiche presenti.

                                                                 

 PER CAPIRE :

 

  1. Avvertite sui vostri territori il pericolo ”EMERGENZA RIFIUTI”?
  2. Conoscete la situazione provinciale in merito alla raccolta e smaltimento dei rifiuti?
  3. Pensate sia possibile, nel rispetto delle appartenenze ideologiche, iniziative congiunte per Proteggere non solo il territorio di  S.Arcangelo – Apice – Paduli e Buonalbergo ma di tutti i 78 comuni della provincia.
  4. Quali strumenti da attuare per trasmettere ai propri rappresentanti politici Provinciali – Regionali e Nazionali che in emergenza rifiuti potrebbe oggi colpire S.Arcangelo, ma domani colpirebbe tutto il territorio provinciale?
  5. La contrapposizione ideologica a tutti i costi non potrà fare altro che creare ulteriori e seri danni al Sannio. Cosa fare per impostare un percorso comune e responsabile al fine di salvaguardare i nostri territori e garantire uno sviluppo compatibile?

 

 

ESEMPIO :

 

Benevento, ultima città d’Italia! A chi dobbiamo dire GRAZIE ?

 

Se sul problema rifiuti non sono effettuate scelte consapevoli e le forze politiche non si compatteranno su un tema così delicato con senso di responsabilità e con senso di appartenenza al territorio; il bravo Commissario di turno per l’emergenza rifiuti spalmerà sul nostro territorio così tanti rifiuti da renderlo invivibile per tutti noi  e per le future generazioni,  facendolo diventare ultimo territorio d’Italia.

 

In questo caso, a chi dovranno ulteriormente dire GRAZIE i 300.000 abitanti della provincia di Benevento?